29 maggio 2010

FESTA “SCONFINATA”

Carissimi fratelli e sorelle in Cristo Gesù,
con cui ho condiviso la fede in Gesù Cristo in questi anni, vi saluto con affetto nell’imminenza della nostra Festa Patronale che vogliamo vivere con gioia piena.
Quella di quest’anno è certamente una Festa Patronale particolare, che ci chiede di allargare gli orizzonti, perché è alle porte la nascita della Comunità Pastorale (a settembre) che porterà come conseguenza l’arrivo di don Marcellino come nuovo Parroco (anche di Maria Madre della Chiesa) e la mia partenza da Milano.
Non c’è da temere: questa non sarà l’ultima Festa Patronale, perché la Parrocchia (in quanto ente, istituzione) continuerà ad esistere, ci sarà sempre una Comunità cristiana che continuerà a mettersi in ascolto della Parola di Gesù, a celebrare l’Eucarestia, a impegnarsi con la solita generosità … Certo, tutto avrà uno stile di comunione intensa con la Parrocchia di Maria Madre della Chiesa, ma la dimensione “particolare” rimarrà.
Sicuramente la presenza di don Marcellino come unico Parroco di entrambe le Parrocchie farà assumere modalità più comunitarie, ma ci sarà sempre l’attenzione a valorizzare le “diversità” che diventano ricchezza condivisa e non confronto o contrapposizione.
Proprio queste novità richiedono di guardare con occhi aperti e nuovi la realtà e di andare OLTRE I CONFINI, come suggerisce il motto della Festa Patronale che vivremo quest’anno. In questo slogan è racchiusa una chiamata del Signore che tocca diversi aspetti.
Se ci mettiamo davanti a Dio, questa chiamata appare in tutta la sua forma eclatante e incontrovertibile: Dio va oltre qualsiasi confine, anche quello che noi poniamo davanti a Lui, cioè il nostro peccare, il nostro rifiuto di Lui e del suo Amore. Chi può fermare la misericordia del Padre? E poi basta guardare il Crocifisso … basta conoscere lo Spirito Santo e la sua opera … basta ricordare il comando di Gesù alla sua Chiesa di “andare in tutto il mondo”…
È una chiamata ad andare oltre i confini delle due Parrocchie per diventare una nuova realtà pastorale: alcune fatiche sono già emerse in questi mesi di più intensa collaborazione e programmazione, ma l’aver preso consapevolezza di quanto è richiesto fa ben sperare per i prossimi mesi.
È una chiamata ad essere disponibili all’arrivo di don Marcellino. È naturale fare paragoni (qualcuno parla ancora di don Alberto, qualche giorno fa mi hanno chiamato “don Vittorio”…), è scontato l’attaccamento alle persone, ma è ora di andare oltre i confini del cuore per imparare ad avere relazioni affettive “forti” (forse basta la parola “cristiane”). Non è questione di insensibilità, ma di lasciarsi guidare dallo Spirito d’Amore che abbiamo ricevuto e che nella Chiesa spinge a vivere il cambiamento del Parroco come un nuovo dono e una nuova possibilità. Certamente la meditazione del Decano don Giuseppe Vegezzi (Giovedì 3 Giugno) aiuterà a dare il giusto risalto alla presenza e all’opera del prete in una Comunità Cristiana, ma servirà anche la Messa in suffragio di don Alberto e Mons. Marelli (4 Giugno)
È una chiamata ad andare con fiducia nel Signore Gesù e nel suo Spirito oltre i confini che prima di tutto sono dentro di noi, nel nostro cuore. Siamo noi che stabiliamo i confini, magari profittando di monti, fiumi, strade o costruendo barriere e fossati. Ci è chiesto innanzitutto di non credere alla “forza” (o paura?) che spinge a creare lontananze e a estirpare la radice delle divisioni. Perché se scendiamo nel profondo del nostro cuore scopriamo, in verità, l’assenza dei confini ed emerge una fondamentale uguaglianza tra tutti, a qualsiasi “parrocchia” (condizione sociale, religiosa, culturale, religiosa …) si appartenga. “Non vogliamo stranieri tra noi!”… perché non esistono, perché tutti sono persone come noi e noi non vogliamo costruire confini dentro e fuori!
È una chiamata che giunge in tempi in cui “l’andazzo delle cose” spinge a rinchiuderci e a lasciarci andare ad una certa inerzia, che frena dal dedicarsi agli altri con semplicità e spontaneità. Vale la pena anche superare il confine della “freddezza” che può subentrare quando ci si rimane “inerti” davanti alla difficile situazione sociale che stiamo subendo. Sarà bello durante la nostra Festa vedere le Associazioni che “lavorano” sul territorio farsi conoscere meglio, mostrare le loro energie e mettersi in rete. Ma sarà più bello vedere tanti di noi che danno una mano per fare eccezionale questo appuntamento.
Per tutti questi motivi, ci auguriamo vicendevolmente “Buona festa”.
don Giorgio

Prete che viene, prete che va

La Comunità Pastorale tra le Parrocchie di San Barnaba in Gratosoglio e Maria Madre della Chiesa comporta anche la nomina di un nuovo Parroco.
Nell’incontro dei Consigli Pastorali delle due Parrocchie di Sabato 29 Maggio 2010 il Decano ha annunciato che l’Arcivescovo ha scelto come nuovo Parroco
DON MARCELLINO BRIVIO.

