30 gennaio 2009

Appuntamenti da Domenica 1 febbraio 2009

DOMENICA 1 febbraio
«IV DOMENICA DOPO L’EPIFANIA»
Giornata per la vita
Lettura del libro della Sapienza (19,6-9)
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani (8,28-32)
Vangelo secondo Luca (8,22-25)

Lunedì 2 febbraio «Presentazione del Signore»
ore 21,00 presso il Centro Parrocchiale: Incontro degli Adolescenti.

Martedì 3 febbraio «S. Biagio, vescovo e martire» «S. Oscar, vescovo»
ore 15,30 presso la Parrocchia S. Maria di Caravaggio: «DIMMI IL TUO NOME. Scoprire nei volti il volto».
Incontro di Formazione per gli Adulti dell’Azione Cattolica sul tema “Volti quotidiani” tenuto da don Giorgio Guidi.
ore 21,00 presso la Casa Parrocchiale: Riunione del Coordinamento Liturgico.

Mercoledì 4 febbraio
ore 15,00 presso il Centro Parrocchiale: TERZA ETÀ: recita dei Vespri e Tombolata.

Giovedì 5 febbraio «S. Agata, vergine e martire»
ore 21,00 presso la Parrocchia Ss. Giacomo e Giovanni: SCUOLA DELLA PAROLA GIOVANI «Maestro dove abiti?». L’incontro sul tema sarà guidato da don Augusto Bonora.

Venerdì 6 febbraio
ore 15,00 in Chiesa: Adorazione Eucaristica.
ore 18,30 presso il Centro Parrocchiale: Incontro dei Pre-Adolescenti (1a media)..
ore 20,30 presso il Centro Parrocchiale: Incontro dei Pre-Adolescenti (2a e 3a media).
ore 21,00 presso la Casa Parrocchiale: ITINERARIO DI FEDE IN PREPARAZIONE AL SACRAMENTO DEL MATRIMONIO. Tema: «I doni di Dio alla nostra coppia: sessualità e fecondità».

Sabato 7 febbraio
ore 10,30 presso il Centro P. Vismara: «REGALIAMOCI UNO STOP.». Incontro decanale di spiritualità biblica: “Paolo: per me vivere è Cristo - 2”. Guiderà l’incontro don Santo Laffranchini.

DOMENICA 8 febbraio
«V DOMENICA DOPO L’EPIFANIA»
GIORNATA DELLA SOLIDARIETÀ
Lettura del profeta Isaia (60,13-14)
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani (9,21-26)
Vangelo secondo Matteo (15,21-28)

Lunedì 9 febbraio
ore 21,00 presso il Centro Parrocchiale: Incontro degli Adolescenti.
ore 21,00 presso il Centro Parrocchiale: Incontro dei 18/19nni.

Mercoledì 11 febbraio
ore 15,30 presso il Centro Parrocchiale: Servizio di Assistenza per pratiche previdenziali ed assistenziali.

Venerdì 13 febbraio
ore 16,00 presso la Casa di Accoglienza (Scuola Gialla) Incontro di tutti i Pre-Adolescenti (1a - 2a e 3amedia).

Sabato 14 febbraio «Ss. Cirillo monaco e Metodio vescovo, patroni d’Europa»
ore 10,30 presso il Centro Parrocchiale: Catechesi dell’Iniziazione Cristiana dei ragazzi del CIC2 e del CIC3.
ore 14,30 presso il Centro Parrocchiale: Catechesi dell’Iniziazione Cristiana dei ragazzi del CIC2 e del CIC3.
Dopo la S. Messa delle ore 18,00 in fondo alla Chiesa, si effettua la vendita di prodotti del Commercio Equo e Solidale.

DOMENICA 15 febbraio
«PENULTIMA DOMENICA DOPO L’EPIFANIA»
Lettura del profeta Osea (6,1-6)
Lettera di san Paolo apostolo ai Galati (2,19-3,7)
Vangelo secondo Luca (7,36-50)

ore 15,30 presso il Centro Parrocchiale: Incontro di Genitori e ragazzi del 1° anno di Catechesi dell’Iniziazione Cristiana (CIC1).
Al termine di ogni S. Messa, in fondo alla Chiesa, si effettua la vendita di prodotti del Commercio Equo e Solidale.

Giornata della vita

DOMENICA 1 FEBBRAIO 2009
La forza della vita nella sofferenza

Ore 15.30 in Centro Parrocchiale
Incontro-testimonianza di Linda e Roby Bergamini
(una donna e una coppia che hanno affrontato la lotta contro il cancro)

Anniversario dell’apparizione della Madonna di Lourdes

MERCOLEDÌ 11 FEBBRAIO 2009
La famiglia promuove la cura della salute Ore 15.00 in chiesa Eucarestia con gli ammalati
(in stile Lourdes)

Al termine delle Ss. Messe festive (31 gennaio/1 febbraio – 7/8 febbraio) in fondo alla Chiesa si raccoglieranno i nominativi dei Malati e dei volontari che si offrono di accompagnare gli ammalati dalle rispettive abitazioni alla chiesa e viceversa.

Giornata della solidarietà Festa dei popoli

DOMENICA 8 FEBBRAIO 2009
La Festa dei Popoli è un’iniziativa con l’obiettivo di “costruire ponti”. Ponti tra le varie culture, dialogo interculturale, accoglienza. Un’occasione di dialogo e confronto, ma soprattutto di festa, musica e divertimento.

Ore 10.30 Eucarestia con i cristiani migranti
Ore 12.30 Buffet con cibi del mondo e Polentata
Ore 14.00 “Danze dal mondo” e laboratorio per bambini
(costruzione strumenti musicali con materiale riciclato)
Mostra quadri prodotti dalla Cooperativa del Giambellino

GITA SULLA NEVE

DOMENICA 15 febbraio 2009
GITA SULLA NEVE A CHAMPORCHER
per Ragazzi, Giovani e Famiglie

Partenza: ore 7,30
Pranzo: al sacco
S. Messa: sul posto
Rientro: ora 19,30 circa
Quota: € 15,00

Le iscrizioni si ricevono presso il Bar dell’Oratorio o don Giuseppe entro Mercoledì 11 febbraio

Famiglia, promuovi la cura della salute

GIORNATA MONDIALE DEL MALATO
“La famiglia ama e serve la vita anche nel promuovere la cura della salute e nel sostenere la prova della sofferenza”
(Famiglia diventa anima del mondo, p. 53).

Questa frase introduttiva ai numeri 16 e 17 della Lettera Pastorale del Cardinale Arcivescovo nei quali prende in considerazione la cura della salute e la prova della sofferenza evidenzia che la famiglia, “società naturale fondata sul matrimonio” come espresso dal Magistero della Chiesa e dall’articolo 29 della Costituzione italiana, è da ritenersi un soggetto attivo in molteplici aspetti compreso quello della salute e della sofferenza. Sul requisito del “matrimonio” come fondante la famiglia, la Lettera Pastorale ne tratta in più occasioni; quello che vogliamo evidenziare come Servizio di Pastorale della Salute, sono alcuni significati specifici.

1. La cura della salute. Il primo riguarda il termine “salute” così descritto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) “stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non solo un’assenza di malattia e di infermità”. La definizione, è stata precisata ed integrata dalla Nota della Consulta nazionale per la pastorale della sanità “La pastorale della salute nella Chiesa italiana” (1989): “Il concetto di salute ha acquistato nuove e importanti connotazioni. Non si rapporta, infatti, unicamente a fattori fisici ed organici, ma coinvolge le dimensioni psichiche e spirituali della persona, estendendosi all’ambiente fisico, affettivo, sociale e morale in cui la persona vive ed opera. Un rapporto profondo è avvertito tra salute, qualità della vita e benessere dell’uomo” (n. 6).
Dunque, la salute, interessa la sfera individuale, comunitaria e sociale; anzi, esiste uno stretto legame tra salute e autorealizzazione, co­me pure tra salute e pienezza della vita. La salute, non è unicamente un fatto personale, ma è anche un vivere la propria esperienza nel mondo insieme con gli altri per svolgere attivamente un ruolo e realizzare la propria vocazione (cfr. o.p. p. 41, n. 12).
In forza di queste definizioni la famiglia è protagonista nel promuovere ed educare alla salute in vari aspetti della quotidianità: garantendo un stile di vita sana per i figli anche mediante l’attività fisica; assicurando un'alimentazione adeguata; mantenendo l'igiene di base, la pulizia e il ritmo regolare sonno-veglia; applicando misure di prevenzione per ridurre gli incidenti domestici; eliminando l’assunzione di alcol, droghe e tabacco; usando correttamente i mezzi di comunicazione: televisione, internet, giochi elettronici; coltivando le relazioni e il dialogo al suo interno e nel sociale; crescendo l’aspetto spirituale con la preghiera, la riflessione ed appartenendo alla comunità cristiana.

