03 dicembre 2017

I COSÌXCASO tornano in scena...

con una spassosissima commedia in due atti di Valerio Di Piramo, Natale al basilico.

Ma non lasciatevi ingannare, il Natale, o meglio l’antivigilia di Natale è solo il momento dell’anno in cui si svolge la divertentissima situazione in cui Carla e Oreste, che sognavano di passare le feste come novelli sposi, si ritrovano la casa “invasa” da ospiti indesiderati.
L’inaspettata visita della suocera con problemi di memoria e l’arrivo di altri due personaggi, che definire “strani” è davvero riduttivo, cominciano ad innervosire Oreste.
Il maltempo blocca tutti in casa e la convivenza si fa sempre più stretta e esilarante.

Vi aspettiamo sabato 16 dicembre alle ore 21 e
domenica 17 dicembre alle 15.30 
al salone/teatro di Maria Madre della Chiesa, 
a Milano in via Saponaro 28.

Per info scrivete a info@cosixcaso.it www.cosixcaso.it

Un favoloso Natale

Letture ad alta voce con i Mangiafavole

Vi aspettiamo domenica 17 dicembre alle ore 16.30 presso l’Oratorio San Barnaba, via Gratosoglio 65, ascolteremo le favole e faremo merenda insieme

Chi  sono i Mangiafavole? Siamo un gruppo di persone, accomunate dall’amore per i libri e dalla voglia di prestare corpo e voce ai tanti libri di storie, di favole e filastrocche per il divertimento di grandi e piccoli. Seguici su fb https://www.facebook.com/pg/mangiafavole.favole/about/?ref=page_internal

Andando di casa in casa…

Sono le 18,30 e proseguo il giro della visita alle famiglie in occasione del Natale nella parte sud del quartiere a Maria Madre. Già una persona, oltre la porta che rimane chiusa, mi ha detto “ma le sembra l’ora di venire a rompere i …?” Pazienza… continuo a suonare i campanelli, a salutare, sorridere e a porgere l’invito ad una preghiera semplice di affidamento al Signore e di richiesta di benedizione. Quante persone vivono sole e trascurate… Termino anche questa scala e osservo che un numero maggiore di appartamenti è vuoto, alcuni sono morti, altri sono ‘al ricovero’ per anziani, qualcuno se ne è andato. Mi dicono che Aler non è interessata a rimetterli a disposizione di altre famiglie perché ora la politica economica richiede di mettere in vendita e non affittare a costi ‘popolari’. Se capita di sentire oltre le porte voci di bambini puoi star certo che sono stranieri e per la maggior parte musulmani: curiosi aprono la porta e salutano, poi chiamano mamma o papà. Di solito la loro accoglienza è calorosa e rispettosa. Penso che è una benedizione per questo quartiere il loro arrivo, altrimenti quale futuro avrebbe? Nella scala successiva incontro un anziano che mi parla commosso dei ‘bei tempi’ di don Sandro e fratel Tobia. Gli dico che stiamo celebrando il 50’ di fondazione della parrocchia. Inizia a raccontare e la mia immaginazione spazia ai numeri di un tempo a quanti sono nati e cresciuti qui, hanno giocato e pregato nell’oratorio e in chiesa… Gli dico che sarebbe bello che la memoria di questa storia venga consegnata ai figli e ai nipoti e anche ai nuovi arrivati in quartiere. Termino la scala e mi incammino verso casa e facendo mente locale sugli incontri fatti mi chiedo: quale futuro avrà questo quartiere? E la parrocchia? La risposta è anche compito nostro! d.Alfredo


