22 gennaio 2016

Misericordiosi come il Padre


“La chiesa ha la missione di annunciare la misericordia di Dio, cuore pulsante del Vangelo, che per mezzo suo deve raggiungere il cuore e la mente di ogni persona”.
Queste parole di papa Francesco sintetizzano in modo chiaro l’attitudine con cui siamo invitati a vivere questo Anno Santo della Misericordia. Ma non solo. Come più volte ribadito anche dal nostro Arcivescovo Scola nella sua lettera pastorale occorre che il discepolo di Gesù si educhi al “pensiero di Cristo”, ovvero al suo stile, facendo diventare l’essere misericordiosi, come ancora il papa dice, “un programma di vita. Tanto impegnativo quanto ricco di gioia e di pace”.
Le tradizionali 4 giornate che la nostra Diocesi propone, in questo Anno Santo, sono state pensate come un esercizio concreto, uno strumento per allenarci a coltivare nella nostra vita uno stile sempre più plasmato dalla misericordia del Padre: capace di usare misericordia nei confronti degli altri, in particolare dei più deboli, dei poveri, degli ammalati.
In questo senso è chiaro il sottotitolo di questi appuntamenti, che costituiscono l’occasione per praticare alcune opere di mi-sericordia corporali e spirituali. Esse generano atteggiamenti e gesti che, vissuti con continuità, lentamente rinnovano i nostri cuori.
Le opere di misericordia prese in considerazione saranno le seguenti: alloggiare i pellegrini legata alla Giornata della solidarietà (domenica 24 gennaio); la domenica successiva (31 gennaio) celebreremo la Festa della famiglia e saremo invitati a vivere anzitutto proprio  nel contesto domestico il perdono delle offese. La prima domenica di febbraio celebreremo la Giornata per la vita: vestire gli ignudi e concluderemo con la XXIV giornata mondiale dell’ammalato: visitare gli infermi.
Per questi 4 appuntamenti saranno proposte delle iniziative celebrative, ricreative e di riflessione con lo scopo di sensibilizzare le nostre comunità alle tematiche specifiche ricordate da ognuna di queste giornate. Inoltre nelle due chiese verranno allestite delle bacheche sulle quali saranno appesi i manifesti, avvisi e proposte che riguardano le 4 giornate.
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In particolare per la domenica della Festa della Famiglia sono previsti 3 momenti nel corso della giornata a cui le nostre famiglie sono invitate a partecipare:
La celebrazione della S. Messa (ore 10.30 a SB con la presentazione dei fidanzati alla Comunità e ore 11 a MMC), al termine sarà offerto il testo di una catechesi di papa Francesco sul perdono in famiglia.
Il pranzo comunitario presso il salone dell’oratorio di MMC alle ore 12.30. Il primo piatto sarà preparato dalle volontarie della cucina; chiediamo di portare da casa il secondo e un dolce da condividere con coloro che saranno seduti vicini a tavola. Non solo: invitiamo ogni famiglia a portare anche una tovaglia in modo da compiere il gesto di apparecchiare la tavola. Un gesto che si ripete quotidianamente in tutte le nostre case e che vuole contribuire, anche in occasione del pranzo di domenica, a creare un clima di grande familiarità.
NB: Per iscriversi al pranzo - per motivi organizzativi - occorre comunicare il proprio nominativo nei rispettivi bar degli oratori entro giovedì 28. Non è chiesta nessuna quota all’iscri-zione. Ma verrà raccolta un’offerta durante il pranzo per contribuire alle spese della giornata.
Al termine del pranzo, alle 14.45, le famiglie (con tutti i propri componenti) sono invitate in chiesa a MMC per vivere un semplice momento celebrativo: “Perdonare le offese”. Prendendo spunto dall’opera di misericordia ci lasceremo guidare a regalarci il perdono reciproco in famiglia.

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La giornata per la vita del 7 febbraio sarà segnata nel venerdì precedente dalla adorazione eucaristica nel pomeriggio con una traccia di preghiera sul tema della giornata e dall’invito a sostenere le iniziative del Centro di Aiuto alla Vita della Mangiagalli (a MMC) e dell’associazione che cura ogni anno l’accoglienza dei bambini della Bielorussia (a SB).

Il Consiglio Episcopale Milanese offre...