2. La prova della sofferenza. Più complesso e faticoso risulta il compito della famiglia nel “sostenere la prova della sofferenza”.
La famiglia, quando al suo interno si presenta la malattia, è coinvolta a vari livelli, con notevoli conseguenze sull’ammalato e su ogni componente del nucleo, cambiando le relazioni e modificando abitudini, stili e comportamenti. Alcune famiglie ne escono rafforzate, altre, invece, indebolite o distrutte; quindi, il contesto famigliare, può divenire una potenziale risorsa, ma anche in una complicazione.
Inoltre, a volte, i famigliari condizionano negativamente anche l’aspetto spirituale dell’infermo e il suo porsi nei confronti del dolore. Il caso più emblematico è il veto che alcuni pongono al sacerdote che vorrebbe amministrare l’Unzione degli Infermi.
Gesù, nei miracoli di guarigione, pone grande attenzione non solo al malato ma anche a quelli che possiamo definire gli “intermediari” tra Lui e il sofferente, che svolgono diverse funzioni. Presentano l’ammalato a Gesù come avviene per la suocera di Pietro: “Gli parlarono di lei” (cfr. Mc 1, 29-31), oppure lo accompagnano da Lui come è successo per il paralitico “calato dal tetto” (cfr. Mc 2, 1-12). Gli intermediari, famigliari o amici, dimostrano una squisita attenzione nei riguardi dell’infermo che si concretizza nel farsi carico della sua sofferenza e nel condurlo alla presenza di Gesù, anche superando dei disagi. Cristo riconosce e premia questa fede: osservata quella degli accompagnatori del paralitico, lo guarisce; elogiata quella della donna cananea: “Donna, davvero grande è la tua fede. Ti sia fatto come desideri” (Mt 15, 28), risana la figlia.
Dunque, la famiglia colpita dalla malattia, se credente, possiede una forza maggiore per vivere questa esperienza. Anche se all’inizio l’ evento è percepito come punizione o come castigo, il supplicare l’intercessione di Dio è fondamentale e fonte di conforto e di speranza. A volte, è posta in discussione la stessa esistenza di Dio, oppure Egli può apparire lontano e non più il Dio che si riteneva di conoscere: eppure, in questo itinerario buio, Egli può essere riconosciuto e riscoperto donando la capacità dell’accoglienza serena del Suo volere. Infatti, la fede intesa come fiducia ed abbandono, include il senso dell’accettazione e la consapevolezza dell’essere al Suo cospetto importante, unici ed irrepetibili. Il cristiano è chiamato a riconoscere Dio come Padre, sorgente della vita, che invita l’uomo a rispondere positivamente alle varie situazioni dell’esistenza. In quest’ottica la sofferenza e la malattia non sono più percepite come punizione ma come occasione per utilizzare al meglio le risorse umane, per poter offrire la migliore risposta.
Solitamente queste convinzioni non vengono espresse unicamente a parole, ma con l’accettazione delle situazioni, oltre che con la pace e la serenità interiore che si trasmette agli altri. Tra i molti esempi vorremmo evidenziare quello della venerabile Benedetta Bianchi Porro (1936-1964), che speriamo presto di vedere presto elevata agli onori degli altari dal magistero della Chiesa, una giovane donna colpita da un terribile tumore del sistema nervo­so che la fece diventare paralizzata, sorda e totalmente cieca. C'erano motivi umanamente più che sufficienti per cadere nella disperazione e nella ribellione e invece, essendo profondamente credente ed accompagnata con fede ed amore dalla famiglia, Benedetta ha saputo manifestare la sua gratitudine e il suo amore verso Dio anche per la sofferenza che l’aveva colpita. Pochi mesi prima della morte, già sorda e cieca, detta alla mamma una meravigliosa lettera per un giovane disperato. Dice così: "Caro Natalino, fino a tre mesi fa godevo ancora della vista: ora è notte. Però nel mio calvario non sono disperata. Io so che in fondo alla via Gesù mi aspetta. Prima nella poltrona, ora nel letto, che è la mia dimora, ho trovato una sapienza più grande di quella degli uomini. Ho trovato che Dio esiste ed è amore, fedeltà, gioia, certezza fino alla consuma­zione dei secoli!".
La pastorale della salute sta progressivamente prendendo coscienza dell’importanza di garantire la presenza solidale della comunità cristiana accanto alle famiglie con un componente malato e gravata dal pesante carico del doverlo assistere in ospedale o presso il proprio domicilio (Cfr. pag. 57, n. 17).
Serve farsi “compagni di viaggio” della famiglia del malato, come ci insegnano pagine eccelse del Vangelo (I due discepoli di Emmaus Lc 24, 13-35 e la parabola del Buon samaritano Lc 19, 25-37) con l’attenzione, la discrezione, la capacità di ascolto delle fatiche, dei problemi, dei dubbi e delle angosce, con la finalità di aiutare il singolo e il nucleo famigliare a scoprire le risorse positive per sostenere la prova della sofferenza e viverla come fonte di crescita per tutti (Cfr. pag. 59, n. 17).

Notizie dal Consiglio di Oratorio del 22 gennaio 2009

FESTA DEI POPOLI
Luca D. incaricato da Maurizio Messa espone il punto:
Domenica 8 Febbraio ci sarà la Festa dei Popoli.
La giornata sarà strutturata nel seguente modo: Messa comunitaria ore 10.30.
Verso le 12.00 ci spostiamo al Centro parrocchiale dove insieme faremo un buffet, preparato direttamente dalle persone che provengono dai vari paesi.
Dopo il buffet ci saranno delle danze etniche guidate da Laura Campironi.
Per i più piccoli si sta organizzando un momento in cui i pre-ado e gli ado aiutano i più piccoli a realizzare con materiale di riciclo degli strumenti musicali.
Ci sarà una esposizione di lavori eseguiti dai ragazzi che segue Lisa nel suo centro di aiuto ai malati di AIDS.
Luca ci richiede di trovarci SABATO 7 dalle 16,00 alle 16,30 per montare i tavoli per self / service , avvisando altri e chiedendo ai preado di tenere in ordine i tavoli, durante il pranzo, offrendo loro un’altra occasione di servizio, nella comunità.

CARNEVALE
Il Consiglio approva le proposta di Don Giuseppe di concludere la Sfilata di Carnevale presso la Parrocchia di Maria Madre della Chiesa, dove sarà allestito un palco e un animatore intratterrà i ragazzi per il momento conclusivo della festa.
Sabato prossimo don Giuseppe incontrerà padre Eugenio per concordare i particolari.
Si propone di coinvolgere gli adolescenti stessi nella preparazione della Festa serale.

Altre Varie:
Andrea D.: Gigi Mariani richiede se è possibile far sistemare il palco del teatro.
Fabio S. comunica che l’USSB inizierà dei piccoli interventi di umanizzazione con le squadre dei più piccoli come momento formativo, in via sperimentale e seguiti da Giorgio C.
Don Giuseppe ricorda che sabato 21 febbraio si terrà la formazione USSB aperta a tutti gli educatori / animatori oltre che agli allenatori.

Contributo al Fondo Diocesano di Solidarietà

Un gesto di solidarietà familiare: contribuire al Fondo Diocesano di Solidarietà

Tra le modalità espressive di vera solidarietà con le persone e le famiglie in situazione di bisogno è stato in molti casi utile o addirittura risolutivo il ricorso al Fondo di Solidarietà che a tutti chiediamo di incrementare nella misura delle proprie possibilità.

RESOCONTO GESTIONE ANNO 2008
Due anni fa, l’Arcivescovo ha voluto rilanciare il Fondo Diocesano di Solidarietà. Scriveva, allora, l’Arcivescovo nel suo messaggio: “Anche se necessaria e insostituibile, la solidarietà dei singoli non basta: per risposte adeguate e qualificate, occorrono interventi da parte della comunità come tale, nel contesto di una “rete” solida che sa collegare tra loro le Istituzioni, le forze sociali e il volontariato.”
Nel primo anno si è registrato un discreto aumento delle entrare (dai 61.000 euro del 2006 si è passati ai quasi 100.000 euro del 2007). Lo scorso anno, purtroppo, si è ritornati al livello degli anni precedenti: le entrate sono state di poco inferiori ai 70.000 euro. Inoltre è ulteriormente diminuito il numero delle parrocchie che hanno dato il contributo (da 297 si è passati a 259).
Il Servizio per la Famiglia ha potuto indirizzare parte del Fondo alla Fondazione CAMeN, ma il contributo non è stato sufficiente a coprire il suo fabbisogno.
Per quest’anno restano confermate le finalità proposte:
- sostegno alle iniziative diocesane (CAMeN e Anania),
- interventi a favore di famiglie in difficoltà,
- sostegno a Cooperative di solidarietà sociale,
- accompagnamento ed inserimento lavorativo.

TOTALE ENTRATE € 68.770
(grazie al contributo di 259 parrocchie, 4 cappellanie ospedaliere e 14 privati)

Il fondo è stato utilizzato:
- SOSTEGNO A COOPERATIVE DI SOLIDARIETÀ SOCIALE € 11.700
- ACCOMPAGNAMENTO ED INSERIMENTO LAVORATIVO € 20.000
- INTERVENTI A FAVORE DI FAMIGLIE IN DIFFICOLTÀ € 25.900
- FONDAZIONE C.A.Me.N. (a favore della fecondità e fertilità della coppia) € 25.000

TOTALE USCITE € 82.600

(N.d.R.: occorre precisare che il Fondo Diocesano di Solidarietà è un Fondo permanente istituito diversi anni fa’ e che continuerà a svolgere la propria funzione di sostegno in generale alle famiglie in difficoltà. Altra cosa è, invece, il Fondo Famiglia-Lavoro, recentemente istituito dall’Arcivescovo per aiutare, sempre le famiglie in difficoltà, ma a causa della sopravvenuta crisi economica mondiale, la cui durata e le cui dimensioni non sono facilmente ipotizzabili, e di cui daremo in seguito ampie e precise informazioni).

FAMIGLIA e LAVORO

“FAMIGLIA e LAVORO” predisposto a cura del Servizio Diocesano per la Vita Sociale e il Lavoro, nell’intento di offrire utili argomenti per la riflessione individuale e comunitaria

La famiglia è un tesoro spesso misconosciuto, finché non se ne sente la mancanza. Allora esplode con tutta la sua nostalgia. Ce ne accorgiamo nei momenti di solitudine, nell’indagare la ricerca di senso, nel ricercare un orizzonte, nell’operare con intelligenza e con competenza nella vita di ogni giorno, nel gustare i tempi e gli avvenimenti del proprio vissuto.
Ma la domanda si pone in termini di orizzonti e di senso: “E’ oasi nel deserto o può diventare fiume che scorre alimentando di freschezza le campagne?”
L’Arcivescovo ci ricorda che “è proprio in famiglia che si impara a non contrapporre mai gli aspetti comunitari, personali e affettivi, a quelli istituzionali che ci fanno entrare in relazione con la società al di là degli affetti e dei legami di sangue, perché di entrambi ha bisogno la vita dell’uomo. In tal senso la famiglia viene definita, a ragione, primo “soggetto sociale” (n. 29).

