15 marzo 2008

Carissime Famiglie di San Barnaba, auguri di Buona e Santa Pasqua!

Carissime Famiglie di San Barnaba, auguri di Buona e Santa Pasqua!

Questa per noi sarà una Pasqua particolare, perché celebreremo tutti Riti della Settimana Santa e della Resurrezione fuori dalla nostra chiesa.

Sicuramente la chiusura temporanea della chiesa oltre ai disagi, ci dà un senso di dispersione. Non ci manca solamente un luogo di incontro, non ci sono solo gli inconvenienti perché dobbiamo celebrare in tre locali diversi e stando stretti, ma ci manca un simbolo importante e significativo del nostro essere Comunità Cristiana di San Barnaba, un simbolo in cui ci identifichiamo con orgoglio: ci stiamo accorgendo di essere “affettivamente” attaccati alla “nostra” chiesa.
Inoltre questa situazione ci ha imposto di scegliere di vivere in modo più “laico” il nostro essere cristiani, valorizzando i luoghi in cui passiamo le nostre giornate: l’abbiamo anche evidenziato con lo slogan quaresimale “fai diventare Chiesa la tua casa” e con l’impegno a pregare in casa attorno all’acqua santa, per sentire di più nelle nostre famiglie la presenza e l’agire di Gesù Risorto.
In più in questo periodo abbiamo cominciato a “sborsare” euro, a mettere mano al cuore e al portafoglio per avere il necessario per pagare le spese che faremo. Nell’attuale incerta situazione economica questo ci ha interpellato, e ci siamo chiesti: “quanto” amo la nostra Comunità e la nostra chiesa? E la risposta è stata bella e generosa sin dal primo momento in cui avete offerto il vostro contributo.

Ma questo non è solo un tempo di disagi e di dispersione, è anche un tempo di Grazia! Quando noi siamo “poveri” il Signore può di più, fa di più, ci mette più del suo! Proprio da questa certezza nasce il mio augurio di Buona Pasqua e la mia preghiera per voi e per me in questa Festa.
Auguro che questa Pasqua ci faccia scoprire che Gesù Cristo Morto e Risorto è il centro della fede personale, familiare e comunitaria. Rinnoviamo il nostro legame con Gesù attraverso la Parola, l’Eucarestia e la Carità; decidiamoci di nuovo per Lui e la sua Chiesa; purifichiamo la nostra vita spirituale da tanti orpelli inutili. È solo Gesù Cristo il vero “pavimento” della nostra vita, e la chiesa è solo il simbolo che ci permette di vivere meglio il nostro essere uniti a Lui.

Auguro a voi e a me che queste settimane di difficoltà, in assenza della nostra “spaziosa” chiesa, ci permettano di scoprire un modo nuovo di pregare, di celebrare e di cantare al Signore: stiamo già sperimentando che ci possiamo sentire più uniti, più fratelli e sorelle, più comunità. Senza chiesa ci sentiamo più Chiesa!

Auguro a voi e a me che questa Pasqua senza chiesa spinga noi e le nostre famiglie a “spingerci fuori”, a “usare la chiesa” come mensa dell’incontro con Gesù Parola e Pane-spezzato per partire e far diventare ogni luogo “chiesa”, cioè far diventare la casa, la scala, il lavoro o la scuola spazi di comunione e di carità nel nome di Gesù.
Perciò anche se è una Pasqua carica di disagi, non è una Pasqua “povera”! Anche senza chiesa, Gesù si renderà presente nel suo morire e risorgere per noi. Saremo ancora Chiesa che fa risuonare l’Alleluia pasquale dopo il grido della Veglia: “Cristo Signore è risorto”. Ci impegneremo ancora a prendere sul serio “l’Andate” del Maestro e Signore, per vivere e annunciare il Vangelo ovunque, facendo “diventare Chiesa la nostra casa”! Ancora una volta riceveremo la Speranza e la Carità, per rispondere ai poveri (vicini e lontani) che ci tendono la mano.

Questa è la Grazia pasquale che lo Spirito Santo ci donerà con la Pace del Risorto: ne abbiamo bisogno tutti!

Anche a nome di don Giuseppe e di Monsignor Giacomo, vi rinnovo gli auguri di una Buona e Santa Pasqua

Fraternamente, don Giorgio

Festa degli anniversari

Domenica 20 aprile 2008 ore 11,30
Festa degli anniversari del Sacramento del Matrimonio
- anche per le persone rimaste vedove -
(1-5-10-15-20-25-30-35-40-45-50 anni e oltre)

Per le iscrizioni si prega di ritirare l’apposito modulo nel luogo delle celebrazioni eucaristiche e di restituirlo debitamente compilato entro il 30 marzo.
Giovedì 10 aprile alle ore 21 presso il Centro Parrocchiale si terrà un incontro con gli interessati

PREGHIERA


PREGHIERA

Abbiamo peccato, Signore,
perdona le nostre colpe e salvaci.
Tu che hai guidato Noè sulle onde del diluvio, ascoltaci.
Tu che hai chiamato Giona dal profondo del mare, liberaci.
O Cristo Figlio di Dio,
che hai teso la tua mano a Pietro che affondava,
vieni in nostro aiuto
perché la prossima festa
ci trovi tutti innocenti, tutti riscattati.