Nasce a Lecco l’11 Giugno 1951 e vive a Imbersago (Lecco). Viene ordinato sacerdote il 12 Giugno 1976.
È Vicario Parrocchiale a Milano: prima nella Parrocchia S. Maria del Buon Consiglio (zona Affori) (1976-1981), in seguito nella Parrocchia S. Francesco di Sales (Porta Romana) (1981 al 1990)
Nel 1990 diventa Vicario nella parrocchia di S. Eusebio a Cinisello Balsamo, divenendone poi Parroco (1992 -1999): è Assistente della Gioventù Operaia Cristiana (1992-1995) e Decano di “Cinisello Balsamo” (1995 - 1999).
Nel 1999 si dedica alla Comunità di S. Margherita alla Cornaggia, e alle frazioni Robecco e Bettola (Cinisello Balsamo).
Nominato Cappellano del Carcere di Opera nel 2001, diviene anche Parroco a S. Maria Assunta in Quintosole. Dal 2009 è anche Decano del Decanato “Vigentino”.

Don Marcellino sarà presente in Parrocchia definitivamente nel mese di Settembre e risiederà nella casa parrocchiale di Maria Madre della Chiesa in via Saponaro 28. Nelle prossime settimane inizierà a incontrare diverse realtà delle due Parrocchie.

Don Giorgio è stato nominato Parroco a Solaro (vicino a Saronno) nella Parrocchia SS. Quirico e Giulitta. Anche lui raggiungerà la sua nuova destinazione pastorale nel mese di Settembre.

... occorrono molte braccia e mani

Per far riuscire bene la festa di San Barnaba, occorrono molte braccia e mani.

Per questo, dopo le Ss. Messe di Sabato 29 e Domenica 30 maggio, in fondo alla Chiesa alcuni incaricati raccoglieranno le adesioni di volontari per l’effettuazione delle operazioni elencate nella sottostante locandina

Per palati sopraffini


Domenica 6 GIUGNO dalle ore 18,00 in Oratorio
MOSTRA E DEGUSTAZIONE di specialità di tutto il mondo.

Puoi essere anche tu protagonista di questa eccezionale iniziativa: prepara la tua specialità e portala in Oratorio. Consegna la tua prelibatezza, allegando la ricetta, domenica 6 giugno alle ore 16,30 direttamente allo stand. Fai uscire dalla tua cucina tutta la tua bravura: torte, biscotti, pizze, focacce del “tuo paese”

Oltre i confini … per palati sopraffini

RITIRO SPIRITUALE DEGLI ADULTI AD ALBINO (BG)

presso l’Istituto dei padri dehoniani
Sabato e Domenica 11 e 12 settembre 2010
Quota di partecipazione individuale: € 55,00 (comprensiva di sistemazione in camera con servizi e trattamento di pensione completa)

Appuntamenti da Domenica 30 maggio 2010

DOMENICA 30 maggio
«SS. TRINITÀ»
Lettura del libro della Genesi (18,1-10a)
Prima lettera di san. Paolo apostolo ai Corinzi (12,2-6)
Lettura del Vangelo secondo Giovanni (14,21-26)
ore 10,30 in Chiesa: durante la S. Messa: Riti di introduzione al Sacramento del Battesimo.
Dopo la S. Messa i Preadolescenti e gli Adolescenti fanno visita agli anziani.

Lunedì 31 maggio «Visitazione della Beata Vergine Maria»
ore 21,00 presso il Centro Parrocchiale: Incontro degli Animatori dell’Oratorio Estivo.

Giovedì 3 giugno «SS. CORPO E SANGUE DI CRISTO»
ore 21,00 in Chiesa: Incontro con don Giuseppe Vegezzi su “Sacerdozio Ministeriale ordinato e laicale”.

Venerdì 4 giugno
«Beato padre Francesco Pianzola, sacerdote»
ore 21,00 in chiesa

Eucarestia in suffragio di: don Alberto NORDI, mons. Giacomo MARELLI e dei nostri cari Defunti (Per questo motivo non viene celebrata la S. Messa delle ore 18,00)

Sabato 5 giugno
(vedi Programma della Festa Patronale)

DOMENICA 6 giugno
Festa Patronale di
«S. BARNABA APOSTOLO»
(vedi Programma della Festa Patronale)
Lettura degli Atti degli Apostolo (11,1-26;13,1-3)
Lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi (1,23b-29)
Lettura del Vangelo secondo Matteo (10,7-10)
La s. Messa delle ore 18,00 è soppressa

Mercoledì 9 giugno
ore 15,30 presso il Centro Parrocchiale: Servizio di assistenza e aiuto alla compilazione del Modello UNICO 2010.
ore 21,00 presso il Centro Parrocchiale: Riunione dei Consigli d’Oratorio della Comunità Pastorale.

Venerdì 11 giugno «Sacratissimo cuore di Gesù»
ore 21,00 in Chiesa: Vesperi solenni di San Barnaba.

Domenica 13 giugno
«III DOMENICA DOPO PENTECOSTE»
Lettura del libro della Genesi (3,1-20)
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani (5,18-21)
Lettura del Vangelo secondo Matteo (1,20b-24b)

A partire da questa Domenica, la s. Messa delle ore 8,30 è soppressa
ore 15,30 in Chiesa: Celebrazione del Sacramento del Battesimo.

Giovedì 17 giugno
ore 19,30 presso il Centro Parrocchiale: Incontro di fine anno della Catechesi degli Adulti (over 50). Seguirà un momento conviviale.

Domenica 20 giugno
«IV DOMENICA DOPO PENTECOSTE»
Lettura del libro della Genesi (4,1-16)
Lettera agli Ebrei (11,1-6)
Lettura del Vangelo secondo Matteo (5,21-24)

ORATORIO ESTIVO 2010

dal 14 giugno al 2 luglio (3 settimane).