Lavoro. Dalla famiglia, quest’anno, passiamo al lavoro. Spesso sentiamo la difficoltà e lo strappo di passare da un contesto dove ci si può sentire a proprio agio, faticoso ma sereno come quello della famiglia, ad un luogo di lavoro che spesso si mostra carico di incertezza, di competizione, di disagio, di anonimato.
Ognuno, in famiglia, viene cercato per bisogno di amore (essere in comunione), o anche per dipendenza (i figli chiedono sostegno). Comunque riteniamo ovvio che nella famiglia, nonostante la fatica e diverse esperienze negative, si debbano cercare insieme un cammino comune ed una sintonia che fa crescere.
Nella realtà sociale non c’è assolutamente questa ovvietà. Ciascuno, oltre ad essere richiamato alla responsabilità ed alla competenza, è, molto spesso, giudicato e spinto ad atteggiamenti difensivi; se è esasperato il processo di produzione, è incoraggiato a sentirsi concorrente; se pretende di essere solidale, è qualificato sciocco e ingenuo. E’ molto facile tendere a semplificare tutto in termini di danaro e di potere, dimenticando significati e valori. Anche se poi ci si preoccupa di parlare di comportamenti etici e di valorizzazione delle risorse umane.
(continua)

L’iniziativa “Famiglia apri le tue porte”

PER UN’ACCOGLIENZA SEMPRE PIÙ GRANDE

La scorsa Domenica 25 Gennaio come proposta all’interno della Festa della Sacra Famiglia e delle nostre famiglie è stato lanciata una iniziativa particolare che prevedeva la condivisione del pranzo domenicale tra le famiglie “sconosciute” della Parrocchia: il fine era di riscoprire i valori dell’incontrarsi, del vicinato solidale, dell’aprire le porte della propria casa, del sostenere le fragilità delle famiglie da parte di altre famiglie.
C’è il bisogno di andare alla radice del significato di accoglienza: essa nasce da un cuore attento che rende lo sguardo capace di cogliere la presenza dell’altro, farsi a lui prossimo e creare legami di amicizia, di familiarità, che diventino poi legami di solidarietà e di sostegno.
Nella sua lettera pastorale di quest’anno il Cardinale Dionigi Tettamanzi invita le famiglie e le comunità a contrastare “(…) la tendenza anonima e nomade di molte condizioni di vita contemporanea che rendono le persone abitatori indifferenti di non luoghi, come oggi si dice, la famiglia ha la straordinaria vocazione di mostrare che è ancora possibile abitare in un quartiere senza essere sconosciuti gli uni agli altri”.
Sicuramente è solo un “segno”, uno stimolo (ce ne sono altri che la nostra Comunità sta vivendo), un seme che non può che germogliare.
Alcune famiglie che hanno vissuto questa esperienza ce la raccontano.

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Inizialmente, eravamo titubanti se aderire o meno a questa iniziativa, un po’ per la “paura” di condividere il pasto con chi non si conosceva, un po’ per pigrizia o per la voglia di passare la domenica in tranquillità nella nostra casa.
È bastato poco, però, per convincerci ad aderire con entusiasmo alla proposta e ad aprirci a questa nuova esperienza di conoscenza e condivisione, anche se non sapevamo bene cosa aspettarci.
Domenica, mentre Don Giorgio annunciava i diversi abbinamenti tra le famiglie ospitanti e ospitate dobbiamo ammettere che eravamo un po’ imbarazzati. E’ vero, apparteniamo tutti alla stessa comunità, e magari ci si saluta con tutti, però il più delle volte non ci si conosce.
E così, dopo aver vinto paure e diffidenze, ci siamo ritrovati ospiti a casa della famiglia Cacciatori e, come per magia, l’imbarazzo è scomparso nel momento in cui abbiamo varcato la porta di casa, come se quella che stavamo per vivere fosse la cosa più naturale spontanea di questo mondo.
Non eravamo solo due famiglie che mangiavano insieme, ma eravamo due famiglie che si presentavano, si conoscevano e soprattutto si raccontavano, sia nel momento della preparazione sia tra una portata e l’altra. Eravamo seduti tutti intorno al tavolo a parlare ed ascoltare, senza fretta di finire o senza lasciarsi travolgere da mille pensieri, come spesso capita, solo con la voglia di condividere pienamente quel momento.
Quest’iniziativa curiosa si è trasformata in un’esperienza preziosa di accoglienza e condivisione, e non solo del pranzo!!!

Elisa e Luca

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Che domenica speciale!
Abbiamo aderito all’invito di conoscere altre famiglie con molto piacere e così domenica 25 aspettavamo con gioia di sapere da chi saremmo stati ospitati per il pranzo; quando però don Giorgio ci ha abbinati alla famiglia di Francesca ed Andrea Marucco ci siamo detti: “Ma loro li conosciamo già!” In effetti 10 anni fa al corso in preparazione al sacramento del matrimonio, Francesca ed Andrea erano proprio nel nostro gruppo ed abbiamo percorso insieme quel periodo così importante della vita. Ma in 10 anni cambiano tante cose e così siamo stati accolti non solo dalle due persone che conoscevamo a suo tempo, ma anche dalle loro tre splendide bambine Carlotta, Benedetta e Vittoria di 6, 5 e 2 anni e mezzo. Il pranzo è stato intervallato da giochi di bimbi e conversazioni degli adulti e le ore sono volate, così, al momento del commiato verso le 15,30 ci siamo salutati con un rinnovato rapporto di amicizia e con un bel disegno delle due bimbe più grandi. E’ stata veramente una bella esperienza che consigliamo per l’anno prossimo anche ad altre persone: conoscere i fratelli è una grande opportunità!
Laura e Roberto Vecchio

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Oggi, è il gran giorno avremo a casa un ospite a sorpresa, dopo la messa Don Giorgio fa gli abbinamenti: famiglia Cilia ospita la Sig. Matilde Buzzi. Si la conosciamo, ma di vista non abbiamo mai fatto un vero dialogo insieme.
A casa scopriamo subito che abita vicino a noi, ed è un continuo parlare di tante cose, sereno, appassionato.
Anche i nostri due figli Alessandra e Giuseppe dopo una iniziale diffidenza (loro avevano qualche dubbio su questo tipo di esperienza), ascoltano i vari discorsi e partecipano attivamente alle discussioni. Sembra di conoscerci da sempre, le nostre esperienze sono molto diverse, ma questo non fa che unirci di più, subentra l’amore di testimoniare il proprio vissuto e cercare di capire quello della nostra carissima ospite, ci poniamo domande a raffica e rispondiamo reciprocamente con serena umiltà.
Maria Angela la mia dolce mogliettina ha conquistato il cuore di Matilde anche con il suo pranzo semplice e curato, e Matilde ci ha fatto andare in visibilio con i suoi dolci presi in una pasticceria che non conoscevamo.
Ma in fondo la vera cosa importante è che entrambi, noi come famiglia di 4 persone e Matilde che vive sola, ci siamo messi ognuno a servizio dell’altro in una vera accoglienza reciproca, in uno spirito di solidarietà e fratellanza che ha fatto cadere subito tutti i muri possibili. Un pomeriggio, un’occasione, una nuova amica in così poco tempo.. quasi non sembra vero.
Grazie Don Giorgio, Grazie Comunità di San Barnaba, Grazie Gesù.

Antonio, Mari Angela, Alessandra e Giuseppe.

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Abbiamo sempre ritenuto di essere una giovane famiglia “aperta” e questo l’abbiamo scelto e promesso nel giorno del nostro Matrimonio convinti che ci appartenesse senza molti sforzi. L’un l’altro ci siam sempre detti: “ La nostra casa è aperta e desideriamo sia accogliente”.
Con l’iniziativa per la Festa della Famiglia, abbiamo toccato con mano che aprire le porte a chi si conosce, agli amici di sempre, a quelli che anche solo conosciamo di vista, non ci pone grossi problemi, e che invece accogliere o farci accogliere da chi ci è assolutamente sconosciuto, ci ha richiesto una piccola conversione.
Ciò che ha sostenuto e ci ha entusiasmato, sono state prevalentemente due convinzioni.
La prima. La Comunità di San Barnaba è la comunità che ci aiuta a camminare nel nostro nuovo cammino di giovane coppia e con la quale, seppur la frequentiamo da pochi anni quanti quelli da cui abitiamo a Gratosoglio, condividiamo e celebriamo la fede.
La seconda. Avvertiamo sempre più la necessità di vivere pienamente la nostra fede, celebrandola con la vita attraverso soprattutto gesti concreti. Questo desiderio non è sempre di facile realizzazione, ed è per questo che avvertiamo il bisogno di attingere e di farci aiutare ad essere cristiani concreti.
“Se fate come gli altri, che merito ne avrete? Anche i pagani fanno così” . Questa domanda ci interpella di continuo e ha trovato risposta anche in questa proposta: Famiglia apri le tue porte!
Abbiamo trascorso una domenica molto piacevole: di festa, di condivisione, di conoscenza, di amicizia. Siamo stati accolti da una famiglia molto speciale che ringraziamo di cuore perché non c’è stato un attimo nel quale ci siamo sentiti estranei o a disagio.
E’ stata un festa, fatta di gesti concreti, conditi da tanta simpatia e da un sapore che ci resterà in bocca per un bel po’!

Lara&Fabio Faini

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23 gennaio 2009

La Santa Sede e YouTube

La Santa Sede ha aperto e presentato oggi un canale dedicato su YouTube, http://it.youtube.com/vaticanit, che offre una copertura informativa delle principali attività di Benedetto XVI e degli avvenimenti vaticani più rilevanti.

Le immagini sono prodotte dal Centro Televisivo Vaticano (Ctv), i testi sono redatti dalla Radio Vaticana e dallo stesso Ctv. Audio e testo dei videoclip - l’ultimo è il suo messaggio per la pace in Medio Oriente - sono in inglese, spagnolo, tedesco e italiano.

Presentando l'iniziativa padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa della Santa Sede, ha spiegato: «Siamo convinti che dappertutto ci siano persone attente e sensibili, interessate ai messaggi, alle proposte, alle posizioni sui grandi problemi del mondo d'oggi di una autorità morale di alto livello come il Papa, e in generale la Chiesa cattolica. Perciò la scelta di YouTube come piattaforma adatta per diventare presenti sulla Rete, in modo da poter offrire una fonte di riferimento attendibile e continua, aldilà dei moltissimi frammenti di informazione su Papa e Vaticano presenti sulla Rete in modo piuttosto casuale o disperso».



http://it.youtube.com/vaticanit

17 gennaio 2009

TANTI AUGURI DON GIUSEPPE

17 gennaio 2009

SETTIMANA DI PREGHIERA PER L’UNITÀ DEI CRISTIANI

dal 18 al 25 gennaio

PREGHIERA ECUMENICA

O Signore Dio nostro,
Ti ringraziamo per la saggezza che
apprendiamo dalle Scritture.
Infondici il coraggio di aprire
il nostro cuore e la nostra mente
al prossimo, ai vicini di altre confessioni
cristiane e di altre fede.
Concedici la grazia di superare le barriere
dell’indifferenza, del pregiudizio
o dell’odio;
donaci la visione degli ultimi giorni,
quando i cristiani potranno camminare
insieme verso la festa finale,
quando le lacrime e il dissenso saranno
superati attraverso l’amore.
Amen.