Dal Vangelo secondo Luca (cap. 7,36-50)
Uno dei farisei lo invitò a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, venne con un vasetto di olio profumato; e fermatasi dietro si rannicchiò piangendo ai piedi di lui e cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato.
A quella vista il fariseo che l'aveva invitato pensò tra sé. "Se costui fosse un profeta, saprebbe chi e che specie di donna è colei che lo tocca: è una peccatrice".
Gesù allora gli disse: "Simone, ho una cosa da dirti". Ed egli: "Maestro, dì pure". "Un creditore aveva due debitori: l'uno gli doveva cinquecento denari, l'altro cinquanta. Non avendo essi da restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi dunque di loro lo amerà di più?". Simone rispose: "Suppongo quello a cui ha condonato di più". Gli disse Gesù: "Hai giudicato bene".
E volgendosi verso la donna, disse a Simone: "Vedi questa donna? Sono entrato nella tua casa e tu non m'hai dato l'acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio, lei invece da quando sono entrato non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non mi hai cosparso il capo di olio profumato, ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi. Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato. Invece quello a cui si perdona poco, ama poco".
Poi disse a lei: "Ti sono perdonati i tuoi peccati". Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: "Chi è quest'uomo che perdona anche i peccati?”. Ma egli disse alla donna: "La tua fede ti ha salvata; và in pace!".

ESAME DI COSCIENZA
Far diventare Chiesa la propria casa è…
- accogliere Gesù con la preghiera e l’ascolto della sua Parola.
- vivere l’amore e il perdono in casa e fuori
- essere disponibile ad accogliere tutti senza pregiudizi
- condividere la propria ricchezza/beni con altri
- comunicare la propria fede in famiglia e fuori
Come io ho realizzato questo?

PREGHIERA DI PENTIMENTO
Signore Gesù, accogli anche me
con la stessa bontà con cui hai accolto la donna peccatrice.
Riconosco di non essere ancora capace di amare Te,
di ascoltare con attenzione la tua Parola e di imitarti.
Perdonami perché sono infedele!
Fondi ogni mia falsità col tuo sguardo d’amore,
purificami e guariscimi,
perché possa renderti presente
con le mie parole e la mia vita.

Un aiuto per prepararsi a celebrare il Sacramento della Riconciliazione

“La nostra sporcizia è già stata bruciata nella Passione di Cristo”
Un aiuto per prepararsi a celebrare il Sacramento della Riconciliazione (o Penitenza) in occasione della Pasqua.

Il Papa parlando del “purgatorio/purificazione-finale” ci aiuta a capire anche il senso del Sacramento della Riconciliazione.
Alcuni teologi recenti sono dell'avviso che il fuoco che brucia e insieme salva sia Cristo stesso, il Giudice e Salvatore. L'incontro con Lui è l'atto decisivo del Giudizio. Davanti al suo sguardo si fonde ogni falsità. È l'incontro con Lui che, bruciandoci, ci trasforma e ci libera per farci diventare veramente noi stessi. Le cose edificate durante la vita possono allora rivelarsi paglia secca, vuota millanteria e crollare. Ma nel dolore di questo incontro, in cui l'impuro ed il malsano del nostro essere si rendono a noi evidenti, sta la salvezza. Il suo sguardo, il tocco del suo cuore ci risana mediante una trasformazione certamente dolorosa « come attraverso il fuoco ». È, tuttavia, un dolore beato, in cui il potere santo del suo amore ci penetra come fiamma, consentendoci alla fine di essere totalmente noi stessi e con ciò totalmente di Dio. Così si rende evidente anche la compenetrazione di giustizia e grazia: il nostro modo di vivere non è irrilevante, ma la nostra sporcizia non ci macchia eternamente, se almeno siamo rimasti protesi verso Cristo, verso la verità e verso l'amore. In fin dei conti, questa sporcizia è già stata bruciata nella Passione di Cristo. Nel momento del Giudizio sperimentiamo ed accogliamo questo prevalere del suo amore su tutto il male nel mondo ed in noi. Il dolore dell'amore diventa la nostra salvezza e la nostra gioia. È chiaro che la « durata » di questo bruciare che trasforma non la possiamo calcolare con le misure cronometriche di questo mondo. Il « momento » trasformatore di questo incontro sfugge al cronometraggio terreno - è tempo del cuore, tempo del « passaggio » alla comunione con Dio nel Corpo di Cristo. Il Giudizio di Dio è speranza sia perché è giustizia, sia perché è grazia. Se fosse soltanto grazia che rende irrilevante tutto ciò che è terreno, Dio resterebbe a noi debitore della risposta alla domanda circa la giustizia – domanda per noi decisiva davanti alla storia e a Dio stesso. Se fosse pura giustizia, potrebbe essere alla fine per tutti noi solo motivo di paura. L'incarnazione di Dio in Cristo ha collegato talmente l'uno con l'altra – giudizio e grazia – che la giustizia viene stabilita
con fermezza: tutti noi attendiamo alla nostra salvezza « con timore e tremore » (Fil 2,12). Ciononostante la grazia consente a noi tutti di sperare e di andare pieni di fiducia incontro al Giudice che conosciamo come nostro « avvocato », parakletos (cfr 1 Gv 2,1).
(Benedetto XVI, Enciclica Spes salvi, n. 47.)