ORARI:
7,30/8,00: apertura e accoglienza;
ore 9,00: (circa) inizio delle attività con la preghiera; alle 9,20 chiusura del cancello;
ore 12,00: termine delle attività del mattino e apertura del cancello.
C'è la possibilità, per chi ne abbia reale necessità, di mangiare al centro parrocchiale acquistando in Oratorio i buoni da € 5,00. (primo, secondo e contorno preparati da una ditta specializzata).

ore 14,30: inizio delle attività pomeridiane;
ore 16,30: merenda e preghiera serale;
ore 17,00 termine della giornata.

Età minima: 7 anni (dopo la prima elementare).

Quota di partecipazione:
€ 15,00 per l’iscrizione
più € 10,00 alla settimana (materiale, merenda e assicurazione).
Le iscrizioni si ricevono in Oratorio Domenica 30 maggio dalle ore 16,00 in poi, e dal Lunedì al Giovedì dalle 17 alle 18,30 e al Centro Parrocchiale il Mercoledì e il Venerdì dalle 10,30 alle 12,30.
Si iscrivono i ragazzi appartenenti alla Comunità parrocchiale, quindi anche i non residenti che però frequentano il Cammino di Iniziazione Cristiana o del postcresima (preadolescenti) nella nostra Parrocchia.
Le persone appartenenti ad altre comunità parrocchiali si potranno iscrivere solo in caso di vera necessità.
Quest’anno avremo la presenza di un Educatore professionale che seguirà gli Animatori.

Un’Estate “Sottosopra”

L’esperienza educativa dell’oratorio di quest’anno parte dal tema della terra. La scelta, condivisa con tutte le diocesi di Lombardia, vorrebbe essere quasi il naturale completamento del tema dell’anno scorso, andando così a costituire un dittico richiamato anche nel sottotitolo biblico “come in cielo così in terra”.
La scrittura esordisce così: “In principio Dio creò il cielo e la terra” (Gn 1,1), quasi a dirne legame e intrinseca unità. Non c’è distanza tra cielo e terra, ma prossimità e continuità. Del resto nell’incarnazione Dio viene sulla terra per aprire agli uomini la strada del cielo. Non solo dunque il tema di quest’anno non è in contraddizione o in contrapposizione con quello dell’anno scorso, ma ne riprende alcuni tratti centrali a a partire da un altro punto di vista.

La terra è il luogo dove si svolge la vita degli uomini e si dispiega la storia dell’umanità. Sulla terra Dio viene incontro all’uomo, si manifesta in pienezza dell’incarnazione di Gesù che percorre le strade del mondo. Il tema scelto si presenta perciò volutamente come ampio contenitore all’interno del quale poter rinvenire una ricalibratura a partire dalle proprie necessità.

Mi sembra giusto però indicare alcune grandi linee tematiche che emergono un po’ in tutto il progetto in riferimento all’icona dei discepoli di Emmaus (Luca 24,13-35) che farà da sfondo a tutta la proposta.

La terra indica anzitutto il tema del cammino dell’uomo sulla sua superficie. Camminare vuol dire crescere ma anche conoscere chi ci sta accanto e anche ciò che ci sta intorno, imparando ad abitare la complessità; tutto ciò significa concretamente allargare lo sguardo delle nostre esperienze e relazioni. Il cammino, per noi cristiani, si configura sempre come un pellegrinaggio con una direzione e una meta precisa. Questo sostiene la fatica e dona nuovo slancio ai nostri passi stanchi, così come è avvenuto per i discepoli di Emmaus incontrando il Signore Gesù risorto, proprio lungo la strada, mentre camminavano: “Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro” (Luca 24,15).

Oltre al cammino in superficie, la terra richiama fortemente il tema della profondità. Parlando della terra non vorremmo solo restare sulla superficie ma anche scendere in profondità. La terra è anche ciò che non si vede del nostro pianeta ma che spesso costituisce una grande ricchezza per l’umanità, come l’acqua che beviamo, la cui purezza dipende molto dalla profondità della falda. Andare in profondità significa dunque imparare a scavare dentro noi stessi e sforzarci di elaborare un giudizio serio sulla realtà che ci circonda impegnandoci a capire e a pensare, così come hanno fatto i discepoli di Emmaus, discutendo prima tra loro “conversavano tra di loro di tutto quello che era accaduto” (Luca 24,14) e poi con Gesù.

Infine “Sottosopra”, è un richiamo alla conversione, alla capacità di mettersi in discussione e di lasciarsi scuotere dalla Parola di Dio, capovolgento il nostro modo di pensare e di agire, nella convinzione che prima ancora di essere noi a fare il cammino è il cammino stesso che fa noi. il Vangelo, molto spesso, ribalta le nostre convinzioni e ci chiede di essere disponibili a guardare noi stessi, gli altri e la realtà secondo una logica non semplicemente nuova ma addirittura ribaltata rispetto al punto di partenza. Un po’ come è avvenuto per i discepoli di Emmaus che “partirono senza indugio e feceriìo ritorno a Gerusalemme” (Luca 24,33).