Appuntamenti da Domenica 18 gennaio 2009

DOMENICA 18 gennaio
«II DOPO L’EPIFANIA»
Lettura del profeta Isaia (25,6-10a)
Lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi (2,1-10a)
Vangelo secondo Giovanni (2,1-11)


FESTA DELLA SANTA FAMIGLIA e DELLE FAMIGLIE
Programma: ore 10,30: EUCARESTIA
ore 11,45: dopo la S. Messa, incontro delle famiglie che hanno scelto di invitarsi
ore 12,30: PRANZO in famiglia

ore 15,30 presso il Centro Parrocchiale: Incontro di Genitori e ragazzi del 1° anno di Catechesi dell’Iniziazione Cristiana (CIC1).

Lunedì 19 gennaio «S. Bassiano, vescovo»
ore 21,00 presso il Centro Parrocchiale: Incontro degli Adolescenti.

Mercoledì 21 gennaio «S. Agnese, vergine e martire»
ore 15,30 presso il Centro Parrocchiale: Catechesi della TERZA ETÀ
ore 21,00 presso l’Oratorio di Santa Maria di Caravaggio: Incontro di Catechesi decanale dei GIOVANI e dei 18/19nni. Relatore: il biblista Mons. Bruno Maggioni sul tema «L’umanità di Gesù e il suo modo di vivere le relazioni con gli altri».

Giovedì 22 gennaio «S. Vincenzo, diacono e martire»
ORE 21,00 PRESSO IL CENTRO PARROCCHIALE: RIUNIONE DEL CONSIGLIO D’ORATORIO.

Venerdì 23 gennaio «S. Babila vescovo e i tre fanciulli martiri»
ore 18,30 presso il Centro Parrocchiale: Incontro dei Pre-Adolescenti (1a media)..
ore 20,30 presso il Centro Parrocchiale: Incontro dei Pre-Adolescenti (2a e 3a media).

Sabato 24 gennaio «S. Francesco di Sales, vescovo e dottore della Chiesa»
Dopo la S. Messa delle ore 18,00 in fondo alla Chiesa, si effettua la vendita di prodotti del Commercio Equo e Solidale.

DOMENICA 25 gennaio
«S. FAMIGLIA DI GESÙ, MARIA E GIUSEPPE»
Lettura del profeta Isaia (45,14-17)
Lettera agli Ebrei (2,11-17)
Vangelo secondo Luca (2,41-52)


Giornata intera di Ritiro delle coppie che stanno percorrendo l’itinerario di fede in preparazione al Sacramento del Matrimonio.
Alle ore 10,30: S. Messa durante la quale esse verranno presentate alla Comunità Cristiana.

Al termine di ogni S. Messa, in fondo alla Chiesa, si effettua la vendita di prodotti del Commercio Equo e Solidale.

Lunedì 26 gennaio «Ss. Timoteo e Tito, vescovi»
ore 21,00 presso il Centro Parrocchiale: Incontro degli Adolescenti.

Martedì 27 gennaio «S. Angela Merici, vergine»
ORE 21,00 PRESSO IL CENTRO PARROCCHIALE: RIUNIONE DEL CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE.

Mercoledì 28 gennaio «S. Tomaso d’Aquino, sacerdote e dottore della Chiesa»
ore 15,00 presso il Centro Parrocchiale: TERZA ETÀ: Recita dei Vespri e Festa dei Compleanni.
ore 15,30 presso il Centro Parrocchiale: Servizio di assistenza per la compilazione della richiesta del “BONUS FAMIGLIA”.

Giovedì 29 gennaio
ore 19,15 presso il Centro Parrocchiale: Incontro di Catechesi per gli ADULTI «Vivere in Cristo Gesù» (Rom 5,1-11). Seguirà cena frugale già preparata. In fondo alla Chiesa sarà disponibile il Sussidio relativo.
ore 21,00 presso il Centro Parrocchiale: Catechesi dei 40-50nni: «”La verità del Vangelo”: siamo salvi per l’opera gratuita e misericordiosa di Dio». (Galati 1,1-2,14).
ore 21,00 presso l’Oratorio di Santa Maria di Caravaggio: Incontro decanale dei GIOVANI e dei 18/19nni. Un Operatore della Caritas porterà la propria testimonianza sul tema della relazione col “diverso”, a partire da una esperienza concreta.

Sabato 31 gennaio «S. Giovanni Bosco, sacerdote»
ore 10,30 presso il Centro Parrocchiale: Cammino di Iniziazione Cristiana dei ragazzi del CIC2 e del CIC3.
ore 14,30 presso il Centro Parrocchiale: Cammino di Iniziazione Cristiana dei ragazzi del CIC2 e del CIC3.

DOMENICA 1 febbraio
«IV DOMENICA DOPO L’EPIFANIA» giornata per la vita
Lettura del libro della Sapienza (19,6-9)
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani (8,28-32)
Vangelo secondo Luca (8,22-25)

XXXI GIORNATA PER LA VITA

XXXI GIORNATA PER LA VITA

«La forza della vita nella sofferenza»
Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente C.E.I.

La vita è fatta per la serenità e la gioia. Purtroppo può accadere, e di fatto accade, che sia segnata dalla sofferenza. Ciò può avvenire per tante cause. Si può soffrire per una malattia che colpisce il corpo o l’anima; per il distacco dalle persone che si amano; per la difficoltà a vivere in pace e con gioia in relazione con gli altri e con se stessi.
La sofferenza appartiene al mistero dell’uomo e resta in parte imperscrutabile: solo «per Cristo e in Cristo si illumina l’enigma del dolore e della morte».
Se la sofferenza può essere alleviata, va senz’altro alleviata. In particolare, a chi è malato allo stadio terminale o è affetto da patologie particolarmente dolorose, vanno applicate con umanità e sapienza tutte le cure oggi possibili.
Chi soffre, poi, non va mai lasciato solo. L’amicizia, la compagnia, l’affetto sincero e solidale possono fare molto per rendere più sopportabile una condizione di sofferenza. Il nostro appello si rivolge in particolare ai parenti e agli amici dei sofferenti, a quanti si dedicano al volontariato, a chi in passato è stato egli stesso sofferente e sa che cosa significhi avere accanto qualcuno che fa compagnia, incoraggia e dà fiducia.
A soffrire, oggi, sono spesso molti anziani, dei quali i parenti più prossimi, per motivi di lavoro e di distanza o perché non possono assumere l’onere di un’assistenza continua, non sono in grado di prendersi adeguatamente cura. Accanto a loro, con competenza e dedizione, vi sono spesso persone giunte dall’estero. In molti casi il loro impegno è encomiabile e va oltre il semplice dovere professionale: a loro e a tutti quanti si spendono in questo servizio, vanno la nostra stima e il nostro apprezzamento.
Talune donne, spesso provate da un’esistenza infelice, vedono in una gravidanza inattesa esiti di insopportabile sofferenza. Quando la risposta è l’aborto, viene generata ulteriore sofferenza, che non solo distrugge la creatura che custodiscono in seno, ma provoca anche in loro un trauma, destinato a lasciare una ferita perenne. In realtà, al dolore non si risponde con altro dolore: anche in questo caso esistono soluzioni positive e aperte alla vita, come dimostra la lunga, generosa e lodevole esperienza promossa dall’associazionismo cattolico.
C’è, poi, chi vorrebbe rispondere a stati permanenti di sofferenza, reali o asseriti, reclamando forme più o meno esplicite di eutanasia. Vogliamo ribadire con serenità, ma anche con chiarezza, che si tratta di risposte false: la vita umana è un bene inviolabile e indisponibile, e non può mai essere legittimato e favorito l’abbandono delle cure, come pure ovviamente l’accanimento terapeutico, quando vengono meno ragionevoli prospettive di guarigione. La strada da percorrere è quella della ricerca, che ci spinge a moltiplicare gli sforzi per combattere e vincere le patologie – anche le più difficili – e a non abbandonare mai la speranza.
La via della sofferenza si fa meno impervia se diventiamo consapevoli che è Cristo, il solo giusto, a portare la sofferenza con noi. È un cammino impegnativo, che si fa praticabile se è sorretto e illuminato dalla fede: ciascuno di noi, quando è nella prova, può dire con San Paolo «sono lieto nelle sofferenze che sopporto per voi e do compimento a ciò che, dei patimenti di Cristo, manca nella mia carne» (Col 1,24).
Quando il peso della vita ci appare intollerabile, viene in nostro soccorso la virtù della fortezza. È la virtù di chi non si abbandona allo sconforto: confida negli amici; dà alla propria vita un obiettivo e lo persegue con tenacia. È sorretta e consolidata da Gesù Cristo, sofferente sulla croce, a tu per tu con il mistero del dolore e della morte. Il suo trionfo il terzo giorno, nella risurrezione, ci dimostra che nessuna sofferenza, per quanto grave, può prevalere sulla forza dell’amore e della vita.

Roma, 7 Ottobre 2008, Memoria della Beata Vergine del Rosario

Insieme con tenerezza

Il Consultorio Familiare “Beata Gianna Beretta Molla” organizza in collaborazione con la Commissione Famiglia della parrocchia Sant’Antonio Maria Zaccaria

Insieme con tenerezza
Spazio per mamme e bambini da 0 a 1 anno


È uno spazio per giocare, attrezzato con materiale morbido e colorato
È un momento di incontro e di scambio tra mamme per condividere esperienze

Agli incontri saranno presenti operatori in grado di favorire il dialogo, il sostegno reciproco e la scoperta del proprio modo di essere genitore

Incontri previsti presso l’oratorio (via san Giacomo 9, 20142 Milano)
A partire dal 16 gennaio 2009 fino al 12 giugno 2009
Tutti i venerdì mattina dalle ore 10 alle ore 12

Si consigliano abbigliamento comodo e calze antiscivolo per i genitori
La partecipazione prevede una quota di € 2 per incontro

09 gennaio 2009

La parola del Parroco


CHE SIA UN ANNO DI GRATITUDINE!