SETTIMANA SANTA

SETTIMANA SANTA

DOMENICA 16 marzo
«DOMENICA DELLE PALME»

Libro del profeta Zaccaria (9,9-10)
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani (15,7-13)
Vangelo secondo Giovanni (12,12-16)

In questo giorno la Chiesa fa memoria dell’ingresso di Cristo in Gerusalemme, per portare a compimento il suo Mistero Pasquale.
ore 10,00 presso lo slargo adiacente il Bar-Tabaccheria “Famyli” di via Baroni: Benedizione degli ulivi, processione verso il Salone-Teatro e poi S. Messa.
Dopo la S. Messa delle ore 10,30 i PreAdolescenti e gli Adolescenti faranno visita ad anziani e malati della nostra comunità.
Presso il Bar dell’Oratorio si effettua la vendita dei prodotti del Mercato Equo e Solidale.

Lunedì 17 marzo
ore 17,00 presso il Centro Parrocchiale: Riconciliazione degli Adolescenti.

TRIDUO PASQUALE Tutte le liturgie saranno celebrate in Salone-Teatro

GIOVEDÌ SANTO 20 marzo
«in cena Domini»
ore 9,30 in Duomo: Celebrazione della S. Messa Crismale.
ore 21,00 in Salone-Teatro: Celebrazione dei Vesperi e della S. Messa «in cena Domini».
È un momento forte per la scoperta della centralità dell’Eucaristia nella vita della comunità e dei singoli.

VENERDÌ SANTO 21 marzo
«nella Passione del Signore»

ore 15,00 in Salone-Teatro: Celebrazione della Passione e Morte di Nostro Signore Gesù Cristo. Adorazione della Croce. Solenne preghiera universale.
dalle 16,30 possibilità di preghiere nella Cappella sotto la Casa Parroc-
alle 19,30 chiale.
ore 21,00 in Salone-Teatro: momento comunitario di lettura pregata della Passione secondo Luca.

SABATO SANTO 22 marzo
dalle 8,00 alle 19,00 possibilità di preghiere nella Cappella sotto la Casa Parrocchiale.
ore 22,00 in Salone-Teatro: Inizio della solenne Veglia Pasquale nella Notte Santa.
Nella Veglia Pasquale la Chiesa:
· celebra la liturgia della Luce (prima parte della Veglia);
· medita «le meraviglie» che il Signore ha compiuto per il suo popolo fin dall’inizio e confida nella sua parola e nella sua promessa (seconda parte: Liturgia della Parola);
· rivive, con i suoi membri rigenerati nel Battesimo, il giorno della Risurrezione (terza parte: Liturgia Battesimale);
· viene invitata alla mensa che il Signore ha preparato al suo popolo per mezzo della sua morte e risurrezione (quarta parte: Liturgia Eucaristica).

DOMENICA 23marzo
PASQUA NELLA RISURREZIONE DEL SIGNORE

Atti degli apostoli (1,1-8)
Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (15,3-10)
Vangelo secondo Giovanni (20,11-18)
Gli orari della Ss. Messe (in Salone-Teatro) sono i seguenti:
8,30 -10,30 -18,00

DOMENICA 30 marzo alle ore 14,30

DOMENICA 30 marzo alle ore 14,30 presso il Centro Parrocchiale

Incontro per tutte le famiglie sul tema:
EDUCARE IN FAMIGLIA essere “autorevoli”(testimoni) è una bella avventura

Programma:
ore 14,30 prendiamo “Un caffè insieme”
ore 15,00 dialogo con Alessandra Specchiulli ed Andrea Prandin, psicologi esperti sulla “genitorialità”
ore 17,00 un “tè in compagnia” coi figli

Appuntamenti da lunedì 24 marzo 2008

LUNEDÌ DELL’ANGELO 24 marzo
Solo due Ss. Messe: 9,00 - 18,00

Mercoledì 26 marzo
ore 15,30 presso il Centro Parrocchiale: Catechesi della TERZA ETÀ.
ore 15,30 presso il Centro Parrocchiale: Servizio di Assistenza per pratiche previdenziali ed assistenziali.