Così ci prepariamo a vivere questa estate “Sottosopra” chiedendo al Signore di sostenere sempre in ciascuno di noi il desiderio del cammino, dell’andare in profondità e della conversione , affinché si compia sempre più in noi la sua volontà “come in cielo, così in terra”.

don Samuele Marelli
(direttore della Fondazione Oratori Milanesi)

CAMPI ESTIVI 2010

a BONNE VALGRISENCHE (AO)

Preadolescenti (medie inferiori) dal 5 al 12 luglio

Adolescenti e Giovanissimi (medie superiori) dal 12 al 19 luglio

Grazie

In occasione della celebrazione dei Sacramenti della Confermazione e dell’Eucaristia i ragazzi e i loro famigliari hanno donato la somma di € 600 a favore della Comunità Cenacolo.

"Dio ama chi dona con gioia!"

A voi ragazzi del CIC4 della parrocchia di S.Barnaba in Gratosoglio e alle vostre famiglie il nostro GRAZIE per esservi fatti "Provvidenza" e per aver sostenuto le iniziative della Comunità Cenacolo

Vi ringraziamo di vero cuore per la fiducia nella nostra missione: con la vostra generosità ci date la possibilità di continuare ad amare, servire ed accogliere la Vita!
La Madonna vi ricompensi e vi dia pace!

Un forte abbraccio da tutta la famiglia peruviana

COMUNIONE PER LA MISSIONE

Carta di COMUNIONE PER LA MISSIONE
del Decanato Navigli - Milano

Dalla riflessione nata dal lavoro di tre gruppi di laici corrispondenti alle tre aree omogenee, dalla discussione fatta nell’assemblea del clero decanale e da una ulteriore ripresa da parte del Consiglio Pastorale Decanale, sono stati individuati i tre seguenti punti che tutte le Parrocchie del decanto Navigli si impegnano ad osservare:
1. Lavorare insieme
Favorire nelle nostre comunità un atteggiamento concretamente comunionale e missionario
Migliorare l’attenzione missionaria anche nei confronti di chi non ha “familiarità” con la vita comunitaria
Favorire tutte le occasioni di lavoro insieme, tra parrocchie e tra aree omogenee.
Le parrocchie dovranno lavorare avendo come orizzonte quello di essere future comunità pastorali. Prepararsi al passaggio da Area Omogenea a Comunità Pastorale
Collaborazione tra sacerdoti e consacrate
2. Spunti operativi: “seguire, sviluppare, potenziare”
Valorizzare ciò che già esiste nelle nostre comunità (ad esempio la Pastorale Giovanile, la preparazione alla Cresima per gli adulti, la Caritas, il Centro d’Ascolto)
Progettare una pastorale particolare per i numerosi universitari presenti nel nostro Decanato (IULM, Bocconi), coinvolgendo anche il Cappellano dell’Università
Rilanciare la pastorale pre- e post-battesimale, attraverso un’attività congiunta tra le parrocchie
Costruire e sostenere la Commissione Famiglia decanale

3. Consiglio Pastorale Decanale
a. Valorizzazione dell’attività del Consiglio, luogo di
Discernimento pastorale
Indirizzo per le attività del decanato
Sostegno alle realtà presenti

Gli strumenti per raggiungere gli obiettivi prefissati andranno individuati tenendo conto delle caratteristiche delle singole parrocchie. Le occasioni più importanti per una catechesi autorevole e capillare sono quelle offerte dai momenti liturgici. Andrà quindi prestata grande attenzione alla “qualità” delle nostre celebrazioni, favorendo, anche su questo tema, tutte le possibilità di aggregazione.

Milano, 15 maggio 2010

ULTIMISSIME DAL KENIA

25 maggio 2010

Ciao, è veramente tanto che non ci si sente!

Passato il periodo impegnativo di Quaresima e Pasqua, è partito per le sue vacanze don Luciano, il prete italiano che vive con me e sembra sempre esserci qualcosa più urgente che pensare alla corrispondenza … porta pazienza!

Mi pare il Padre mi stia indicando anche il perché della mia venuta qui, (anche se vado piano, non vorrei che fosse semplicemente il mio desiderio di capire che mi fa prendere lucciole per lanterne...).
Sicuramente comunque c’è un grande bisogno di una catechesi sulla fede, ma (mi sembra) in modo particolare sul matrimonio, minacciato da una serie infinite di costumi pagani che distruggono più che manifestare l’immagine di Dio espressa sin “dal principio” nella comunione tra uomo e donna. In questi ultimi giorni rileggere le catechesi su questo argomento di Giovanni Paolo II e una serie impressionante di “incontri” (coppie che vengono a parlare, “matrimoni precoci”, un incontro con i giovani, ...) mi stanno richiamando l’attenzione su questo fatto: un segno? E il ricordo delle tante coppie cristiane che mi hanno reso partecipe delle meraviglie\difficoltà\tentazioni\passaggi del loro amore mi indica che forse questa è la strada su cui il Padre mi chiama a camminare.
Ricordami nella preghiera perché capisca meglio. Mi sento un po’ un asino mezzo cieco a cui il Padre cerca di far capire la direzione tirando, spingendo e qualche volta mollandomi una bastonata, come si meritano ’sti animali testardi.

Un bella novità è stato l’arrivo della stagione delle piogge, che quest’anno è arrivata giusta e sta facendo bene. È incredibile come l’ambiente attorno sia cambiato completamente, e l’incanto di una natura meravigliosa che rifiorisce. In realtà quello che avevo sotto gli occhi prima era il frutto di quasi due anni di siccità, inusuale qui. Anche il clima “morale” tra la gente è cambiato, tutti sono più sereni, allegri: la pioggia è proprio una benedizione.