Abbiamo concluso il 2008 che avevamo iniziato in 7.771 (secondo i dati dell’Anagrafe Comunale, esclusi irregolari e abusivi (ricordo che nel 2007 avevamo iniziato essendo in 7.860 e nel 2006 in 8.010).
Durante questo Anno sono stati celebrati 24 Battesimi (alcuni genitori hanno deciso di celebrare il Sacramento fuori parrocchia a causa della chiusura della chiesa. I nati sono più dei battezzati!). 54 ragazzi e ragazze hanno ricevuto la Cresima e per la prima volta la Comunione. 6 coppie si sono unite col Sacramento del Matrimonio. Si sono celebrati 43 Funerali.

Nel 2008, il Signore Gesù è stato nostro compagno di viaggio …
… mentre eravamo impegnati nei LAVORI IN CHIESA.
È stato un anno impegnativo per il Consiglio Pastorale, soprattutto per il Consiglio Affari Economici, oltre che per i professionisti. Nonostante i lavori non ci sono state grosse difficoltà, soprattutto per merito della mano d’opera di molti, e della pazienza di tutti. Sono lavori che ci richiedono uno sforzo economico non indifferente, ma che abbiamo sostenuto con generosità, a ulteriore dimostrazione di grande affetto e attaccamento, di grande amore per la nostra chiesa di San Barnaba.
… mentre abbiamo precisato il cammino della nostra PASTORALE GIOVANILE. Ora c’è una migliore organizzazione per la nascita del Consiglio d’Oratorio e con la stesura del Progetto Educativo, ma ci sono stati numerosi momenti di formazione (anche con gli allenatori dell’USSB).
… mentre abbiamo continuato a nutrire uno SLANCIO MISSIONARIO che ha spinto a dare una nuova impostazione della Festa Patronale di San Barnaba 2008, a continuare l’esperienza dei Visitatori, a dare nuova attenzione alle famiglie che chiedono il Battesimo e preparare un itinerario di fede adatto a loro.
… mentre abbiamo continuato a dare attenzione alla FAMIGLIA. “Fai diventare Chiesa la tua casa” è stato lo slogan della Quaresima, che ci ha visti impegnati nella preghiera in famiglia usando la benedizione con l’Acqua Santa. Inoltre ci sono stati 3 incontri sull’educare ed è continuata la collaborazione con il Consultorio. Non possiamo dimenticare che è cresciuto l’aiuto alle famiglie in difficoltà: infatti è aumentato il numero di famiglie che sosteniamo con il Banco Alimentare Caritas e attraverso il Doposcuola (dietro queste iniziative ci sono volontari che si spendono!)
… mentre abbiamo continuato una PASTORALE D’INSIEME con le Parrocchie di Sant’Antonio Maria Zaccaria, Tre Ronchetti, Maria Madre della Chiesa, e il Centro Vismara: in particolare abbiamo vissuto una Domenica di Comunione, con lo scambio dei Presbiteri durante l’Eucarestia domenicale. Ci sono stati anche dei cambiamenti al Centro Vismara: don Renato è partito per il Kenia e sono arrivati Raffaele come Responsabile della Comunità dell’Opera don Calabria e don Santino come prete di appoggio.
… mentre stiamo vivendo con la Chiesa l’ANNO PAOLINO (da giugno 2008 a giugno 2009): è stato un invito a leggere le lettere di san Paolo durante la Catechesi Adulti e a far partire un momento di Catechesi per i 40enni, oltre a dare impulso ad approfondire le lettere dell’Apostolo nella Predicazione e durante le Celebrazioni.
… mentre con l’Italia abbiamo vissuto un CAMBIO POLITICO e viviamo nella PAURA di una pesante crisi economica che non sappiamo come e quanto ci toccherà.

Se guardiamo al 2009 già ora il Signore ci fa vedere che…
Saranno mesi di CRISI sociale ed economica: non potremo più avere lo stesso stile di vita sociale caratterizzato dal “consumare”, ci saranno tempi difficili soprattutto per chi è attaccato alle cose materiali, ma anche per i giovani che vogliono costruirsi un futuro. Per noi sarà tempo da vivere con fiducia nel Padre che è Provvidenza e conosce i nostri bisogni prima che chiediamo aiuto, per avere ed essere speranza ad altri nella luce dello Spirito Santo, per avere una carità più operosa perché aumenteranno coloro che tenderanno le mani.
Saranno mesi di CAMBIAMENTI PASTORALI per la nostra Comunità: abbiamo perso Mons. Giacomo che è stato un aiuto prezioso in questi anni di permanenza tra noi (quanto abbiamo ricevuto, con quale passione, con quale fede!) La Comunità dei Padri Barnabiti lascerà la Parrocchia di Maria Madre della Chiesa: i tre preti che attualmente ci sono non potranno più essere sostituiti da altrettanti a causa della mancanza di clero in Diocesi, io e don Giuseppe saremo chiamati a dare aiuto a chi arriverà!
Saranno mesi in cui avremo ancora qualche difficoltà per i LAVORI IN CHIESA: ci sarà da terminare quanto manca, faremo il “taglio del nastro” a Giugno (Festa Patronale) e soprattutto cercheremo di avvicinarci all’estinzione del debito.
Saranno mesi in cui completeremo e concluderemo la VISITA PASTORALE: un’occasione per incontrare l’Arcivescovo, per ricevere da lui indicazioni per il cammino parrocchiale, sapendo che per camminare insieme con la Diocesi dovremo puntare a due mete: fare Unità Pastorale con Parrocchie vicine e favorire maggior corresponsabilità dei laici all’interno delle Comunità Cristiane (così si è espresso il Card. Tettamanzi nello scorso Giovedì Santo).
Saranno mesi per intraprendere nuove iniziative per le FAMIGLIE soprattutto quelle che chiedono i Sacramenti dell’Iniziazione Cristiana (Battesimo, ma anche Cresima e Comunione).

Vorrei fare un augurio pere questo nuovo anno 2009, è un augurio che può apparire strano in questo momento di crisi sociale. Auguro a tutti voi, alle vostre famiglie, alle famiglie della nostra Parrocchia che questo sia un anno di GRATITUDINE e di ringraziamento perché ci sentiamo “benedetti dal Signore”, perché sappiamo che il Padre è provvidenza quando siamo nel bisogno, perché sappiamo che Gesù è Signore, che già il suo “nome” lo dice “il Signore salva”, perché siamo coscienti che ci ha donato tanto, abbiamo ancora tanto!
Se saremo pieni di gratitudine il nostro cuore si aprirà alla carità verso i bisognosi; se sapremo ringraziare, la nostra intelligenza saprà vedere più lontano dell’oggi, e vedrà il futuro di Dio che è sempre “per” noi, per “salvare noi”; se saremo capaci di dire grazie sapremo guardare al Signore, avremo davanti il suo Volto di Padre, ci sentiremo amati, sostenuti, aiutati e vedremo le molte occasioni che il Signore ci offre. Se saremo famiglie e comunità che sanno ringraziare diventeremo “anima del mondo” in questo momento di oscurità e di difficoltà.
Queste settimane dopo l’Epifania possono diventare occasione per iniziare con il passo giusto.
Fraternamente,
don Giorgio

Appuntamenti da Domenica 11 gennaio 2009

DOMENICA 11 gennaio
«BATTESIMO DEL SIGNORE»
Lettura del profeta Isaia (55,4-7)
Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini (2,13-22)
Vangelo secondo Marco (1,7-11)

Lunedì 12 gennaio
ore 21,00 presso il Centro Parrocchiale: Incontro degli Adolescenti.

Mercoledì 14 gennaio
ore 15,00 presso il Centro Parrocchiale: TERZA ETÀ: Recita del S. Rosario.
ore 15,30 presso il Centro Parrocchiale: Servizio di assistenza per la compilazione della richiesta del “BONUS FAMIGLIA”.

Giovedì 15 gennaio
ore 21,00 presso l’Oratorio di Santa Maria di Caravaggio: Incontro decanale dei GIOVANI e dei 18/19nni. La dr.ssa Fabiana Gatti, psicologa, aiuterà i ragazzi a comprendere come vivono le relazioni a partire dai moderni mezzi di comunicazione (msn., Internet, etc.).

Venerdì 16 gennaio
ore 18,30 presso il Centro Parrocchiale: Incontro dei Pre-Adolescenti (1a media)..
ore 20,30 presso il Centro Parrocchiale: Incontro dei Pre-Adolescenti (2a e 3a media).
ore 21,00 presso la Casa Parrocchiale: don Giorgio incontra i Genitori dei Fidanzati.

Sabato 17 gennaio «S. Antonio, abate»
ore 10,30 presso il Centro Parrocchiale: Cammino di Iniziazione Cristiana dei ragazzi del CIC2 e del CIC3.
ore 14,30 presso il Centro Parrocchiale: Cammino di Iniziazione Cristiana dei ragazzi del CIC2 e del CIC3.

DOMENICA 18 gennaio
«II DOPO L’EPIFANIA»
Lettura del profeta Isaia (25,6-10a)
Lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi (2,1-10a)
Vangelo secondo Giovanni (2,1-11)
ore 15,30 presso il Centro Parrocchiale: Incontro di Genitori e ragazzi del 1° anno di Catechesi dell’Iniziazione Cristiana (CIC1).

Lutto per mons. Giacomo Marelli

Il 21 dicembre scorso mons. Giacomo Marelli ci ha lasciato per tornare alla Casa del Padre. Egli ha servito la nostra Comunità per quasi dieci anni (dal febbraio del 1999) in modo tanto discreto, quanto importante, attraverso l’Eucarestia domenicale delle ore 8,30 (caratterizzata dalla predica semplice, breve ed efficace, preparata con meticolosa cura), l’esercizio del ministero della Riconciliazione svolto con paterna e paziente bontà, come pure quello dell’Unzione degli Infermi donato con amore e devozione agli ammalati, la Catechesi della Terza Età ed, infine, l’attenzione fraterna verso tutte le persone che aveva occasione di incontrare. Di lui ci rimane il ricordo di tutto ciò, che ognuno di noi porterà nel proprio cuore, ma soprattutto il messaggio contenuto nel suo “Testamento spirituale” che di seguito pubblichiamo.