Venerdì 28 marzo
ore 18,30 presso il Centro Parrocchiale: Incontro di tutti Preadolescenti per comunicazioni varie; seguiranno cena al sacco e momento di gioco insieme fino alle ore 22,00.

DOMENICA 30 marzo
«II DOMENICA DEL TEMPO DI PASQUA»
Atti degli apostoli (2,42-47)
Prima lettera di san Pietro apostolo (1,3-9)
Vangelo secondo Giovanni (20,19-31)

Lunedì 31 marzo «Annunciazione del Signore»
ore 21,00 presso il Centro Parrocchiale: Riunione del Consiglio Pastorale Parrocchiale.
ore 18,30 presso il Centro Parrocchiale: Incontro degli Adolescenti.

Mercoledì 2 aprile «S. Francesco da Paola, eremita»
ore 15,00 presso il Centro Parrocchiale: TERZA ETÀ: recita dei Vespri e Festa dei Compleanni di Marzo e di Aprile.
ore 15,30 presso il Centro Parrocchiale: Servizio di Assistenza per pratiche previdenziali ed assistenziali.

Giovedì 3 aprile
ore 21,00 presso la Parrocchia S. Maria Annunciata in Chiesa Rossa: SCUOLA DELLA PAROLA GIOVANI «L’amore di Cristo ci spinge». L’incontro dal tema: “Segno di riconciliazione” (2Cor 5,14-6,2) è guidato da don Augusto BONORA.

Venerdì 4 aprile «S. Isidoro, vescovo e dottore della Chiesa»
ore 15,00 presso la Saletta Caritas: Adorazione eucaristica.
ore 18,30 presso il Centro Parrocchiale: Incontro dei PreAdolescenti (1a media).
ore 20,30 presso il Centro Parrocchiale: Incontro dei PreAdolescenti (2a e 3a media).
ore 20,30 presso la Parrocchia Maria Madre della Chiesa: Scuola della Parola decanale per gli Adolescenti.

Sabato 5 aprile
ore 10,30 presso il Centro Parrocchiale: Catechesi dell’Iniziazione Cristiana dei ragazzi del CIC2 e del CIC3.
ore 14,30 presso il Centro Parrocchiale: Catechesi dell’Iniziazione Cristiana dei ragazzi del CIC2 e del CIC3.

DOMENICA 6 aprile
«III DOMENICA DEL TEMPO DI PASQUA»
Atti degli Apostoli (2,14.22-28)
Prima lettera di s. Pietro apostolo (1,17-21)
Vangelo secondo Luca (24,13-35)