Il Consiglio Episcopale Milanese offre ai fedeli della Diocesi ambrosiana e a tutti coloro che sono disponibili e interessati al confronto alcune indicazioni in vista delle prossime scadenze elettorali.
1. Uno stile cristiano per un confronto costruttivo Il tema della politica e della amministrazione pubblica è stato troppo a lungo censurato nei confronti interni alla comunità cristiana forse per il rischio di ca-usare divisioni e contrapposizioni. Il Consiglio Episcopale Milanese in-coraggia ora i laici a confrontarsi sulla situazione, a interpretare le problematiche di questo momento: condivide infatti la persuasione che sia possibile praticare uno stile cristiano tra coloro che hanno a cuore la vita buona in città.

“Educarsi al pensiero di Cristo” comporta maturare una mentalità che sappia vedere tutto nella luce del Signore e insieme trarre dalla fede e dagli insegnamenti della Chiesa motivazioni e criteri anche per la politica e la pubblica amministrazione. «Ci interessa conoscere e testimoniare la sapienza nuova che viene da Cristo e offrire all’uomo contemporaneo il nostro contributo per edificare la vita buona di tutti, consapevoli del bene che è l’essere insieme in una società in cui convivono per-sone portatrici di cosmovisioni diverse» (Card. A. Scola, Educarsi al pensiero di Cristo, 85). Tutti, in questo campo, dobbiamo ritrovare entusiasmo e coraggio.

2. La responsabilità di proposte Non avrà nessuna utilità la riproposizione di principi astratti e di ideologie. È doveroso per i cattolici e utile per tutti fare riferimento con competenza aggiornata e con capacità argomentativa agli insegnamenti ecclesiali, raccolti nella Dottrina Sociale della Chiesa (Compendio della dottrina sociale della Chiesa, Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, 2004) e ribaditi con al-cune particolari insistenze da Papa Francesco (Evangelii gaudium, 2013 e Laudato si’, 2015). Alcuni temi assumono nei nostri giorni un rilievo particolare: la famiglia e le problematiche antropologiche e demografiche, la povertà e le forme della solidarietà, il lavoro e le prospettive per i giovani, la libertà di educare, l’attenzione alle periferie geografiche ed esistenziali. Nell’amministrazione locale i grandi temi e le esigenze spicciole della vita quotidiana richiedono concretezza e realismo e insieme l’orizzonte ampio di una idea di città e una visione complessiva della convivenza civile, in città, in Italia, in Europa.

Quello che è certo è che, come si è constatato anche nel recente Convegno Ecclesiale di Firenze, tra i cattolici italiani ci sono persone competenti, illuminate, capaci di unire letture sintetiche e complessive con proposte concrete e locali. E dunque si facciano avanti anche a Milano e nelle terre ambrosiane! Prendano la parola, guadagnino ascolto, sia-no presenze stimolanti e costruttive per tutta la comunità cristiana, non solo in confronti “privati” o in contesto accademico.

3. Il dovere della partecipazione In questo momento caratterizzato da scetticismo, scoraggiamento, paura, astensionismo, individualismo, anche i cristiani sembrano spesso sopraffatti da un senso di impotenza che li orienta a preferire gesti spiccioli di generosità agli impegni politici e amministrativi. Si lascia ai Vescovi di formulare valutazioni, mentre i laici cristiani sono spesso senza voce di fronte alle questioni emergenti del nostro tempo, zittiti dai media, ma anche timidi nell’esporsi con proposte in cui si mettano in gioco di persona. Il “buon esempio” stenta a diventare testimonianza. Come obbediscono i discepoli a Gesù che li vuole luce del mondo e sale della terra? Per chi ne ha capacità, preparazione e possibilità è doveroso anche presentarsi come candidati con la gratuità di chi si offre per un servizio e ci rimette del suo. Ci si aspetta da tutti la fierezza, l’intraprendenza, una specie di giovane ardore sia per chi si candida e formula programmi coerenti, sia per chi vota nel valutare i programmi, nell’esprimere con il voto le proprie scelte: tutti insieme impegnati per non permettere che la città muoia di tristezza, banalità, rassegnazione.

4. Legalità e resistenza alla corruzione L’esercizio del potere comporta sempre la tentazione dell’abuso, della corruzione, del favoritismo personale. L’esercizio del potere espone sempre all’invidia, alla contrapposizione polemica e pregiudiziale, al sospetto sistematico e la complessità delle normative può rendere particolarmente arduo il comportamento ineccepibile.