Testamento spirituale

O Signore, per ben due volte mi hai fatto intravvedere vicina la tua chiamata, a causa dei miei malanni di cuore. Quello che ti dissi con tanta semplicità allora te lo ripeto ora e intendo ripeterlo quando mi chiamerai a te.
Grazie, Signore! Grazie di tutto! Di quante persone, di quante cose, di quante situazioni ti devo dire grazie. Tu sai, meglio di me, quanto sei stato buono con me. Io non ricordo tutto e tutti; di molte cose e di molte persone e di tante situazioni forse nemmeno mi sono accorto che erano una prova tangibile del tuo amore. Per non dimenticare nulla e nessuno, o Signore, ti ringrazio di tutto e di tutti, sicuro che lì da te ricorderò tutto e tutti. Perdono, o Signore! Il perdono lo chiedo a te, Signore, per tutti i conti che ho aperto con te e non ho saldato. Quanti sono? Quali sono? Tu, che sai, perdona. Non è forse vero che una delle gioie più grandi che ti riservi è il perdonare? Perdonatemi anche tutti voi che mi avete incontrato, conosciuto e amato. Forse vi ho offeso, forse non vi ho compreso, forse non vi ho edificato, forse non vi ho amato come vi aspettavate. Credo tuttavia di aver cercato di amare tutti con tutto me stesso. Comunque non lasciatemi mancare il vostro perdono, anzi concedetemelo largamente. Sono felice, o Signore! Sono felice per la vita che mi hai donato. Sono felice per la fede che mi hai concesso. Sono felice per tutte le vicende che mi hai offerto. Sono ancora più felice, oltremodo felice di essere stato fatto prete e vivere da prete. Sarò ancora più felice quando per sempre sarò con te ad amarti, assieme a mamma e a papà e a tutti quelli che mi vogliono bene e ai quali io pure voglio bene. Rho 6 settembre 1989 DGiacomoMarelli

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In occasione dei funerali l’arcivescovo card. Dionigi Tettamanzi ci ha fatto pervenire il seguente messaggio

Milano 27 dicembre 2008 Carissimi fedeli, partecipo con viva commozione al vostro cordoglio per la morte di Monsignor Giacomo Marelli e mi unisco a tutti voi nell’elevare la preghiera cristiana di suffragio. Il Signore ha chiamato a sé questo nostro fratello e noi, mentre rendiamo grazie per i tanti doni elargiti alla nostra Chiesa ambrosiana attraverso il suo ministero, accogliamo la divina volontà con spirito di fede, nella speranza certa che don Giacomo riceverà dal Signore Risorto, per la misericordia di Dio, il premio promesso al servo buono e fedele. Don Giacomo ha dato molto alla chiesa ambrosiana nei molti anni del suo ministero: ordinato sacerdote nel 1944 visse gli anni difficili della guerra e della ricostruzione, guidanto i fedeli con passo sicuro sulla via del Vangelo in una società in rapida trasformazione, fu rettore della Capellania S. Cuore di Gesù al Palazzolo accostandosi con disponibilità e dolcezza alle tante situazioni di sofferenza e di solitudine, fu testimone partecipe dei tanti cambiamenti occorsi nella vita della Diocesi, spendendosi fino all’ultimo per diffondere la Parola. Per questo suo mod di essere prete aveva mantenuto ottimi legami con le comunità che aveva conosciuto e sono sicuro che tutti ricordino la sua affabilità e l’attenzione per le vicende personali di chi gli chiedeva consiglio e aiuto. Queste sue caratteristiche preziose lo hanno accompagnato nel suo ultimo ministero presso la parrocchia di San Barnaba dove si è prodigato con assiduità per le confessioni, la catechesi per la terza età e la predicazione. Ora don Giacomo ha raggiunto i suoi compagni di classe che l’hanno preceduto nell’incontro con il Padre celeste. Per questo gli chiediamo che continui a vegliare sul nostro pellegrinaggio terreno nell’attesa di ritrovarci tutti insieme nel cuore misericordioso e beatificante di Dio. Con affetto, invoco su tutti voi la benedizione del Signore. Con affetto +DionigiTettamanzi, arciv.
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RINGRAZIAMENTI

Vogliamo ringraziare tutta la comunità di San Barnaba, don Giorgio e don Giuseppe, peché ci siete stati vicini con la preghiera e con l’affetto. Eravate tutti presenti al funerale perché in tanti avete voluto bene a don Giacomo: Sua Eccellenza monsignor Mario Delpini che presiedeva l’Eucaristia, i suoi compagni di Messa, i sacerdoti del Decanato e quelli che lo hanno incontrato nel corso della sua vita, il coro al completo, i ministranti, i fedeli della messa delle 8.30 della domenica, i giovani e le famiglie.
Siamo certi che don Giacomo pregherà ora dal cielo per la comunità di San Barnaba che ha servito in questi anni.

I suoi cari

... ci scrive don Renato Lavagnoli

Dal Kenia ci scrive don Renato Lavagnoli che, quale direttore del Centro P. Vismara, ha collaborato per diversi anni con i nostri sacerdoti.

Maguga, 27 dicembre 2008

Buon Natale!!
Sono già passate quasi due settimane dal mio arrivo in Kenya e alla fine mi decido a scrivere due righe per il Natale. Anche senza aver impegni le giornate volano via in un baleno…
Il viaggio è andato benissimo, ho dormito molto e all'arrivo c'erano due confratelli indiani ad attendermi insieme a don Zaccarias, il prete angolano con cui dovrei vivere insieme e che ora è in Italia per motivi di salute. Il volo (Malpensa-Zurigo-Nairobi) è stato tranquillo, anche se una specie di ippopotamo travestito mi ha impedito di gustarmi le alpi innevate…
A Nairobi la comunità vive in una bella casa in periferia, ad Ongata Rongai, una sorta di quartiere dormitorio ad una decina di chilometri da Nairobi. È una zona benestante, anche se le strade, appena fuori dalla statale, sono tutte bianche e con buchi da matti. Il tempo è caldo, ma al mattino fa freddo e di notte uso un paio di coperte leggere. Appena si alza il sole però, la temperatura si aggiusta attorno ai trenta gradi.
Ad Ongata Rongai oltre allo studentato con i seminaristi che studiano teologia c'è una piccola attività con i bimbi del vicino slum. È lì che dovrei trasferirmi per studiare Swahili, ai primi di gennaio per un paio di mesi.
Dopo un paio di giorni ad Nairobi (spesi per la maggior parte con don Corrado, un prete italiano ricoverato all'ospedale dopo un incidente automobilistico ed in attesa di essere trasferito in Italia [dopo sei giorni di ospedale si sono accorti che ha una frattura alla colonna vertebrale…]), giovedì scorso mi sono trasferito qui a Magagu, detto anche Pipeline, perché a due passi dal deposito carburante che serve tutta la North Rift Valley, la regione dove stiamo noi.
Siamo venuti io e Alves con le due valigione con i matatu, pulmini che fanno servizio alla velocità della luce. È incredibile come si cambi continuamente il paesaggio: sui passi più alti (2.500 metri) è verde e sembra il Trentino (tranne che per il colore rosso della terra, la vendita di banane e il numero di carri trainati da somari …), poi i laghi di Elemetaita e Naivasha con le terre coltivate e infine l'arrivo qui, dove è tutto bruciato, e si alzano nuvole di polvere, con l'erba secca e le acacie spinose: sembra di essere nella savana africana …
Abitiamo (io, Luciano e Alves, che è tornato dall'Angola per darmi il tempo di studiare almeno un po' [continuano a dirmi che la lingua è facile, ma io non ci capisco niente]) in una casetta (tre stanze con sala da pranzo e cucinina) a Magagu, una dozzina di chilometri a ovest di Nakuru, in un quartiere in costruzione, benestante (… in termini kenioti, chiaramente…) dove stanno costruendo una grande chiesa.
Con noi c'è anche un volontario italiano (Giampietro) di Bergamo che aiuta Luciano nel lavoro (resterà qui per un paio di anni almeno, sembra un bel tipo).
Per ora passo il tempo a studiare, pregare, incontrare persone di cui non ricordo il nome e la posizione e … fare ginnastica per la schiena!
Inoltre … non sembra Natale! Al di là del caldo secchissimo di giorno, un paio di volte al giorno fanno canti natalizi alla radio e tutto qui. Non c'è stata la messa di mezzanotte perché la gente dopo il buio (= ore sette e qualche secondo) non esce di casa per il pericolo dei banditi.
È un Natale interiore, senza l'aiuto dei segni e delle liturgie che ce l'hanno reso caro. Ma da spazio alla Parola di Dio che illumina di significato e che mi chiama alla comunione con Lui così come Lui si è fatto uno con me. Mi sento un po' come Israele in esilio: non avrete più tempio ne profeta ne olocausto, ma "Io sono con voi!", e questo basta.
Mi sento ancora sperso, per fortuna alla fine i due mesi per studiare sono saltati fuori, così ho tempo per abituarmi a persone e ritmi. Vediamo cosa ha preparato il Signore …
Appena arrivato mi hanno presentato come il nuovo parroco, cosa che mi ha messo un po' di agitazione, ma lo sapevano già tutti (anche i bambini!) per cui ho fatto buon viso a cattiva sorte. La parrocchia (Saint John the Evangelist = San Giovanni evangelista, oggi è la festa ma è stato fatto tutto un mese fa prima dell'avvento) è composta da tre cappelle e la Chiesa principale che è in costruzione. È appena stata eretta come parrocchia staccandola da una più grande perché è un luogo in sviluppo edilizio, un po' tutto da inventare, anche se ci sono le comunità cristiane di base…
Luciano invece lavora con i ragazzi, li raccoglie al Dropping Center a Nakuru e poi li porta per un programma di recupero al Boy's Ranch. Ma dopo il programma (minimo sei mesi massimo un anno) o tornano alle famiglie o vengono affidati ad un istituto. Così con Natale (=adesso!) il gruppo dei ragazzi cambia e a Gennaio arrivano i nuovi. Differente l'attività con le ragazze. Sono tutte vittime di abusi che ci vengono affidate dal tribunale dei minori, i percorsi sono più elastici, anche se in ogni caso questa non sarà la soluzione definitiva, nel senso che restano qui un tempo soltanto.
Ogni casa ha come responsabile un house parent (in realtà sono due per casa e si turnano settimanalmente (tempo pieno!!). I ragazzi (e le ragazze!) provvedono a tutto: pulizia, cibo, coltivano verdure e crescono conigli, capre e un paio di mucche …
Infine con assistente sociale e volontari fanno animazione nel carcere minorile cittadino (che è semplicemente un'ala del carcere).
Per ora basta, se no la prossima volta non so cosa scrivervi, cercherò di farmi vivo al più presto.
Un abbraccio a tutti! Vi ricordo ogni giorno nella preghiera!