NOTIZIE DAL CONSIGLIO PASTORALE DEL 28/02/2008

NOTIZIE DAL CONSIGLIO PASTORALE DEL 28/02/2008

Il tema principale del CPP è stata la PASTORALE GIOVANILE.
I Consiglieri si confrontano su un documento presentato dal Consiglio d’Oratorio. Quasi tutti i Consiglieri intervengono (gli assenti Mastrorillo ed Emanuele Vecchio con una memoria scritta), evidenziando i seguenti aspetti.
Si ritengono positivi i seguenti punti:
Il ruolo degli educatori adulti, che, come dice il documento, “partecipano alla preparazione degli incontri, accompagnano e sostengono gli educatori nella formazione”, ma che è opportuno non partecipino in prima persona agli incontri.
La differenziazione dei ruoli: catechista, animatore, allenatore, anche se si tratta di una novità che costa fatica.
Il CPP, amante della Pastorale giovanile, deve essere alle spalle del Consiglio d’oratorio.
L’impianto del documento che contiene un obiettivo alto (seguire Gesù) e un metodo (meditare la Parola, offrire testimoni) affiancandosi ai ragazzi.
La messa a fuoco della centralità dell’incontro con Gesù, cardine dell’agire comunitario e la proposta di un cammino continuativo delle persone.
Proposta di momenti con un tema specifico per andare incontro alla discontinuità dei ragazzi.
L’oratorio estivo non è un problema del solo don Giuseppe ma di tutta la comunità.
Risultano non chiari i seguenti passaggi:
Cosa è il Consiglio di Oratorio? Una specie di commissione, perciò solo propositiva, o un organo diverso, decisionale? Da chi è composto? Quando si ritrova?
Gli educatori cambiano quando si cambia il gruppo?
Come far fronte alla eventuale mancanza di sacerdoti, data la centralità del vicario parrocchiale?
Come mai il progetto non è ancora completo dopo due anni? Quando lo sarà?
Cosa significa che “le dimensioni del percorso di crescita nella fede…restano sullo sfondo…non ancora messe a tema?”(domanda posta da vari consiglieri)
Come il cammino proposto sostiene i giovani a partecipare alla vita della scuola?
Il rapporto con il Decanato serve solo per la formazione o ci sono altri ambiti con cui si potrebbero attivare sinergie?
Perché i figli faticano a scendere o vanno in altre parrocchie?
Oratorio estivo: quali educatori? Qual è lo scopo? Quali gli obiettivi a cui si vuole arrivare?
Esiste una correlazione tra pastorale giovanile e presenza dei giovani in oratorio?
Osservazioni e suggerimenti
Delineare in modo più preciso: a) cosa si pensa di fare nei riguardi dei “non battezzati” b) cosa ci si aspetta possa caratterizzare una persona al termine del cammino della PG c) quali sono le tappe e i percorsi spirituali da proporre.
Valorizzare il Consiglio d’oratorio, rivedendo chi deve partecipare e con quali compiti.
Concretizzare nella realtà di San Barnaba il discorso di don Severino.
Far capire che il bello è dare, non il prendere.
Elaborare una tabella con numero di educatori e partecipanti ai gruppi, entro il 31 maggio 2008 e scegliere componenti del Consiglio d’oratorio per capacità di intervenire (max 10 persone) entro il 10 marzo 2008.
Coinvolgere maggiormente i preadolescenti nelle iniziative proposte (visita agli anziani, Madre Teresa) in modo che la proposta sia più accattivante.
I preadolescenti hanno bisogno di essere seguiti e ricercati dai loro educatori.
Iniziare la formazione degli animatori dell’oratorio estivo per tempo e non nel mese di maggio.
Ci dovrebbe essere un patto formativo tra l’oratorio e le famiglie utenti dell’oratorio estivo, come tra oratorio e animatori.
Alle persone che si occupano del cancello aperto si potrebbero affiancare delle mamme
Ripensare lo spazio fisico dell’oratorio, che ora non è bello.
Ci sono pareri discordi sulla proposta di servirsi di educatori professionali: alcuni la ritengono qualificante, altri no.

Don Giuseppe chiarisce che non c’è stata volontà di non terminare il progetto, ma impossibilità, dato che le persone coinvolte sono poche e fanno tutto. Per quanto riguarda gli adolescenti, è inoltre difficile formulare una proposta perché subito tutto cambia e, nonostante le riunioni non siano noiose, i ragazzi, a volte, non partecipano: è così necessario un grosso lavoro sugli educatori.
Tra i protagonisti dell’azione educativa c’è sempre la famiglia, che però spesso non è partecipe.
Si è attuata una svolta copernicana verso un nuovo modello di pastorale giovanile, per cui le persone fanno fatica. Quindi se vogliamo che le cose si completino, bisogna aspettare che maturino.
Per quanto riguarda “le dimensioni del percorso di fede…” non sono scritte, ma sono attuate.
Rispetto al Consiglio d’Oratorio anche don Giuseppe non ne ha chiaramente l’idea, ma forse i rappresentanti delle singole realtà che operano in oratorio ne sono le componenti adatte.
Il cammino giovani è in costruzione e per ora si segue la proposta diocesana.
Infine dell’Oratorio Estivo non è il momento di parlare.

Don Giorgio chiarisce che la Commissione Pastorale Giovanile ha completato il suo compito dopo che il Consiglio d’Oratorio è stato istituito. Alla domanda: “Come procederà il lavoro?” risponde: “Come e quando il Consiglio d’Oratorio vorrà”. La Giunta del CPP aveva stabilito che il compito di questa sera fosse quello di esprimere chiarimenti, osservazioni, condivisioni e non prendere decisioni su tempi e modalità.

Oltre a un secondo argomento (Lavori in chiesa e raccolta fondi: spiegato ampiamente in un'altra pagina di questo Informatore), si è discusso della possibilità di partecipare al PELLEGRINAGGIO diocesano A LOURDES in occasione dei 150 anni dell’apparizione della Madonna. Il Consiglio, a maggioranza, decide di organizzare un pellegrinaggio parrocchiale a Lourdes in altre date, che saranno indicate in seguito.

Inoltre Roberto Vecchio informa di aver incontrato con don Giorgio al Consultorio Cattolico Andrea Prandin e Alessandra Specchiulli (psicologi) per consegnare le domande raccolte da alcune famiglie di S. Barnaba e concordare le linee per l’INCONTRO SULL’EDUCARE DEL 30 MARZO 2008. Alessandra ed Andrea sono esperti sulla genitorialità: l’obiettivo dell'incontro è quello di aiutare a scoprire che essere genitori è una “bella avventura”.

LETTERA DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI ALLA DIOCESI ...

