19 febbraio 2010

“Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e grande nell’amore”

Carissime famiglie di San Barnaba,
anche quest’anno la Chiesa ci rivolge l’appello ad entrare con Gesù nel “deserto della Quaresima”, per essere pronti a cantare l’Alleluia della vita nuova nella prossima Pasqua.
Purtroppo i mesi che stiamo vivendo sono già carichi di “deserto sociale” a causa della crisi strisciante che sentiamo di più nelle pieghe delle nostre famiglie, soprattutto delle famiglie con minori e nella vita dei giovani che fanno fatica ad avere qualche possibilità per lanciarsi nel futuro. Forse questo “tempo forte” può aiutarci a lasciarci “guidare dallo Spirito che condusse Gesù nel deserto” per riscoprire il meglio di noi e del nostro vivere.
Con quale stile scegliamo di camminare in San Barnaba? Come può essere questa nostra Quaresima?
Carissimi, facciamo diventare i prossimi “40 giorni” tempo per lasciarci convertire, trasformare e trasfigurare dalla misericordia e dal perdono di Dio per vivere riconciliati e capaci di riconciliazione.
È una fortuna per noi poter ricevere la Tenerezza perdonante di Dio, ricoprendo soprattutto il Sacramento della Riconciliazione... e ci sarà una settimana intera per scegliere di celebrarlo con fede, con amore e con calma.
Vale anche la pena di essere Comunità che vive di misericordia, accrescendo in ognuno la voglia di perdonare (sarà poi Dio a renderci capaci di farlo!) e riconciliarci tra noi per vivere una vera fraternità cristiana. Soprattutto continuando a crescere in unità e in spirito di comunione con la Parrocchia Maria Madre della Chiesa (diventeremo Comunità Pastorale nel prossimo Settembre), a conoscerci meglio facendo passi di avvicinamento, a intensificare la collaborazione.
Si tratterà anche di imparare a mostrare e a donare misericordia, perdono e riconciliazione come singoli, in famiglia e verso le altre famiglie, come Comunità verso gli altri ambienti di aggregazione del nostro territorio.
Carissimi, ma come possiamo fare ad essere disponibili alla Grazia del Signore che vuole trasformarci così?
Cerco di coniugare per la nostra Quaresima lo slogan scelto dal nostro Arcivescovo per questo Anno Pastorale: fare meno, fare meglio, fare insieme.
FACCIAMO MENO…”il troppo storpia”! (lo pensavano anche i nonni!)
È un invito a vivere “l’essenzialità del deserto”, liberandoci soprattutto dall’attivismo che ci sfianca e che “uccide” anche i più bei sentimenti del cuore (è una “pandemia milanese”… e anche di alcuni cristiani impegnati nelle Parrocchie!). È un invito a digiunare in modo coraggioso e forte: digiuno della bocca (di cibo, ma anche di parole!), digiuno delle orecchie (telefonini, ipod…), digiuno degli occhi (palmare, computer, internet, TV…), digiuno delle mani (un po’ tutti soffriamo di “shopping compulsivo”!)…
FACCIAMO MEGLIO… “convertitevi e credete al Vangelo!” (Gesù)
Verrà anche ripetuto mentre ci verranno imposte le ceneri. È un invito a convertirsi a Gesù pregando meglio in ascolto del nostro Maestro e Signore; è un invito a gustare la Domenica come “giorno del Signore” (non solo Messa!) e ad approfittare dei momenti comunitari proposti (vedi le pagine seguenti); è in invito ad essere mariti/mogli/figli/genitori più amorevoli in famiglia; è un invito ad esercitare la propria professione in modo onesto e attivo, ad essere cittadini responsabili e decisi a migliorare il bene comune (saremo chiamati anche a votare).
FACCIAMO INSIEME… “sopra di tutto ci sia la carità” (san Paolo).
È l’invito più forte: fare insieme a Dio e secondo la sua volontà, unirsi alla Chiesa vivendo come Comunità “riconciliata e riconciliante”, essendo più presenti e attivi nella propria famiglia, più operosi verso il “prossimo” sia quello che ci chiede aiuto sia quello di cui noi ci facciamo vicino, senza dimenticare anche i nostri fratelli di Haiti a cui daremo una mano raccogliendo offerte per iniziative già presenti in quella martoriata penisola.
Perciò Buona Quaresima, carissime famiglie di San Barnaba.
Lasciamoci “attirare nel deserto” da Dio con disponibilità e coraggio. Già Jahwè invitava il popolo eletto d’Israele a fare questo per riscoprire la bellezza di sentirsi teneramente amati dal Lui “lento all’ira e grande nell’amore”. Tanto più sarà per noi cristiani momento di riscoperta della misericordia del Dio che si è manifestato e mostrato nel Crocifisso Gesù.
Fraternamente,
don Giorgio