Il cammino dei giovani verso il Sinodo

Il desiderio della gioia abita tutte le stagioni della vita e nell’età giovanile esso si presenta in misura così evidente da poterlo considerare il suo tratto specifico. I giovani nati digitali vivono multitasking: oggi, la ricerca della gioia e del senso della vita li porta a vivere contemporaneamente su più piani. Così Papa Francesco si è rivolto ai giovani nella sua lettera in occasione del prossimo Sinodo: “Non abbiate paura di ascoltare lo Spirito che vi suggerisce scelte audaci, non indugiate quando la coscienza vi chiede di rischiare per seguire il Maestro. Pure la Chiesa desidera mettersi in ascolto della vostra voce, della vostra sensibilità, della vostra fede; perfino dei vostri dubbi e delle vostre critiche. Fate sentire il vostro grido, lasciatelo risuonare nelle comunità e fatelo giungere ai pastori”. Il prossimo Sinodo dei Vescovi sui giovani, fortemente voluto da Papa Francesco, rappresenta quindi per la Chiesa l’occasione per riflettere circa il rapporto tra le generazioni. Il Sinodo chiede alla Chiesa di rileggere le pratiche pastorali fino ad oggi poste in essere. L’intento è quello di uscire incontro ai giovani, a tutti i giovani, nei loro diversi ambiti di vita per aiutarli a rispondere alla domanda “per chi sono io?”. Questa è infatti la “mossa sinodale”: un giovane incontra la gioia nel momento in cui scopre chi nella sua vita è chiamato a rendere felice.
Diverse le proposte in calendario: dalla collaborazione con l’Università Cattolica, alle iniziative di ascolto nell’ambito dello sport, dell’università e del tempo libero, alle possibilità di accostarsi al discernimento attraverso l’iniziativa Start-Up!, al percorso del Gruppo Samuele, alla scuola di vita comune, all’itinerario delineato dalle Veglie di Redditio e in Traditione Symboli, nonché agli esercizi spirituali di Avvento e di Quaresima, per concludere con i pellegrinaggi estivi.
Infatti, la prossima estate i nostri giovani saranno invitati dai loro educatori a camminare insieme lungo strade d’Italia ricche di storia e di spiritualità: pellegrinaggi che si concluderanno a Roma, sabato 11 e domenica 12 agosto 2018, dove tutti insieme ci si porrà in ascolto delle parole di Papa Francesco e si pregherà in vista del Sinodo. Il nostro augurio è che attraverso queste iniziative tutti i gruppi giovanili diocesani possano prepararsi al Sinodo attraverso la ricezione dei suggerimenti e degli spunti che il Documento Preparatorio ci ha offerto e continua a offrirci: il Sinodo è certamente “dei Vescovi”, ma è la Chiesa intera che vi partecipa a partire proprio dai giovani stessi e dai loro educatori.
don Massimo Pirovano     Responsabile diocesano  del Servizio per i Giovani e l’Università


CALENDARIO della COMUNITÀ PASTORALE da Domenica 19 dicembre 2017

DOMENICA 19 NOVEMBRE 
II DI AVVENTO
ore 9,15 in Chiesa SB mini ritiro VISITATORI
ore 15,00 Oratorio MMC incontro CIC 2-3° el.
ore 21,00 Oratorio SB 18ENNI

Lunedì 20 novembre
ore 15,00 Sala Molaschi MMC TERZA ETÀ
ore 21,00 Or.SB ADO-genitori in contemporanea

Martedì 21 novembre
ore 19,00 Oratorio MMC ADO
ore 21 Or.SB incontro genitori ‘oratorio aperto’
ore 21,00 Saletta Caritas SB con d.Francesco:
LABORATORIO DELLA PAROLA…

Mercoledì 22 novembre
ore 15,00  Saletta Caritas SB TERZA ETÀ

Venerdì 24 novembre
ore 21,00 Oratorio SB PREADO


DOMENICA 26 NOVEMBRE
III
DI AVVENTO
ore 10,30 Chiesa SB s.Messa col gruppo del CIC 3: 4° el. a seguire incontro in Oratorio  
ore 11,00 Chiesa MMC s.Messa col gruppo del  CIC 1: 2° el. a seguire pranzo e incontro in Oratorio genitori e figli 
ore 21,00 Oratorio SB 18ENNI

Lunedì 27 novembre
ore 15,00 Sala Molaschi  TERZA ETÀ
ore  21,00  Oratorio SB gruppo ADO

nel salone delloratorio di San Barnaba incontro con la dott.ssa Claudia Polloni, pedagogista, sul tema: “Vi ho detto queste cose perché la vostra gioia sia piena” - Educare la coscienza morale dei nostri figli… lavori in corso nel quotidiano.
Tutti sono invitati e in particolare i genitori dei CIC di 3, 4, 5 elementare.