Per approfondire sia il tema della Pastorale Giovanile, sia quello dell’incontro sull’educare, riportiamo il seguente documento pontificio

LETTERA DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI ALLA DIOCESI E ALLA CITTÀ DI ROMA SUL COMPITO URGENTE DELL’EDUCAZIONE

Cari fedeli di Roma,
ho pensato di rivolgermi a voi con questa lettera per parlarvi di un problema che voi stessi sentite e sul quale le varie componenti della nostra Chiesa si stanno impegnando: il problema dell'educazione. Abbiamo tutti a cuore il bene delle persone che amiamo, in particolare dei nostri bambini, adolescenti e giovani. Sappiamo infatti che da loro dipende il futuro di questa nostra città. Non possiamo dunque non essere solleciti per la formazione delle nuove generazioni, per la loro capacità di orientarsi nella vita e di discernere il bene dal male, per la loro salute non soltanto fisica ma anche morale.
Educare però non è mai stato facile, e oggi sembra diventare sempre più difficile. Lo sanno bene i genitori, gli insegnanti, i sacerdoti e tutti coloro che hanno dirette responsabilità educative. Si parla perciò di una grande "emergenza educativa", confermata dagli insuccessi a cui troppo spesso vanno incontro i nostri sforzi per formare persone solide, capaci di collaborare con gli altri e di dare un senso alla propria vita. Viene spontaneo, allora, incolpare le nuove generazioni, come se i bambini che nascono oggi fossero diversi da quelli che nascevano nel passato. Si parla inoltre di una "frattura fra le generazioni", che certamente esiste e pesa, ma che è l'effetto, piuttosto che la causa, della mancata trasmissione di certezze e di valori.
Dobbiamo dunque dare la colpa agli adulti di oggi, che non sarebbero più capaci di educare? E' forte certamente, sia tra i genitori che tra gli insegnanti e in genere tra gli educatori, la tentazione di rinunciare, e ancor prima il rischio di non comprendere nemmeno quale sia il loro ruolo, o meglio la missione ad essi affidata. In realtà, sono in questione non soltanto le responsabilità personali degli adulti o dei giovani, che pur esistono e non devono essere nascoste, ma anche un'atmosfera diffusa, una mentalità e una forma di cultura che portano a dubitare del valore della persona umana, del significato stesso della verità e del bene, in ultima analisi della bontà della vita. Diventa difficile, allora, trasmettere da una generazione all'altra qualcosa di valido e di certo, regole di comportamento, obiettivi credibili intorno ai quali costruire la propria vita.
Cari fratelli e sorelle di Roma, a questo punto vorrei dirvi una parola molto semplice: Non temete! Tutte queste difficoltà, infatti, non sono insormontabili. Sono piuttosto, per così dire, il rovescio della medaglia di quel dono grande e prezioso che è la nostra libertà, con la responsabilità che giustamente l'accompagna. A differenza di quanto avviene in campo tecnico o economico, dove i progressi di oggi possono sommarsi a quelli del passato, nell'ambito della formazione e della crescita morale delle persone non esiste una simile possibilità di accumulazione, perché la libertà dell'uomo è sempre nuova e quindi ciascuna persona e ciascuna generazione deve prendere di nuovo, e in proprio, le sue decisioni. Anche i più grandi valori del passato non possono semplicemente essere ereditati, vanno fatti nostri e rinnovati attraverso una, spesso sofferta, scelta personale.
Quando però sono scosse le fondamenta e vengono a mancare le certezze essenziali, il bisogno di quei valori torna a farsi sentire in modo impellente: così, in concreto, aumenta oggi la domanda di un'educazione che sia davvero tale. La chiedono i genitori, preoccupati e spesso angosciati per il futuro dei propri figli; la chiedono tanti insegnanti, che vivono la triste esperienza del degrado delle loro scuole; la chiede la società nel suo complesso, che vede messe in dubbio le basi stesse della convivenza; la chiedono nel loro intimo gli stessi ragazzi e giovani, che non vogliono essere lasciati soli di fronte alle sfide della vita. Chi crede in Gesù Cristo ha poi un ulteriore e più forte motivo per non avere paura: sa infatti che Dio non ci abbandona, che il suo amore ci raggiunge là dove siamo e così come siamo, con le nostre miserie e debolezze, per offrirci una nuova possibilità di bene.
Cari fratelli e sorelle, per rendere più concrete queste mie riflessioni, può essere utile individuare alcune esigenze comuni di un'autentica educazione. Essa ha bisogno anzitutto di quella vicinanza e di quella fiducia che nascono dall'amore: penso a quella prima e fondamentale esperienza dell'amore che i bambini fanno, o almeno dovrebbero fare, con i loro genitori. Ma ogni vero educatore sa che per educare deve donare qualcosa di se stesso e che soltanto così può aiutare i suoi allievi a superare gli egoismi e a diventare a loro volta capaci di autentico amore.