Christopher, il prete indiano arrivato un anno fa circa, è tornato in India e non si sa bene se e quando tornerà: un po’ qualche complicazione nella sua famiglia di origine, un po’ non è riuscito ad inserirsi qui. Ora aspettiamo che i superiori decidano il da farsi.
Essere in tre aiutava molto, non solo la vita comunitaria e la preghiera ma anche il lavoro. Permettendoci di prenderci qualche break senza troppi rimorsi. Da quando Luciano è partito per le vacanze ho smesso anche le mie sporadiche visite alle comunità di Nairobi: troppo complicato, ma si tratta di una interruzione (... spero!) momentanea.

Con la lingua faccio passettini da nano, soprattutto in questi ultimo periodo, ma man mano che crescono le relazioni con le persone qui, crescono anche le occasioni di usarla e in qualche maniera miglioro. Ma il cammino è ancora molto lungo.

Non passa giorno che non mi renda conto di quanto poco capisca e sappia ... magari la necessità di continuare ad imparare mi terrà giovane, di sicuro non mi migliora la memoria!
Una benedizione/impegno sono anche il gran numero di persone che passa di qui, un sostegno e un lavoro, ma mi sembra che anche questa è una delle forme di accoglienza che il Padre ci chiama a fare. In realtà sta passando un po’ di tutto: gli itineranti del Cammino, medici in transito verso gli ospedali dei camilliani sul lago Vittoria, volontari e ... tutto il resto di strani personaggi che girano su questo strano continente. Alcuni sono proprio belli, altri ci fanno crescere in pazienza, in tutti c’è un pezzo di Dio che si manifesta.

Un altro bel dono è stato il tempo: il regalo delle serate. Qui alle sei tutto chiude, per cui resta un lungo tempo per pregare e leggere, per stare insieme e parlare, ... qualcuno potrebbe suggerire anche per rispondere alle mail, ... non è una brutta idea.

Il Signore ti strabenedica, a presto.

Il Signore che conosce i desideri dei cuori e li compie aprirà la strada per ritrovarsi.

don Renato

14 maggio 2010

festa patronale 2010

LA “POTATURA” DELLA MESSA DELLE ORE 8.30


Una scelta sofferta
Ormai tutti sappiamo che nel prossimo Mese di Settembre partirà la Comunità Pastorale tra San Barnaba e Maria Madre della Chiesa. Questo è un evento che comporterà diverse novità.

Ci sarà un nuovo Parroco, che sarà Parroco di entrambe le Parrocchie e abiterà nella casa parrocchiale accanto alla Parrocchie di Maria Madre della Chiesa; don Giuseppe rimarrà nella sua casa e continuerà a svolgere il suo compito di responsabile della Pastorale Giovanile dei due Oratori; si sta valutando l’ipotesi dell’assegnazione di un altro prete.
In due anni le due Parrocchie passeranno da 6 preti (più il prete del Centro Vismara) a 2 (forse 3) preti (più don Santino del Centro Vismara).
Questa situazione inciderà soprattutto sulle celebrazioni eucaristiche sia della Domenica, sia dei giorni feriali. In particolare non sarà più possibile nelle due Parrocchie che le Messe festive siano ad una sola ora di distanza l’una dall’altra, perché potrebbe succedere che il prete deve andare da una chiesa all’altra. Ciò impone perciò una diminuzione del numero delle Messe festive.
In questi mesi questa situazione è stata valutata dai Consigli Pastorali di entrambe le Parrocchie e si è convenuto di togliere la Messa cui partecipano meno fedeli.

Per questo motivo a partire da Domenica 13 Giugno (dopo la Festa Patronale di San Barnaba) a San Barnaba non ci sarà più l’Eucarestia delle ore 8.30, mentre a Maria Madre della Chiesa non ci sarà più quella delle ore 18.00.
Nella futura Comunità Pastorale ci saranno:
in entrambe le Parrocchie le 2 Messe del sabato sera;
a San Barnaba quella delle ore 10.30 e quella delle ore 18.00;
a Maria Madre della Chiesa rimarranno quelle delle ore 9.00 e 11.00.

Questa è sicuramente una scelta sofferta, che comporterà disagi per coloro che frequentano le Messe nei due orari, ma aumenterà le Messe a disposizione dei fedeli delle due Parrocchie.
Certamente ciò richiederà una più stretta comunione e collaborazione, poiché potrà succedere che all’Eucarestia siano presenti fedeli dell’una e dell’altra Parrocchia; si richiederà che l’Animazione liturgica sia simile per evitare che le differenze scoraggino; ci sarà maggior disponibilità di Ministri Liturgici e maggior possibilità per fare gesti che accrescano la “qualità celebrativa” dell’Assemblea.
Già alcuni anni fa il Card. Martini lanciando lo slogan: “meno messe, più Messa” spingeva a rendere più belle le Celebrazioni Eucaristiche, a migliorare la “qualità celebrativa” delle nostre Assemblee Eucaristiche … ora ci tocca prenderlo in parola!
A dir la verità c’è già un precedente: in San Barnaba l’unificazione della Messa delle ore 10.00 con quella delle ore 11.30 (alla riapertura della chiesa dopo i lavori) ha prodotto un più festoso modo di vivere la celebrazione.
La stessa cosa potrebbe avvenire anche ora!
Questa “potatura” avverrà a partire da Domenica 13 Giugno 2010 … potrebbe succedere che già in quella data vediamo un nuovo segno della Comunità Pastorale che nascerà.

Appuntamenti da Domenica 16 maggio 2010

ASCENSIONE DEL SIGNORE»
Lettura degli Atti degli Apostoli (1,6-13A)
Lettera di s. Paolo apostolo agli Efesini (4,7-13)
Vangelo secondo Luca (24,36b-53)

ore 10,30 in Chiesa: durante la S. Messa verranno conferiti i Sacramenti della Confermazione e dell’Eucaristia ai ragazzi del CIC4.