Martedì 28 novembre
ore 19,00 Oratorio MMC ADO
ore 21,00 Saletta Caritas SB con d.Francesco:
LABORATORIO DELLA PAROLA…

Giovedì 30 novembre
ore 21 a casa Martino v. Baroni 20 gruppo giovani

Venerdì  1 dicembre
ore 15,30 nelle due chiese adorazione del primo venerdì del mese fino alla s.Messa
ore 21,00 Oratorio SB PREADO

Sabato 2 dicembre
ore 10,30 o 14,30 Oratorio MMC incontro CIC 4

Sabato 2 e domenica 3 il gruppo Missionario SB invita al banco vendita nella Saletta Caritas sotto la casa parrocchiale in Feraboli.                   
Il ricavato sostiene il progetto del Nuovo Oratorio Centro Parrocchiale: anche questa è missione!


DOMENICA 3 DICEMBRE
IV
DI AVVENTO
ore 10,30 Chiesa SB s.Messa col gruppo del       CIC 3: 4° el. a seguire incontro in Oratorio  
ore 11,00 Chiesa MMC s.Messa col gruppo del       CIC 2: 3° el. a seguire pranzo e incontro in Oratorio genitori e figli 
ore 21,00 Oratorio SB 18ENNI            Piccolo rendiconto
Il ‘gruppo cucina’ di SB ha realizzato 2000,00 per il Nuovo Oratorio e Centro Parrocchiale con la preparazione e la vendita di ravioli e pasta fresca.Il Mercatino dell’usato di MMC ha fruttato per il sostegno economico della parrocchia 2300,00. Grazie!


Natale con …

Mercatino dell’usato e non

Nella saletta Caritas da giovedì 7 a lunedì 18 dicembre. Sabato e festivi ore 9-13 e 15-19, nei giorni feriali   ore 15-19. Il ricavato è a sostegno del progetto del Nuovo Oratorio e Centro Parrocchiale SB.


Per un regalo di Natale solidale

In collaborazione con la Fondazione D’Ambrosio onlus, a sostegno del servizio di dopo scuola per bambini delle elementari a MMC coordinato da una pedagogista, don Giovanni fa da riferimento per la promozione e la vendita di panettoni e pandoro Maina c0n un contributo di 7,00. 
Per ogni pezzo venduto sarà corrisposto una parte al doposcuola MMC


CERCASI CIOCCOLATINI


per i fratelli del Carcere di Opera: così d.Francesco porterà anche il nostro augurio in occasione della Visita nelle celle per Natale. Grazie.


04 novembre 2017

DOMENICA 5 novembre Giornata diocesana della Caritas

Non disperate dell’umanità, dei giovani di oggi, della società così come è adesso e del suo futuro: Dio continua ad attrarre con il suo amore e a seminare in ogni uomo e in ogni donna la vocazione ad amare, a partecipare della gloria di Dio.  (S.E. Mons. Delpini - 24 sett. 17)



LE NOSTRE CARITAS PARROCCHIALI INVITANO
all’incontro sul tema:
“Nella vecchiaia  daranno ancora frutti”. (Sal. 92,15)
Anziani oggi  tra “scarto” e “risorsa”: il racconto del- l’esperienza anziani volontari al Refettorio Ambrosiano. 
Interviene Franca Carminati, operatrice di Caritas Ambrosiana  per il Settore Anziani e coordinatrice dei volontari al Refettorio Ambrosiano.



I GIORNATA MONDIALE DEI POVERI
Non amiamo a parole ma con i fatti

Chiudendo il Giubileo della Misericordia, papa Francesco ha istituito la Giornata Mondiale dei Poveri, con lo scopo di aiutare le comunità cristiane ad essere sempre di più e sempre meglio segno concreto della carità di Cristo per gli ultimi e per i bisognosi. Fissando la data, il papa ha voluto legare in modo stretto la Giornata alla Solennità di Cristo Re dell'Universo, perché possa far risaltare ancora meglio la singolarità della signoria di Cristo sul mondo. Il rito Ambrosiano anticipa questa festa di due domeniche rispetto al rito Romano; inoltre ormai da anni proprio nella Solennità di Cristo Re la nostra Diocesi celebra la Giornata Diocesana della Caritas, con le stesse motivazioni che hanno spinto Papa Francesco ad istituire la Giornata Mondiale dei poveri.

Ecco alcuni passi del suo messaggio per la giornata.