Già in un piccolo bambino c'è inoltre un grande desiderio di sapere e di capire, che si manifesta nelle sue continue domande e richieste di spiegazioni. Sarebbe dunque una ben povera educazione quella che si limitasse a dare delle nozioni e delle informazioni, ma lasciasse da parte la grande domanda riguardo alla verità, soprattutto a quella verità che può essere di guida nella vita.
Anche la sofferenza fa parte della verità della nostra vita. Perciò, cercando di tenere al riparo i più giovani da ogni difficoltà ed esperienza del dolore, rischiamo di far crescere, nonostante le nostre buone intenzioni, persone fragili e poco generose: la capacità di amare corrisponde infatti alla capacità di soffrire, e di soffrire insieme.
Arriviamo così, cari amici di Roma, al punto forse più delicato dell'opera educativa: trovare un giusto equilibrio tra la libertà e la disciplina. Senza regole di comportamento e di vita, fatte valere giorno per giorno anche nelle piccole cose, non si forma il carattere e non si viene preparati ad affrontare le prove che non mancheranno in futuro. Il rapporto educativo è però anzitutto l'incontro di due libertà e l'educazione ben riuscita è formazione al retto uso della libertà. Man mano che il bambino cresce, diventa un adolescente e poi un giovane; dobbiamo dunque accettare il rischio della libertà, rimanendo sempre attenti ad aiutarlo a correggere idee e scelte sbagliate. Quello che invece non dobbiamo mai fare è assecondarlo negli errori, fingere di non vederli, o peggio condividerli, come se fossero le nuove frontiere del progresso umano.
L'educazione non può dunque fare a meno di quell'autorevolezza che rende credibile l'esercizio dell'autorità. Essa è frutto di esperienza e competenza, ma si acquista soprattutto con la coerenza della propria vita e con il coinvolgimento personale, espressione dell'amore vero. L'educatore è quindi un testimone della verità e del bene: certo, anch'egli è fragile e può mancare, ma cercherà sempre di nuovo di mettersi in sintonia con la sua missione.
Carissimi fedeli di Roma, da queste semplici considerazioni emerge come nell'educazione sia decisivo il senso di responsabilità: responsabilità dell'educatore, certamente, ma anche, e in misura che cresce con l'età, responsabilità del figlio, dell'alunno, del giovane che entra nel mondo del lavoro. E' responsabile chi sa rispondere a se stesso e agli altri.
Chi crede cerca inoltre, e anzitutto, di rispondere a Dio che lo ha amato per primo.
La responsabilità è in primo luogo personale, ma c'è anche una responsabilità che condividiamo insieme, come cittadini di una stessa città e di una nazione, come membri della famiglia umana e, se siamo credenti, come figli di un unico Dio e membri della Chiesa. Di fatto le idee, gli stili di vita, le leggi, gli orientamenti complessivi della società in cui viviamo, e l'immagine che essa dà di se stessa attraverso i mezzi di comunicazione, esercitano un grande influsso sulla formazione delle nuove generazioni, per il bene ma spesso anche per il male. La società però non è un'astrazione; alla fine siamo noi stessi, tutti insieme, con gli orientamenti, le regole e i rappresentanti che ci diamo, sebbene siano diversi i ruoli e le responsabilità di ciascuno. C'è bisogno dunque del contributo di ognuno di noi, di ogni persona, famiglia o gruppo sociale, perché la società, a cominciare da questa nostra città di Roma, diventi un ambiente più favorevole all'educazione.
Vorrei infine proporvi un pensiero che ho sviluppato nella recente Lettera enciclica Spe salvi sulla speranza cristiana: anima dell'educazione, come dell'intera vita, può essere solo una speranza affidabile. Oggi la nostra speranza è insidiata da molte parti e rischiamo di ridiventare anche noi, come gli antichi pagani, uomini "senza speranza e senza Dio in questo mondo", come scriveva l'apostolo Paolo ai cristiani di Efeso (Ef 2,12). Proprio da qui nasce la difficoltà forse più profonda per una vera opera educativa: alla radice della crisi dell'educazione c'è infatti una crisi di fiducia nella vita.
Non posso dunque terminare questa lettera senza un caldo invito a porre in Dio la nostra speranza. Solo Lui è la speranza che resiste a tutte le delusioni; solo il suo amore non può essere distrutto dalla morte; solo la sua giustizia e la sua misericordia possono risanare le ingiustizie e ricompensare le sofferenze subite. La speranza che si rivolge a Dio non è mai speranza solo per me, è sempre anche speranza per gli altri: non ci isola, ma ci rende solidali nel bene, ci stimola ad educarci reciprocamente alla verità e all'amore.
Vi saluto con affetto e vi assicuro uno speciale ricordo nella preghiera, mentre a tutti invio la mia Benedizione.