Lunedì 17 maggio
ore 21,00 presso il Centro Parrocchiale: Incontro degli Animatori dell’Oratorio Estivo.

Mercoledì 19 maggio
ore 15,00 presso il Centro Parrocchiale: TERZA ETÀ: Festa dei Compleanni.
ore 15,30 presso il Centro Parrocchiale: Servizio assistenza e aiuto alla compilazione dei Mod. 730 e UNICO 2010.
ore 21,00 presso la Casa Parrocchiale: Riunione del Coordinamento Liturgico.

Giovedì 20 maggio «S. Bernardino da Siena, sacerdote»
ore 21,00 presso il Centro Parrocchiale: Incontro Giovani 2.

CATECHESI PER ADULTI (Genesi 22,1-19) 4° incontro
ABRAMO I passi nella fede
gli “over 50” alle ore 19,15 presso il Centro Parrocchiale
gli “under 50” alle ore 21,00 sotto la Casa Parrocchiale

Venerdì 21 maggio
ore 20,30 in Oratorio: Incontro dei Pre-Adolescenti (1a,2a e 3a media).
ore 21,00 Recita del S. Rosario nei luoghi di preghiera rionali.

DOMENICA 23 maggio
«PENTECOSTE»
Lettura degli Atti degli Apostoli (2,1-11)
Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (12,1-11)
Lettura del Vangelo secondo Giovanni (14,15-20)

ore 10,30 Domenica Con gli ammalati e gli Anziani
Santa Messa con la celebrazione comunitaria del Sacramento dell’Unzione degli Infermi
Gli interessati sono invitati a dare il proprio nominativo in fondo alla chiesa, come pure i volontari che intendono prestare il servizio di trasporto

alle ore 15.30 in Chiesa, sono invitati tutti i bambini, con i loro genitori, battezzati tra il 2002 e il 2009. Dopo la celebrazione seguirà un momento di festa con merenda in Oratorio.
P.S.: Se conoscete altre famiglie della parrocchia con figli battezzati tra l’anno 2002 e il 2009 ai quali non è arrivata questa comunicazione, INVITATELI!

Lunedì 24 maggio «S. Gregorio VII, papa»
ore 21,00 presso il Salone-Teatro: Incontro decanale degli Animatori dell’Oratorio Estivo.

Mercoledì 26 maggio «S. Filippo Neri, sacerdote»
ore 15,30 presso il Centro Parrocchiale: Servizio assistenza e aiuto alla compilazione dei Mod. 730 e UNICO 2010.
ore 21,00 presso il Centro Parrocchiale: Incontro di Formazione dei Ministri Liturgici.

GITA-PELLEGRINAGGIO
al Santuario della Madonna dell’Aiuto a Bobbio
PROGRAMMA
Ore 7,45: Ritrovo davanti alla Chiesa
Ore 8,00: Partenza per Bobbio
Ore 10,30: S. Messa presso il Santuario della Madonna dell’Aiuto. Al termine visita del Duomo e dell’Abbazia.
Ore 12,30: Pranzo presso il “Ristorante Piacentino” di Bobbio.
Ore 16,00: Partenza per Gargnano Trebbiense. Al Santuario della Beata Vergine del Pilastro: recita del S. Rosario.
Il rientro a Milano è previsto per le ore 20,00.
La quota di partecipazione di € 43,00. Le iscrizioni si ricevono presso il Centro Parrocchiale al Mercoledì dalle ore 15 alle ore 18 e in fondo alla chiesa.

Venerdì 28 maggio
ore 21,00 in Chiesa: Celebrazione conclusiva del Mese Mariano, partendo dai Rioni. Sono in particolar modo invitati tutti coloro che hanno partecipato lo scorso anno al Pellegrinaggio a Lourdes.

Sabato 29 maggio
ORE 9,15 PRESSO LA PARROCCHIA MARIA MADRE DELLA CHIESA: RIUNIONE DEI 2 CONSIGLI PASTORALI PARROCCHIALI.
ore 19,30 in Oratorio: Preghiera comune di tutti i Pre-Adolescenti con i loro genitori. Seguirà la cena comunitaria.

DOMENICA 30 maggio
«SS. TRINITÀ»
Lettura del libro della Genesi (18,1-10a)
Prima lettera di san. Paolo apostolo ai Corinzi (12,2-6)
Lettura del Vangelo secondo Giovanni (14,21-26)

ore 10,30 in Chiesa: durante la S. Messa: Riti di introduzione al Sacramento del Battesimo.
Dopo la S. Messa Pre-Adolescenti ed Adolescenti faranno visita agli anziani.

MESE DI MAGGIO

Maria prega con noi per tutti i sacerdoti

Programma delle celebrazioni mariane
Tutte le sere, a partire dal 3 maggio, - dal Lunedì al Giovedì - alle ore 21,00 in Chiesa: Recita del S. Rosario.
Al Venerdì - alle ore 21,00 - ci sarà la preghiera nei punti del quartiere elencati in calce secondo il seguente calendario:
Venerdì 21 maggio: «Misteri del dolore»
Maria aiuto di chi soffre
Venerdì 28 maggio: Celebrazione conclusiva in chiesa, animata dai partecipanti al Pellegrinaggio a Lourdes dell’anno scorso.