Non pensiamo ai poveri solo come destinatari di una buona pratica di volontariato da fare una volta alla settimana, o tanto meno di gesti estemporanei di buona vo-lontà per mettere in pace la coscienza. Queste esperienze, pur valide e utili a sensibilizzare alle necessità di tanti fratelli e alle ingiustizie che spesso ne sono ca-usa, dovrebbero introdurre ad un vero incontro con i poveri e dare luogo ad una condivisione che diventi stile di vita. Infatti, la preghiera, il cammino del discepolato e la conversione trovano nella carità che si fa condivisione la verifica della loro autenticità evangelica. E da questo modo di vivere derivano gioia e serenità d’animo, perché si tocca con mano la carne di Cristo. Se vogliamo incontrare realmente Cristo, è necessario che ne tocchiamo il corpo in quello piagato dei poveri, come riscontro della comunione sacramentale ricevuta nell’Eucari-stia. Il Corpo di Cristo, spezzato nella sacra liturgia, si lascia ritrovare dalla carità condivisa nei volti e nelle persone dei fratelli e delle sorelle più deboli. Sempre attuali risuonano le parole del santo vescovo Crisostomo: «Se volete onorare il corpo di Cristo, non disdegnatelo quando è nudo; non onorate il Cristo eucaristico con paramenti di seta, mentre fuori del tempio trascurate quest’altro Cristo che è afflitto dal freddo e dalla nudità» (Hom. in Matthaeum, 50, 3: PG 58).

Siamo chiamati, pertanto, a tendere la mano ai poveri, a incontrarli, guardarli negli occhi, abbracciarli, per far sentire loro il calore dell’amore che spezza il cerchio della solitudine. La loro mano tesa verso di noi è anche un invito ad uscire dalle nostre certezze e comodità, e a riconoscere il valore che la povertà in sé stessa costituisce.

Non dimentichiamo che per i discepoli di Cristo la povertà è anzitutto una vocazione a seguire Gesù povero. È un cammino dietro a Lui e con Lui, un cammino che conduce alla beatitudine del Regno dei cieli (cfr Mt 5 e

Lc 6). Povertà significa un cuore umile che sa accogliere la propria condizione di creatura limitata e peccatrice per superare la tentazione di onnipotenza, che illude di essere immortali. La povertà è un atteggiamento del cuore che impedisce di pensare al denaro, alla carriera, al lusso come obiettivo di vita e condizione per la felicità. E’ la povertà, piuttosto, che crea le condizioni per assumere liberamente le responsabilità personali e sociali, nonostante i propri limiti, confidando nella vicinanza di Dio e sostenuti dalla sua grazia. La povertà, così intesa, è il metro che permette di valutare l’uso corretto dei beni materiali, e anche di vivere in modo non egoistico e possessivo i legami e gli affetti (cfr Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 25-45).

Facciamo nostro, pertanto, l’esempio di san Francesco, testimone della genuina povertà. Egli, proprio perché teneva fissi gli occhi su Cristo, seppe riconoscerlo e servirlo nei poveri. Se, pertanto, desideriamo offrire il nostro contributo efficace per il cambiamento della storia, generando vero sviluppo, è necessario che ascoltiamo il grido dei poveri e ci impegniamo a sollevarli dalla loro condizione di emarginazione. Nello stesso tempo, ai poveri che vivono nelle nostre città e nelle nostre co-munità ricordo di non perdere il senso della povertà evangelica che portano impresso nella loro vita.

Conosciamo la grande difficoltà che emerge nel mondo contemporaneo di poter identificare in maniera chiara la povertà. Eppure, essa ci interpella ogni giorno con i suoi mille volti segnati dal dolore, dall’emarginazione, dal sopruso, dalla violenza, dalle torture e dalla prigionia, dalla guerra, dalla privazione della libertà e della dignità, dall’ignoranza e dall’analfabetismo, dall’emergen-za sanitaria e dalla mancanza di lavoro, dalle tratte e dalle schiavitù, dall’esilio e dalla miseria, dalla migrazione forzata. La povertà ha il volto di donne, di uomini e di bambini sfruttati per vili interessi, calpestati dalle logiche perverse del potere e del denaro. Quale elenco impietoso e mai completo si è costretti a comporre dinanzi alla povertà frutto dell’ingiustizia sociale, della miseria morale, dell’avidità di pochi e dell’indifferenza generalizzata!