@-mail fra don Giorgio e mons. Giuseppe Negri

Continua lo scambio di @-mail fra don Giorgio e mons. Giuseppe Negri (don Peppime)


Carissimo don Giuseppe,
abbiamo avuto le tragiche notizie dei disastri che stanno avvenendo nel tuo Stato e nella tua Diocesi.
Ti pensiamo impegnato in un ministero di consolazione e di carità senza sosta.
Abbiamo fatto conoscere a tutti le notizie che ci hai inviato attraverso l'In-formatore parrocchiale, vi ricordiamo nella preghiera e vi siamo vicini con l'affetto.
Ti ricorderemo in particolare nel prossimo Natale che speriamo sia per Te e per la tua gente ricco di speranza in questi tempi tristi per le calamità che state subendo.
Che il Signore Gesù vi porti una grande bontà che si esprima in gesti di condivisione sempre più grande... noi attendiamo notizie per poter partecipare!
Buon Natale a Te, al tuo Vescovo e a tutta la tua gente!
Colgo l'occasione per annunciarti che Monsignor Giacomo Marelli ci ha lasciati Domenica 21 Dicembre.

E' stato colpito da una ischemia celebrale che in una settimana l'ha portato alla morte.

I funerali si svolgeranno Sabato 27 Dicembre alle ore 11.00: siamo convinti che nello Spirito di Cristo Risorto sarai presente tra noi.
Monsignor Giacomo ti ricordava con tanto affetto: in modo particolare non ha mai dimenticato l'Unzione degli Infermi che gli avevi donato due anni fa.
Spesso commentava la fotografia che vi ritraeva in quel momento solenne, e il suo cuore era pieno di gioia.
Con affetto fraterno
don Giorgio



Carissimo Don Giorgio,
grazie per la tua e-mail e per l´appoggio che tu e i nostri amici di S. Barnaba mi avete trasmesso dopo le ultime notizie.
Grazie a Dio le cose si stanno sistemando, si intravede un onda di solidarietá che ci lascia attoniti, a cominciare dai più poveri si vede come un disinteresse per sé e una preoccupazione verso gli altri. Ci si dimentica di non avere una casa ma si lotta perché il vicino abbia almeno da mangiare in quel giorno. Sono cose emozionanti che stanno succedendo. I vicini che prima si guardavano in cagnesco oggi mangiano alla stessa tavola del rifugio incoraggiandosi a vicenda. Per me questo é già un NATALE !
Ho letto con tristezza la notizia della morte di Mons. Giacomo. Lo ricordo con gioia e soprattutto ho con me la croce pettorale che Martini gli aveva regalato, lui si é spogliato anche di quella per farmene dono. Sono certo che nella pace dei santi mi accompagnerà oltre che con la intercessione, anche col portare com me i pesi della croce affidata ad ogni vescovo. Sentimi presente nel giorno del funerale e consola i famigliari anche a nome mio. Ti ringrazio di cuore e auguro a te, a Don Giuseppe e alla cara parrocchia di S. Barnaba gli auguri di un Santo Natale.

+ Giuseppe

FONDO FAMIGLIA-LAVORO

L’ARCIVESCOVO DI MILANO CARD. DIONIGI TETTAMANZI COSTITUISCE IL “FONDO FAMIGLIA-LAVORO” PER SOSTENERE CHI PERDE L’OCCUPAZIONE

Perché l’annuncio in questo Natale?

Il Natale cristiano chiama tutti ad uno slancio rinnovato, ad un supplemento speciale di fraternità e solidarietà.
Questi tempi sono segnati da una crisi finanziaria ed economica che – secondo gli esperti – non ha ancora manifestato pienamente i suoi effetti destabilizzanti, soprattutto le preoccupanti ricadute sulla società e sulle famiglie.
Lo scenario che si va delineando impone a tutti una riflessione seria e responsabile.
Nell’intenso clima spirituale della Messa di Mezzanotte di Natale, a partire dalla meditazione del Vangelo e in una prospettiva anzitutto educativa per le comunità cristiane e per ciascuno dei fedeli della Diocesi, l’Arcivescovo di Milano cardinale Dionigi Tettamanzi ha annunciato la costituzione del “Fondo famiglia-lavoro”, da finalizzare all’aiuto di chi ha perso, sta perdendo o perderà l’occupazione.

Il “Fondo famiglia-lavoro”

La dotazione iniziale (che si chiede e spera di incrementare notevolmente) è di 1 milione di euro.
Una somma che il cardinale Tettamanzi ha stanziato attingendo dall’otto per mille destinato per opere di carità, dalle offerte che gli sono pervenute in questi giorni “per la carità dell’Arcivescovo”, da scelte di sobrietà della diocesi e sue personali.
Anche a livello locale occorrerà poi concretizzare la riflessione aderendo al fondo. Sarà compito insieme dei sacerdoti e dei laici – attraverso i consigli pastorali, per gli affari economici e gli altri organismi competenti – operare un serio discernimento e decidere come parteciparvi (rimandare spese non urgenti o secondarie, destinare una percentuale del bilancio parrocchiale, intraprendere coraggiose scelte di sobrietà…).

Fondamentale l’aspetto educativo

La preoccupazione dell’Arcivescovo in questa iniziativa è anzitutto educativa. Per questo ha anzitutto chiesto «alle comunità cristiane della diocesi di riflettere sulle conseguenze della crisi economica, di prestare particolare attenzione alle famiglie in difficoltà a causa del lavoro, di aderire con generosità a questo fondo».
La sola elargizione di contributi economici, per quanto importante, non porta a nessun cambiamento strutturale: l’obiettivo che il cardinale Tettamanzi vuole raggiungere è – mediante lo strumento del contributo economico - la costruzione di reti solidali capaci di intercettare e raggiungere le persone che si dovessero trovare in situazioni di emergenza, a partire dalla perdita del lavoro o della drastica riduzione dello stipendio.
Reti capaci di fare sentire parte attiva e importante della comunità anche le persone che - a causa della perdita del lavoro - sentono venir meno una parte importante della propria identità e dignità.
Sarà quindi fondamentale che nelle parrocchie si rifletta sulle cause della crisi economica, sull’importanza dell’etica in ogni ambito della vita umana (anche nell’economia), sul dovere di concretizzare le scelte di fede prestando attenzione e intervenendo a favore dei più disagiati.
Importante anche la proposta – a chi rimane senza occupazione - di iniziative di volontariato a favore di altre persone in difficoltà (anziani, disabili, emarginati) così da valorizzare le competenze e le capacità lavorative di chi si trova espulso – temporaneamente o definitivamente – dal mondo del lavoro.
Un modo - per chi riceverà i contributi del “Fondo famiglia-solidarietà” – per non sentirsi ulteriormente penalizzati ma per mettersi in gioco e conservare la propria dignità.

La sensibilizzazione locale

All’avvio e alla presentazione dell’operazione avvenuta nella Messa di Mezzanotte del 25 dicembre segue ora la fase di sensibilizzazione nel territorio raccomandata dall’Arcivescovo.
Una riflessione che sarà sostenuta anzitutto dalle tante competenze delle quali le parrocchie sono ricche: le Caritas, le ACLI e tanti singoli fedeli sono in grado di riflettere sulle ricadute locali della crisi globale, di rinnovare l’appello alla solidarietà e di proporre – alla comunità cristiana e ai singoli - lo stile della sobrietà.
Al tempo stesso, in questa prima fase, la Caritas Ambrosiana e le ACLI stanno studiando le forme più adatte, a partire dalla loro esperienza, per la gestione e l’utilizzo di questo fondo.

Le modalità di gestione del fondo

La primaria finalità di questo fondo è di fornire una concreta risposta in termini economici alle famiglie che si trovino costrette a fronteggiare le conseguenze finanziarie della perdita di lavoro di un proprio componente e non risultino protette da altri ammortizzatori e/o tutele sociali.
La modalità scelta è quella di fornire un assegno a parziale integrazione del mancato reddito da lavoro.
Caritas Ambrosiana ed ACLI saranno chiamate a concorrere sinergicamente alla realizzazione di questa meritoria iniziativa valorizzando la propria capillare presenza sul territorio e le proprie vocazioni istituzionali (capacità di ascolto ed accoglienza per Caritas, erogazione di servizi alle famiglie ed ai lavoratori per ACLI e lettura dei bisogni sociali per entrambe).
La distribuzione dei fondi non avverrà infatti da subito e non sarà “a pioggia”. Punto di forza del progetto è il coinvolgimento attivo del territorio e la costruzione di reti di solidarietà.
I 74 decanati in cui la Diocesi è suddivisa, le Caritas locali e ed i circoli ACLI saranno chiamati alla ricognizione e alla rilevazione puntuale dei bisogni sociali cui far fronte e quindi a stendere la formale richiesta di contributo nella forma di un progetto di sostegno per un determinato numero di nuclei familiari.
A livello centrale Caritas Ambrosiana e ACLI verificheranno la pertinenza e la solidità dei progetti ed erogheranno il fondo richiesto.
Saranno poi le sedi territoriali della Caritas e i circoli locali delle ACLI richiedenti a distribuirlo alle persone in difficoltà, agendo con la massima discrezione.