LUOGHI DEGLI INCONTRI
(durante i quali si raccoglieranno offerte a favore dell’AVSI
per i terremotati di Haiti)

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CATECHESI PER ADULTI Terzo incontro (Genesi 18,1-33)

ABRAMO
I passi nella fede

Giovedì 22 aprile presso il Centro Parrocchiale si è tenuto il terzo incontro di Catechesi degli “over 50”. Riportiamo, qui di seguito, il testo della relazione introduttiva.

ABRAMO
ISACCO, ISMAELE E LA BENEDIZINE DI DIO
Il Signore visitò Sara

Il testo del capitolo 21 introduce una grande svolta: la promessa divina della discendenza si adempie. Sara è visitata dal Signore della vita, che dona a lei sterile e a suo marito vecchio, un figlio: Isacco. "Allora Sara disse: motivo di lieto riso mi ha dato Dio".
Al ridere incredulo di Sara e Abramo di cui abbiamo letto nei capitoli 17 e 18, si sostituisce ora il riso di "Jahwè", cioè Isacco, espressione del "sorriso" del Signore che ha mantenuto e attuato la sua promessa.
E' una sottolineatura forte che l'autore vuole dare a questo figlio, è la buona notizia che viene portata ad Abramo.
Lasciamoci prendere dal fascino delle immagini, il fascino di questi due anziani, immusoniti e tristi perchè non hanno avuto quello che attendevano con tutte le forze e ad un certo momento la loro vecchiaia fiorisce e tornano a sorridere. E' l'immagine della visita di Dio, l'immagine simbolica della potenza di Dio che crea il sorriso.

Abramo chiama Isacco il figlio che era nato
Isacco cresce e giunge all'età dello svezzamento. Nell'antico Israele i bambini venivano svezzati intorno ai tre anni e questa data offriva un'occasione per una grande festa per la famiglia e per il clan.
Si festeggiava in effetti uno scampato pericolo per il piccolo che, data l'alta percentuale di mortalità infantile, superava la fase più pericolosa e aveva più probabilità di sopravvivere. Ma ciò comportava che da quel momento in poi il bambino era anche un soggetto giuridico e quindi in diritto di ereditare.

Scaccia questa schiava e suo figlio
A questa gioia e a questa festa il narratore contrappone ora una situazione di screzio.
Adesso che è nato Isacco, il figlio nel quale si realizzeranno tutte le promesse di Dio, sembra che Ismaele, il figlio della schiava Agar, non serva più, anzi costituisca un problema.
Egli non fa parte del progetto originale di Dio, ma è stato introdotto in esso da una "umana manomissione" di Sara ed Abramo.
Va ricordato che secondo il diritto mesopotamico, una sposa sterile poteva dare a suo marito una schiava per moglie e riconoscere come suoi i figli nati da questa unione.
" Sara vide che il figlio di Agar l'Egiziana, quello che lei aveva partorito ad Abramo, scherzava con il figlio Isacco".
Attraverso gli occhi malevoli di Sara notiamo che Isacco è il figlio, mentre Ismaele perde il suo nome, è privato della qualifica di figlio e declassato al livello di figlio della schiava.
E' trasparente il timore di Sara: se non viene preso qualche provvedimento drastico, fra qualche anno , quando i due ragazzi saranno cresciuti, Ismaele sarà considerato il figlio primogenito, quello che erediterà ed avrà potere e ricchezze, mentre Isacco non avrà nulla.
E' necessario convincere Abramo: "Scaccia questa schiava e suo figlio, perché il figlio di questa schiava non deve essere erede con mio figlio Isacco!"
Abramo non vorrebbe cacciarlo, perché Ismaele è suo figlio e ama anche lui, ma prende la decisione di allontanare Agar dopo aver sentito la voce di Dio " Non sembri male ai tuoi occhi questo ...ascolta la voce di Sara..."
Potrebbe sembrare facile condannare Sara perchè istigatrice del male ed Abramo perchè debole ed esecutore del male e forse difficile accettare questa parola di Dio, ma Dio rivela ad Abramo che l'atteggiamento ostile di Sara non gli impedisce di realizzare il disegno di salvezza:" Io farò diventare una nazione anche il figlio della schiava"

Va notato che la Bibbia non cerca di ingannarci su Abramo, facendolo sembrare "perfetto". Abramo, pur essendoci proposto come un "gigante della fede", rimane un povero uomo, debole e peccatore. Come tutti i grandi dell'Antico e del Nuovo Testamento, non è senza macchia, ma può essere riconosciuto come uno di noi, bisognosi del perdono di Dio.
E di errori il nostro patriarca Abramo in compagnia della sua donna Sara ne ha compiuti anche altri, in gran parte ascrivibili alla coscienza etica del tempo. Ricordiamo ad esempio l'episodio avvenuto in Egitto in cui egli, un po' per paura e un po' per convenienza, offre sua moglie al Faraone facendola passare per sua sorella.
Episodio che si ripete con Abimelech, re di Gerar."

Ma Dio ha una infinita capacità di perdonare gli errori dell'uomo e di integrarli nel suo mirabile progetto. Partendo da questi errori Dio è capace di trarre qualcosa di grande.