Ai nostri giorni, purtroppo, mentre emerge sempre più la ricchezza sfacciata che si accumula nelle mani di pochi privilegiati, e spesso si accompagna all’illegalità e al-lo sfruttamento offensivo della dignità umana, fa scandalo l’estendersi della povertà a grandi settori della so-cietà in tutto il mondo. Dinanzi a questo scenario, non si può restare inerti e tanto meno rassegnati. ...

Tutti questi poveri, come amava dire il Beato Paolo VI, appartengono alla Chiesa per «diritto evangelico»

(Discorso di apertura della II sessione del Concilio Ecumenico Vaticano II, 29 settembre 1963) e obbligano all’opzione fondamentale per loro. Benedette, pertanto, le mani che si aprono ad accogliere i poveri e a soccorrerli: sono mani che portano speranza. Benedette le mani che superano ogni barriera di cultura, di re-ligione e di nazionalità versando olio di consolazione sulle piaghe dell’umanità. Benedette le mani che si aprono senza chiedere nulla in cambio, senza “se”, senza “però” e senza “forse”: sono mani che fanno scendere sui fratelli la benedizione di Dio… Francesco

E’ sempre l’icona della Visitazione ad ac-compagnare il percorso spirituale e pastorale dell’anno, anche e soprattutto in AVVENTO.

Le parole dell’incontro tra Maria ed Elisabetta si collocano proprio all’interno di quell’AVVENTO tutto speciale che ha cambiato il senso di ogni attesa svelandone tutta la pienezza di significato.

In particolare rileggiamo l’espressione ammirata di Elisabetta che riconosce a Maria di aver dato fiducia a Dio e credito alle sue parole: “beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore”.

Forse per questo molti pittori hanno raffigurato Maria incinta con in mano il libro della Scrittura in atteggiamento di meditazione e preghiera o mostrandolo a colui che osserva: per ricordarci che ciò che rende veramente feconda la nostra vita non si trova in noi stessi, negli altri, nelle cose del mondo… ma solo in Dio.

Mi vengono alla mente la ricerca di fede di Abramo, il travaglio tormentato di sant’Agostino… : quando l’uomo osa credere in Dio il suo cuore “riposa”, la sua vita fiorisce. Per Maria, Abramo, Agostino e tutti gli altri che hanno “osato” si è trattato non certo di un problema filosofico da disquisire, o di una opinione da fare propria bensì di una scelta coraggiosa da compiere che portava a disturbare, stravolgere, cambiare la propria vita a partire dalla fiducia data a Dio e alla sua parola.

E Maria sta lì con la Parola in mano, nella mente, nel cuore, nel grembo quasi ad indicarci il modo col quale in questo AVVENTO possiamo anche noi aprirci alla presenza del Signore che conduce a pienezza i desideri più profondi del nostro cuore.

Mi pare di sentire la sua voce di Madre tenera e forte:

Ciao figlio/a carissimo/a! Conosco te, la tua storia, i tuoi desideri e le tue fatiche, il “momento” che stai vivendo. Sono tua mamma e nessuno meglio di me prova gioia per le tue gioie e dolore per i tuoi dolori.

Per questo voglio dirti ancora una volta: “osa” anche tu credendo, cioè poggiando il piede dei tuoi passi sulla Parola di Dio. Fai come me!

Il Vangelo di mio Figlio sia in questo tempo di AVVENTO spesso tra le tue mani per leggerlo, ogni giorno nella tua mente per raccoglierne gli insegnamenti, ogni istante nel tuo cuore per permettergli di riscaldarlo e di ricaricarlo, sempre nel tuo grembo per scoprirne la potenza di Vita che vince ogni male.

Seguendo le indicazioni della lettera pastorale dell’Arci-vescovo vorremmo prestare particolare cura alla celebrazione della Liturgia della Parola della Messa domenicale.

Alcuni suggerimenti saranno offerti dal Gruppo Liturgico e saranno proposti alcuni incontri a tutti coloro che esercitano un ministero liturgico come pure è importante e utile che altre persone si impegnino nei vari servizi (lettori, animatori di assemblea, coordinamento chierichetti, partecipanti al gruppo liturgico, collaboratori della sagrestia ed anche nelle pulizie…).

Ma tutte queste cose saranno impegno sterile se non sono accompagnate dalla disponibilità a lasciarsi mettere in discussione e rinnovare nel cuore e nella vita dall’ascolto di Dio nella sua Parola.

Buon AVVENTO a tutti!
don Alfredo