Dal Vaticano, 21 gennaio 2008

BENEDICTUS PP. XVI

LAVORI IN CORSO : A CHE PUNTO SIAMO?

A seguito di una laboriosa fase di ripensamento e progettazione, con il supporto dell’Ufficio Amministrativo Diocesano (U.A.D.) e dei professionisti incaricati, si è definita una nuova soluzione tecnica dell’intervento edile e strutturale da eseguirsi all’interno della chiesa. I lavori sono stati divisi in due fasi: la prima che comprende la demolizione, scavo, realizzazione struttura e finitura al rustico, nuovo corpo di fabbrica bagni, la seconda che prevede il rifacimento della pavimentazione, l’imbiancatura della chiesa e la sistemazione del sagrato.
Una trentina di volontari parrocchiani, nella prima settimana dell’anno e nella piovosa giornata di sabato 12 gennaio 2008, hanno provveduto a traslocare arredi e strutture mobili in parte al centro Parrocchiale “Vittoria” e in parte in un grosso locale messo a disposizione nella cascina Basmetto.
Nella metà del mese gennaio 2008 sono iniziati i lavori all’interno della chiesa parrocchiale.
Dopo aver espletato le relative procedure di gara, sono stati assegnati i seguenti appalti:
* appalto delle opere edili e strutturali relative alla realizzazione della prima fase;
* appalto per le opere impiantistiche termomeccaniche;
* contratti per le prestazioni professionali (progettazione edile e strutturale, sicurezza, impianti).
In questi giorni si sono definite le opere elettriche e per gli impianti speciali (fonia e dati) da realizzare e a breve sarà sottoscritto anche il contratto con l’esecutore di questi lavori.

Per assicurare l’utilizzo del campo di calcio lato est, è stato realizzato l’accesso al cantiere tramite varco aperto nell’ex battistero, mentre per i getti dei calcestruzzi è stato utilizzato l’accesso principale della chiesa. L’area esterna di cantiere è stata limitata alla zona tra il campo di calcio est e la recinzione lato Via Feraboli oltre ad una zona del campo di calcio ovest.

Lo stato di avanzamento dei lavori è soddisfacente: nelle ultime settimane del mese di marzo dopo aver concluso l’esecuzione delle opere edili strutturali (scavi, formazione platea armata e vespaio aerato, realizzazione fondazioni e struttura nuovo corpo bagni) e la dorsale dell’impianto di riscaldamento, sarà realizzata la rete dei pannelli radianti, la rete degli impianti elettrici e speciali, con il successivo getto del massetto finale di copertura.
La previsione d’esecuzione ed ultimazione delle opere, salvo ritardi per l’esecuzione di quelle elettriche, dovrebbe quindi essere rispettata e pertanto nella terza settimana del mese di aprile 2008, come programmato, i lavori della prima fase dovrebbero essere completati.
Le lavorazioni in esterna del corpo bagno invece, continueranno nel mese di aprile contemporaneamente alla ripresa dell’attività pastorale.
In seguito sarà programmato ed eseguito lo spostamento di sedie e panche per l’utilizzo della chiesa fino alla fine del mese di agosto.
Durante il periodo di fermo lavori, verranno conclusi gli iter approvativi presso la “Commissione arte sacra” e “Soprintendenza” della variante architettonica già in essere.
Nel mese di settembre e di ottobre verranno realizzate le opere di finitura (seconda fase dei lavori) attualmente in fase di studio esecutivo.
Riguardo l’aspetto economico abbiamo alcuni dati certi, in quanto alcuni contratti sono già stati sottoscritti, mentre altri (già stimati) sono ancora da stipulare:
DATI CERTI
- contratto opere edili, strutturali ed impiantistiche € 356.600
- prestazioni professionali (prog.edile, sicurezza impianti) € 34.988
DATI STIMATI
- rifacimento pavimentazione, imbiancatura chiesa, sistemazione del sagrato € 275.000

TOTALE COSTI € 666.588

Occorre precisare che comunque la suddetta cifra è sovrastimata, in quanto ci sarà un risparmio (ad oggi non quantificabile) sui materiali, poiché non si potrà utilizzare il tipo di marmo previsto in origine.
La Parrocchia intende affrontare la copertura finanziaria di tale costo nel modo seguente :
· introito derivante dalla vendita dell’appartamento di via Minerbi, 9 € 200.000
· contributo comunale a fronte delle opere di manutenzione straordinaria € 349.000
· contributo dei fedeli € 117.588
Riguardo il contributo dei fedeli si precisa che € 34.000 sono stati versati come quota una tantum. Molti fedeli invece si sono impegnati a livello mensile: il contributo mensile di febbraio è stato di circa € 3.800. In base a ciò si può prevedere un contributo mensile di circa € 3.500.

Il Signore ha seminato tanta generosità in noi. Sicuramente non mancherà di ricambiare.
Deo gratias.

In Aprile, rientrando in chiesa, si riprenderà a celebrare il Sacramento del Battesimo.
Chi fosse interessato si rivolga a don Giorgio