Alzati, prendi il fanciullo e tienilo per mano perché io ne farò una grande nazione
A questo punto del racconto emerge la figura di Agar.
Abbandonata nel deserto, Agar è la derelitta che Sara scaccia, che Abramo lascia partire senza ripensamenti e che Dio stesso sembra avere abbandonato.
Nel deserto Agar vaga disperata con suo figlio, un fanciullo e tutti e due morirebbero senza l'intervento di Dio.
.
Ma il Dio di Agar è un Dio che va anche nei deserti, che prende le parti degli oppressi, un Dio che ascolta, che vede, che interviene. Egli invita la donna a "non temere" perchè ha ancora un compito grande nella vita: insegnare al figlio a camminare nel mondo. Agar si rialza e si mette in cerca dell'acqua di cui ora lei percepisce la presenza: il Dio che rimette in piedi indica che un'altra ripresa del cammino è possibile.
Agar, vittima dell'oppressione, ci riporta alla mente le troppo numerose vittime dell'intolleraza e del rifiuto delle diversità. Messa al margine, respinta,abbandonata, Agar è sostenuta dalla promessa che accompagna il bambino e nel momento più cruciale della prova fa l'incontro con Dio.

La figura di Agar ci lancia una sfida: quella di confidare in un Dio benevolo e liberatore il quale, al di la di ciò che tutti noi pretendiamo di dire in suo nome, salva dal timore, dalla vergogna e dalla disperazione, un Dio che riporta in essere la dignità e che dice ad ognuno di noi "io ti conosco per nome".

Dio fu con il fanciullo, che crebbe e abitò nel deserto
La tensione è finita, il ragazzo e la madre sono salvi ed incomincia per loro la vita di nomadi. Nel Paran, il deserto meridionale che conduce alla penisola del Sinai, Ismaele cresce vigoroso e battagliero: in mano ha l'arco con il quale va a caccia e si difende. In Ismaele si vede l'antenato degli uomini del deserto, gli Ismaeliti.
E' un invito a guardare a tutti i popoli come a fratelli benedetti da Dio.
Nella tradizione musulmana Ismaele ha una funzione di primo piano come antenato delle tribù arabe. Nella letteratura si parla della cacciata di Agar e Ismaele come di un fatto provvidenziale voluto da Dio.

San Paolo
Questo episodio come altri dell'Antico Testamento, viene presentato da S. Paolo come una preparazione alla venuta di Gesù, per dimostrare che la storia della salvezza dal'inizio dei tempi non si è mai interrotta.
In particolare, nella lettera ai Galati, le due donne rappresentano le due alleanze, L'Antico e il Nuovo Testamento. Ismaele, nato secondo la carne, cioè nato con le capacità umane, rappresenta gli sforzi religiosi umani. Isacco, nato per la promessa e quindi per la gratuita generosità di Dio è il segno della nuova alleanza, dell'intervento di Gesù che regala la salvezza e chiede solo di accettarla.

Lavori in Oratorio ... non c’è più educazione

Il giorno I maggio si sono fatti i lavori in Oratorio. Erano presenti una decina di adulti, alcuni con l’aureola bianca, e pochi ragazzi: in sostanza una mezza delusione!

Ma non fatevi delle idee sbagliate: i lavori sopracitati non sono programmati per migliorare le ataviche strutture del nostro Oratorio. Da sempre questa attività è stata pensata come parte importante del cammino educativo giovanile dei nostri ragazzi, quale azione indispensabile per la loro crescita umana e cristiana.

A coloro che pensano che i tempi sono cambiati ricordo, che, in un recente convegno di educatori cattolici operanti nell’ambito scolastico è stato ribadito con forza che il lavoro, o l’azione comunitaria, sono, insieme alla testimonianza positiva dei valori umani, i pilastri indispensabili, per promuovere una vera educazione dei ragazzi negli ambiti extrafamiliari, sottolineando, inoltre, che - non sembri esagerato - queste metodiche educative sono come il Vangelo: non cambiano mai!

Arrivederci, forse, al prossimo anno,
Giorgio Compostella

ANNO SACERDOTALE

Si cerca un uomo

Si cerca per la Chiesa
un prete capace di rinascere

nello Spirito ogni giorno.


Si cerca per la Chiesa un uomo
senza paura del domani
senza paura dell’oggi
senza complessi del passato.

Si cerca per la Chiesa un uomo
che non abbia paura di cambiare

che non cambi per cambiare

che non parli per parlare.

Si cerca per la Chiesa un uomo
capace di vivere insieme agli altri
di lavorare insieme
di piangere insieme
di amare insieme
di sognare insieme.

Si cerca per la Chiesa un uomo
capace
di perdere
senza
sentirsi distrutto
di mettere in dubbio

senza perdere la fede

di portare la pace
dove c’è inquietudine
e inquietudine
dove
c’è pace.

Si cerca per la Chiesa un uomo

che sappia usare le mani
per benedire e indicare

la strada da seguire.


Si cerca per la Chiesa
un uomo
senza molti mezzi,
ma con molto da fare,
un uomo che nelle crisi
non cerchi altro lavoro,
ma come meglio lavorare.

Si cerca per la Chiesa un uomo

che trovi la sua libertà
nel vivere e nel servire
e non nel fare quello che vuole.

Si cerca per la Chiesa un uomo

che abbia nostalgia di Dio,

che abbia nostalgia della Chiesa,
nostalgia della gente,
nostalgia della povertà di Gesù,
nostalgia dell’obbedienza di Gesù.

Si cerca la per la Chiesa un uomo

che non confonda la preghiera
con le parole dette d’abitudine,
la spiritualità
col sentimentalismo,
la chiamata
con l’interesse,

il servizio
con la sistemazione.

Si cerca per la Chiesa un uomo

capace di morire per lei,
ma ancora più
capace di vivere
per la Chiesa;
un uomo capace

di diventare ministro di Cristo,

profeta di Dio,
un uomo
che parli con la sua vita.

Si cerca per la Chiesa un uomo.