I cristiani e tutti coloro che assumono responsabilità amministrative e politiche devono vivere un rigoroso senso di onestà, avere massima cura della legalità, e resistere in ogni modo alla tentazione della corruzione: per servire, non per essere serviti, per servire, non per servirsi. La gente merita rispetto e la gestione della cosa pubblica, del denaro pubblico, del potere, deve esprimere questo rispetto per ciò che è comune. Solo così è possibile esigere il rispetto della legge da parte dei cittadini, tutti esposti alle medesime tentazioni.

5. La Chiesa non si schiera, i cristiani laici sì, con rispetto e coraggio I cattolici che si fanno carico di quella forma di carità che è l’impegno politico e amministrativo si assumono responsabilità come singoli e come associati: non devono pretendere di essere espressione diretta della Chiesa. Insieme però devono avvertire che ogni opera che giovi al bene comune, ogni contributo di proposta e di testimonianza che sia a favore dell’uomo trova nella Chiesa approvazione e incoraggiamento.

- Per evitare strumentalizzazioni il Consiglio Episcopale ricorda a tutti le disposizioni diocesane più volte ribadite in base alle quali le parrocchie, le scuole cattoliche e di ispirazione cristiana, le associazioni e i movimenti ecclesiali, non devono mettere sedi e strutture a disposizione delle iniziative di singoli partiti o formazioni politiche. Anche i consacrati e i ministri ordinati devono attenersi a tali indicazioni. Si vigili per evitare che le attività pastorali vengano strumentalizzate a fini elettorali: durante questo periodo, è prudente non programmare iniziative che coinvolgano persone candidate o già impegnate a livello politico.

- Sulla base di quanto stabilito nelle indicazioni diocesane, gli appartenenti a organismi ecclesiali, a maggior ragione se occupano cariche di rilievo, qualora intendano mettersi a disposizione del bene comune candidandosi alle elezioni, sono da considerarsi sospesi dai predetti or-ganismi e lasceranno il proprio incarico in caso di elezione avvenuta. Ogni persona che riveste e mantiene compiti o ruoli di responsabilità nelle istituzioni e negli organismi ecclesiali è invitata ad astenersi rigorosamente da ogni coinvolgimento elettorale con qualsiasi schieramento politico.

- In particolare, sulla base dei criteri stabiliti nella normativa canonica e offerti nei ripetuti interventi dell’Episcopato italiano, ai presbiteri è richi-esta l’astensione da qualsiasi forma di propaganda elettorale e di attività nei partiti e movimenti politici. Analoghi criteri prudenziali sono offerti all’attenta valutazione di diaconi e consacrati.

6. In conclusione, una domanda Che cosa ti impedisce o ti trattiene dall’offrire il tuo contributo, con il pensiero, la parola, la riflessione documentata e condivisa, con il tempo, il voto, la candidatura a una responsabilità amministrativa, per edificare una città sempre migliore?



CALENDARIO della COMUNITÀ da Domenica 24 gennaio 2016

DOMENICA 24 gennaio
IIi domenica dopo l’epifania
«Giornata diocesana
della solidarietÀ»
Giornata vocazionale per Pre-adolescenti Decanato “Navigli”

Lunedì 25 gennaio
ore 15,00  Sala Molaschi MMC:  TERZA ETÀ.
ore 21,00  Saletta Caritas SB: Lettura dell’Esodo e dei Numeri a cura di don Francesco.
ore 20,30 Oratorio SB: Incontro di formazione degli Educatori e dei Genitori con don Renzo FERRAROLI, salesiano e psicologo del Centro di Arese sul tema «Educare Uomini di Spirito».

Mercoledì 27 gennaio
ore 15,00 Saletta Caritas SB: TERZA ETÀ: Festa dei Compleanni.
ore 21,00 Salone parrocchiale di S. Maria in Caravaggio: «LA MISERICORDIA DI DIO: Le fughe di Giona». Cap. 2. Catechesi biblica tenuta da don Matteo CRIMELLA.

Sabato 30 gennaio
ore 10,30 e 14,30 Salone-teatro SB: CIC2 (3a el.).
ore 10,30 e 14,30 Oratorio MMC: CIC3 (4a el.).