ANNO ORATORIANO 2008 - 2009

VALORI DI RIFERIMENTO (settimo e ultimo valore)


Educare al lavoro

è l’impresa possibile che l’Oratorio riesce a compiere quando stimola continuamente adolescenti e giovani all’impegno svolto con costanza, alle cose fatte bene e ad opera d’arte.
Nell’ottica della valorizzazione dell’altro affinché ci sia frutto CENTO VOLTE TANTO -, chi ha responsabilità in Oratorio può ripromettersi di assegnare incarichi in cui ciascuno può misurarsi e valutare il suo grado di fedeltà e laboriosità.
Inoltre si può insistere sulla necessità di fare le cose insieme agli altri, per esercitarsi nel lavoro in équipe, dove il gioco di squadra fa la differenza.
Nelle TANTE cose da fare non si manchi di coinvolgere i genitori perché si appassionino anche a fare le cose più umili, purché se ne riconosca il bene.
Educare al lavoro è anche aiutare i ragazzi, specialmente quelli più in difficoltà, a trovare i metodi, gli spazi e i tempi giusti per studiare e fare i compiti e prepararsi al futuro.
L’Oratorio dimostra così di interessarsi dell’occupazione principale dei ragazzi e degli adolescenti che è la scuola e può fornire le motivazioni e le competenze per riuscire a fare bene il proprio lavoro e a moltiplicarne i frutti CENTO VOLTE TANTO.
I ragazzi potranno scorgere che l’obiettivo di chi educa è quello di formare bravi cristiani e onesti cittadini, dove l’uno non può e non deve escludere l’altro.
Gli educatori faranno attenzione alle scelte che gli adolescenti sono chiamati ad assumersi, come la scelta dell’università, e si accosteranno rispettosamente per consigliare che la scelta sia inserita nell’ottica di una professione o professionalità futura e di una coerenza evangelica che faccia fruttificare la terra.

La nostra amica Laura, l’ex detenuta del carcere di Opera che ogni anno ci viene a trovare per proporci l’acquisto di composizioni floreali a beneficio della Cooperativa “IL GERMOGLIO”, ci invita a condividere la sua gioia per avere ottenuto di poter operare anche all’interno del carcere di Bollate.

Ciao carissimi, sono LA VOSTRA LAURA, vi dico VOSTRA perché VOI TUTTI mi fate sentire parte di voi, della vostra bella comunità. Come ogni anno, anche QUEST’ANNO SONO VENUTA A TROVARVI portandovi il risultato del nostro LAVORO, le nostre composizioni floreali. Come sempre il VOSTRO affetto, la VOSTRA accoglienza sono frutto di una sentita condivisione alla realtà che rappresento e non posso fare altro che ripetervi “grazie”. Però è un “GRAZIE” che vi testimonia ANNO dopo ANNO che le donne detenute ed ex detenute della piccola Cooperativa “IL GERMOGLIO” vogliono cambiare, vogliono ritornare nella società libere da donne oneste e soprattutto con cuore pieno di fiducia, speranza, amore, pronte a condividere UN CAMMINO di FEDE. Ho atteso un po’ di tempo prima di scrivervi perché avevo qualcosa di molto, molto bello in arrivo sul quale facevo molto affidamento.
È ARRIVATO!!! Per me, per noi tutti è arrivato UN BELLISSIMO REGALO dal BAMBINO GESÙ … Desidero che don Giorgio e voi tutti siate i primi a venirne a conoscenza. Pensate!!! Ho ottenuto di poter entrare nel carcere di Bollate, nella sezione femminile, come donna libera, per sviluppare, per dare vita allo stesso progetto, con i fiori, che tanti anni fa’ avevo dato vita dapprima nel carcere di Verona e poi ad Opera.
Vi garantisco che miglior dono non potevo ricevere. È il frutto di un cammino fatto sotto l’amore di Dio Padre che ci ha portato a farci ridare dignità, fiducia anche dalle varie istituzioni e poter così donare speranza, CAMBIAMENTO, amore a donne che ancora purtroppo non vedono, non conoscono la VERA LUCE della vita. Ricevete anche voi, nei vostri cuori questo bellissimo dono, vi appartiene, lo abbiamo raggiunto, meritato insieme, tenendoci per mano e soprattutto perché voi mi avete sempre donato fiducia.
Ora vi chiedo di non abbandonarmi in questo mio nuovo cammino.
Vi auguro un sereno ANNO NUOVO, colmo di serenità nel cuore che solo Gesù ci può donare.
Grazie Don Giorgio, un abbraccio a tutti.
Laura

MARCIA DECANALE PER LA PACE

Il Ritrovo è alle ore 15,30 presso la Parrocchia SS. GIOVANNI e GIACOMO (via Meda) in cui ci sarà un momento introduttivo di preghiera, al termine del quale si darà via al corteo per raggiungere la Parrocchia di SANT’ANTONIO MARIA ZACCARIA (via Boifava).
Qui, dopo un momento di testimonianza, si celebreranno i Vespri.

CICLOBEFANA 2009

Il resoconto dell’Iniziativa

…di ”ciclo” ha avuto solo il nome! Ma raccontiamo dall’inizio quella che è stata una bella, gioiosa… luminosa avventura dell’Epifania!
Qualche giorno prima “le befane” si sono preparate: le bici sistemate con gomme in ordine e scopa aggiunta, le gerle con i doni per gli anziani, i cappelloni, le gonnone, gli scialli…
Poi la mattina del 6 Gennaio la neve ha lasciato “il suo tocco” e le “ciclobefane” hanno abbandonato le loro bici e sono diventate “atm-befane”! L’allegro ed entusiasta corteo di befane, accompagnato da fans giovani divertiti e fans meno giovani scatenati, da un vigile in pensione e da tecnici efficienti, da “un musico-chitarrista poliedrico, multiforme ed instancabile” e da “un fotografo attento ed ispirato”, è partito da San Barnaba e, cantando, ballando, salutando “la bella gente del Gratosoglio”, è salito sull’autobus 79 (non vi dico la faccia esterrefatta dell’autista… poveretto!) e ha rallegrato con cori e sorrisi il tragitto cittadino fino a La Piccola Casa del Rifugio di via Antonini.
L’allegro gruppo si è esibito nel cortile innevato dell’Istituto con un festoso “Oh Happy day” e “O mia bela Madunina” e poi ha percorso rumorosamente i corridoi interni del Rifugio regalando alle tante persone presenti saluti, auguri, canti, strette di mano, baci, carezze. I nostri giovani forti e sorridenti hanno posto nelle mani deboli di questi anziani un piccolo dono: una stella colorata di carta, assemblata e costruita da tutti i bambini del CIC1, CIC2, CIC3 nei mesi precedenti, come segno di luce di “quella Stella” del Natale di Gesù. C’era allegria, confusione, sorpresa: le befane non si sono risparmiate in complimenti e risate… Ma il dono più bello per tutti noi è stato vedere la gioia impressa nei volti di quei vecchietti malati e soli, eppure ben sistemati, pettinati, con una bella collana sotto lo scialle di lana (abbiamo saputo che fin dal mattino si erano preparati ad accoglierci!), che erano lì, sulle loro carrozzine, le mani tremanti che si allungavano ad afferrare la nostra, il loro sorriso, la luce dei loro occhi umidi per l’emozione, i loro auguri di bene e felicità… un piccolo gesto di amore e di attenzione aveva donato a tutti una grande gioia!
Poi il corteo allegro e spensierato si è diretto verso casa con il tram e ha rallegrato con canti e risate le vie della città donando allegria e palle di neve a chi forse un po’ triste pensava alla fine delle vacanze! La nostra Epifania si è conclusa in oratorio con un bel tè caldo, panini e panettone e un GRAZIE corale ai tanti che hanno contribuito alla riuscita dell’iniziativa, ai nostri don Giorgio e don Giuseppe che con la loro presenza ci hanno fatto sentire “strumenti di amore per l’umanità”, a tutti i presenti e a quanti ci hanno pensato e sostenuto con le loro preghiere, perché insieme a loro tutta la nostra comunità di San Barnaba si senta a partire dalle realtà e persone del nostro territorio “anima del mondo”.
Le Befane di San Barnaba

Famiglia apri le tue porte!

Nel cammino di quest’Anno Pastorale dedicato alla testimonianza della famiglia, i prossimi mesi saranno caratterizzati da proposte articolari per “mettere fuoco” nelle nostre famiglie,o meglio perché le nostre famiglie siano“anima del mondo”.

DOMENICA 25 GENNAIO 2009
Festa della Sacra Famiglia e delle famiglie
Famiglia apri le tue porte!
(meno tempo ai fornelli, più spazio ai fratelli)
Abbiamo bisogno di tempi e spazi da dedicare alla conoscenza reciproca, primo gradino per vivere meglio. Da dove iniziare se non dal mangiare insieme?

La proposta è semplice: un pranzo domenicale in cui invitare chi non conosciamo o farsi invitare da chi non conosciamo. Occorre dare il nome in Parrocchia compilando e consegnando la scheda di adesione Domenica 18 Gennaio 2009, (distribuita Domenica 11 Gennaio) specificando se si è disponibili ad ospitare o ad essere ospitati.

La forza della vita nella sofferenza

DOMENICA 1 FEBBRAIO 2009
Giornata della vita
La forza della vita nella sofferenza
Ore 15.30 in Centro Parrocchiale
Incontro-testimonianza di Linda e Roby Bergamini
(una donna e una coppia che hanno affrontato la lotta contro il cancro)

Festa dei popoli

DOMENICA 8 FEBBRAIO 2009
Giornata della solidarietà
Festa dei popoli
Ore 10.30 Eucarestia con i cristiani migranti
Ore 12.30 Pranzo con cibi etnici
Ore 14.00 “Danze dal mondo” e laboratorio per bambini
(costruzione giocattoli poveri…)
Occasioni per intuire la “decrescita felice”

La famiglia promuove la cura della salute

MERCOLEDÌ 11 FEBBRAIO 2009
Anniversario dell’apparizione della Madonna di Lourdes
La famiglia promuove la cura della salute
Ore 15.00 in chiesa Eucarestia con gli ammalati
(in stile Lourdes, verrà organizzato il trasporto per i malati in difficoltà)

PELLEGRINAGGIO PARROCCHIALE A LOURDES

da Domenica (mattina) 31 Maggio a Martedì (sera) 2 Giugno

PELLEGRINAGGIO
PARROCCHIALE
A LOURDES


Viaggio A/R: con aereo speciale.

Costo: € 530 comprensivo di trasferimento in bus privato per e dall’aeroporto, volo, soggiorno in hotel 3 stelle, pranzi e cene.

Adesione: da Sabato 17 gennaio a Mercoledì 11 Febbraio dopo le Ss. Messe, versando una caparra di € 150.

Saldo: dovrà essere versato entro la fine del mese di Aprile.

Per ulteriori informazioni rivolgersi a Laura Brusati Vecchio, tel. 02 8260820 o cell. 335 8081322.

BONUS FAMIGLIA

Si informa che nei giorni di Mercoledì 14 e 28 gennaio 2009 dalle ore 15,30 alle ore 18,00, presso il Centro Parrocchiale, sarà attivo il Servizio di aiuto alla compilazione del BONUS FAMIGLIA