DOMENICA 31 gennaio
«S. FAMIGLIA DI GESÙ, MARIA E GIUSEPPE»
«Giornata diocesana della Famiglia»


ore 10,30 Chiesa SB: durante la S. Messa verranno presentati alla Comunità i fidanzati che si stanno preparando al sacramento del Matrimonio.
Ore 12,30 Salone-teatro MMC: pranzo comunitario.  invitiamo ogni famiglia a portare anche una tovaglia in modo da compiere il gesto di apparecchiare la tavola. NB: iscriversi nei rispettivi bar degli oratori entro giovedì 28. Sarà raccolta un’offerta durante il pranzo.
Ore 14.45, le famiglie (con tutti i propri componenti) sono invitate in Chiesa MMC per vivere un semplice momento celebrativo: “Perdonare le offese”.
Lunedì 1 febbraio
ore 15,00 Sala Molaschi MMC:  TERZA ETÀ.
ore 19,30 Oratorio MMC: Incontro Gruppo ADO.
ore 21,00 Saletta Caritas SB: Lettura dell’Esodo e dei Numeri a cura di don Francesco.
Mercoledì 3 febbraio
ore 15,00 Saletta Caritas SB: TERZA ETÀ: Recita del S. Rosario/Ora media.
ore 20,30 «Angeli nella notte». Iniziativa di servizio per i Giovani del Decanato presso la Stazione centrale.
ore 21,00 Oratorio SB: Incontro Gruppo ADO.
ore 21,00 Salone parrocchiale di S. Maria in Caravaggio: «LA MISERICORDIA DI DIO: Le fughe di Giona». Cap. 3. Catechesi biblica tenuta da don Matteo CRIMELLA.

Venerdì 5 febbraio  “primo venerdì del mese”
ore 15,30 Nelle due Chiese: Adorazione Eucaristica fino all’ora d’inizio delle Ss. Messe.
NB: nell’adorazione sarà offerta una traccia di preghiera sul tema della giornata della Vita.
ore 18,30 Chiesa SB: Momento di preghiera eucaristica attorno al Tabernacolo con i Ministri Straordinari dell’Eucaristia.
ore 19,30 Salone-teatro MMC: CINECENA del Gruppo Adolescenti: cena di autofinanziamento viaggio a Barbiana + cineforum (prenotazioni al bar dell’Oratorio).

Sabato 6 febbraio
ore 10,30 Oratorio MMC: CIC4 (5a el.).
ore 14,30 Oratorio MMC: CIC4 (5a el.).

DOMENICA 7 febbraio
ULTIMA domenica dopo l’epifania
«Giornata nazionale della Vita»

ore 15,00 Salone-teatro SB: Incontro Genitori e Ragazzi del CIC3 (4a el.).

Sabato 6 e Domenica 7 gennaio  gli Adolescenti del Decanato “Navigli” visiteranno l’Arsenale  della Pace (SERMIG) di Torino




Un appello socio-culturale


Il laboratorio di poesia/prosa per il gruppo “I Mille Volti” prosegue il suo cammino, anche se attualmente in gestazione invernale... Di recente sono aumentate le persone che ne fanno parte in modo attivo.

Prosegue sicura e preziosa la collaborazione di volontari del territorio delle nostre due parrocchie San Barnaba e Santa Maria Madre della Chiesa. Attualmente il numero di questi operosi amici, di differenti età, è di quattro unità. Si alternano in giorni ed orari diversi, nella mia abitazione, svolgendo compiti differenti, creativi ed utili, di supporto alle scritture dei componenti il gruppo.

È molto valido quanto emerge dai contenuti dei testi (preceduti da svolgimento di tematiche varie spesso proposte dai “ragazzi”) prodotti dal gruppo I Mille Volti, sempre motivato ed entusiasta.

Spesso partecipa a pubblicazioni su riviste a livello civico, a concorsi religiosi e laici, a letture in pubblico, ottenendo positivi riconoscimenti. Più che ventennale è la mia opera, in materia di poesia/prosa, nei confronti di disabili e non.

Anzi, in rapporto al tipo e alla mole del lavoro, si renderebbe necessario incrementare il numero dei volontari ed è il motivo per cui rivolgo questo appello…

Si troverà qualcuno che abbia la voglia e la possibilità di dare una mano? Potrebbe anche essere utile una presenza come stimolo nelle riunioni di laboratorio che si tengono, di solito, mensilmente il sabato pomeriggio fra le ore 15 e le 17.

Vivi ringraziamenti, Maria Teresa Mosconi (3404178197)
   



08 gennaio 2016

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER LA GIORNATA MONDIALE DEL MIGRANTE E DEL RIFUGIATO

17 gennaio 2016
“Migranti e rifugiati ci interpellano.
La risposta del Vangelo della misericordia"




Cari fratelli e sorelle!
Nella bolla di indizione del Giubileo Straordinario della Misericordia ho ricordato che “ci sono momenti nei quali in modo ancora più forte siamo chiamati a tenere fisso lo sguardo sulla misericordia per diventare noi stessi segno efficace dell’agire del Padre”. L’amore di Dio, infatti, intende raggiungere tutti e ciascuno, trasformando coloro che accolgono l’abbraccio del Padre in altrettante braccia che si aprono e si stringono perché chiunque sappia di essere amato come figlio e si senta “a casa” nell’unica famiglia umana. In tal modo, la premura paterna di Dio è sollecita verso tutti, come fa il pastore con il gregge, ma è particolarmente sensibile alle necessità della pecora ferita, stanca o malata. Gesù Cristo ci ha parlato così del Padre, per dire che Egli si china sull’uomo piagato dalla miseria fisica o morale e, quanto più si aggravano le sue condizioni, tanto più si rivela l’efficacia della divina misericordia.
Nella nostra epoca, i flussi migratori sono in continuo aumento in ogni area del pianeta: profughi e persone in fuga dalle loro patrie interpellano i singoli e le collettività, sfidando il tradizionale modo di vivere e, talvolta, sconvolgendo l’orizzonte culturale e sociale con cui vengono a confronto. Sempre più spesso le vittime della violenza e della povertà, abbandonando le loro terre d’origine, subiscono l’oltraggio dei trafficanti di persone umane nel viaggio verso il sogno di un futuro migliore. Se, poi, sopravvivono agli abusi e alle avversità, devono fare i conti con realtà dove si annidano sospetti e paure. Non di rado, infine, incontrano la carenza di normative chiare e praticabili, che regolino l’accoglienza e prevedano itinerari di integrazione a breve e a lungo termine, con attenzione ai diritti e ai doveri di tutti. Più che in tempi passati, oggi il Vangelo della misericordia scuote le coscienze, impedisce che ci si abitui alla sofferenza dell’altro e indica vie di risposta che si radicano nelle virtù teologali della fede, della speranza e della carità, declinandosi nelle opere di misericordia spirituale e corporale.

Sulla base di questa constatazione ho voluto che la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato del 2016 fosse dedicata al tema: “Migranti e rifugiati ci interpellano. La risposta del Vangelo della misericordia”. I flussi migratori sono ormai una realtà strutturale e la prima questione che si impone riguarda il superamento della fase di emergenza per dare spazio a programmi che tengano conto delle cause delle migrazioni, dei cambiamenti che si producono e delle conseguenze che imprimono volti nuovi alle società e ai popoli. Ogni giorno, però, le storie drammatiche di milioni di uomini e donne interpellano la Comunità internazionale, di fronte all’insorgere di inaccettabili crisi umanitarie in molte zone del mondo. L’indifferenza e il silenzio aprono la strada alla complicità quando assistiamo come spettatori alle morti per soffocamento, stenti, violenze e naufragi. Di grandi o piccole dimensioni, sono sempre tragedie quando si perde anche una sola vita umana.
I migranti sono nostri fratelli e sorelle che cercano una vita migliore lontano dal-la povertà, dalla fa-me, dallo sfruttamento e dall’ingiusta distribuzione delle ri-sorse del pianeta, che equamente dovrebbero essere divi-se tra tutti. Non è forse desiderio di ciascuno quello di migliorare le proprie condizioni di vita e ottenere un onesto e legittimo benessere da condividere con i propri cari?
In questo momento della storia dell’umanità, fortemente segnato dalle migrazioni, quella dell’identità non è una questione di secondaria importanza. Chi emigra, infatti, è costretto a modificare taluni aspetti che definiscono la propria persona e, anche se non lo vuole, forza al cambiamento anche chi lo accoglie. Come vivere queste mutazioni, affinché non diventino ostacolo all’autentico sviluppo, ma siano opportunità per un’autentica crescita umana, sociale e spirituale, rispettando e promuovendo quei valori che rendono l’uomo sempre più uomo nel giusto rapporto con Dio, con gli altri e con il creato?
Di fatto, la presenza dei migranti e dei rifugiati interpella seriamente le diverse società che li accolgono. Esse devono far fronte a fatti nuovi che possono rivelarsi improvvidi se non sono adeguatamente motivati, gestiti e regolati. Come fare in modo che l’integrazione diventi vicendevole arricchimento, apra positivi percorsi alle comunità e prevenga il rischio della discriminazione, del razzismo, del nazionalismo estremo o della xenofobia?
La rivelazione biblica incoraggia l’accoglienza dello straniero, motivandola con la certezza che così facendo si aprono le porte a Dio e nel volto dell’altro si manifestano i tratti di Gesù Cristo. Molte istituzioni, associazioni, movimenti, gruppi impegnati, organismi diocesani, nazionali e internazionali sperimentano lo stupore e la gioia della festa dell’incontro, dello scambio e della solidarietà. Essi hanno riconosciuto la voce di Gesù Cristo: «Ecco, sto alla porta e busso» (Ap 3,20). Eppure non cessano di moltiplicarsi anche i dibattiti sulle condizioni e sui limiti da porre all’accoglienza, non solo nelle politiche degli Stati, ma anche in alcune comunità parrocchiali che vedono minacciata la tranquillità tradizionale. Di fronte a tali questioni, come può agire la Chiesa se non ispirandosi all’esempio e alle parole di Gesù Cristo? La risposta del Vangelo è la misericordia.
In primo luo-go, essa è do-no di Dio Pa-dre rivelato nel Figlio: la misericordia ricevuta da Dio, infatti, su-scita sentimenti di gioiosa gratitudine per la speranza che ci ha aperto il mistero della redenzione nel sangue di Cristo. Essa, poi, alimenta e irrobustisce la solidarietà verso il prossimo come esigenza di risposta all’amore gratuito di Dio, «che è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo» (Rm 5,5). Del resto, ognuno di noi è responsabile del suo vicino: siamo custodi dei nostri fratelli e sorelle, ovunque essi vivano. La cura di buoni contatti personali e la capacità di superare pregiudizi e paure sono ingredienti essenziali per coltivare la cultura dell’incontro, dove si è disposti non solo a dare, ma anche a ricevere dagli altri. L’ospitalità, infatti, vive del dare e del ricevere.
In questa prospettiva, è importante guardare ai migranti non soltanto in base alla loro condizione di regolarità o di irregolarità, ma soprattutto come persone che, tutelate nella loro dignità, possono contribuire al benessere e al progresso di tutti, in particolar modo quando assumono responsabilmente dei doveri nei confronti di chi li accoglie, rispettando con riconoscenza il patrimonio materiale e spirituale del Paese che li ospita, obbedendo alle sue leggi e contribuendo ai suoi oneri. Comunque non si possono ridurre le migrazioni alla dimensione politica e normativa, ai risvolti economici e alla mera compresenza di culture differenti sul medesimo territorio. Questi aspetti sono complementari alla difesa e alla promozione della persona umana, alla cultura dell’incontro dei popoli e dell’unità, dove il Vangelo della misericordia ispira e incoraggia itinerari che rinnovano e trasformano l’intera umanità.
La Chiesa affianca tutti coloro che si sforzano per difendere il diritto di ciascuno a vivere con dignità, anzitutto esercitando il diritto a non emigrare per contribuire allo sviluppo del Paese d’origine. Questo processo dovrebbe includere, nel suo primo livello, la necessità di aiutare i Paesi da cui partono migranti e profughi. Così si conferma che la solidarietà, la cooperazione, l’interdipendenza internazionale e l’equa distribuzione dei beni della terra sono elementi fondamentali per operare in profondità e con incisività soprattutto nelle aree di partenza dei flussi migratori, affinché cessino quegli scompensi che inducono le persone, in forma individuale o collettiva, ad abbandonare il proprio ambiente naturale e culturale. In ogni caso, è necessario scongiurare, possibilmente già sul nascere, le fughe dei profughi e gli esodi dettati dalla povertà, dalla violenza e dalle persecuzioni.
Su questo è indispensabile che l’opinione pubblica sia informata in modo corretto, anche per prevenire ingiustificate paure e speculazioni sulla pelle dei migranti.
Nessuno può fingere di non sentirsi interpellato dalle nuove forme di schiavitù gestite da organizzazioni criminali che vendono e comprano uomini, donne e bambini come lavoratori forzati nell’edilizia, nell’agricoltura, nella pesca o in altri ambiti di mercato. Quanti minori sono tutt’oggi costretti ad arruolarsi nelle milizie che li trasformano in bambini soldato! Quante persone sono vittime del traffico d’organi, della mendicità forzata e dello sfruttamento sessuale! Da questi aberranti crimini fuggono i profughi del nostro tempo, che interpellano la Chiesa e la comunità umana affinché anch’essi, nella mano tesa di chi li accoglie, possano vedere il volto del Signore «Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione» (2 Cor 1,3).
Cari fratelli e sorelle migranti e rifugiati! Alla radice del Vangelo della misericordia l’incontro e l’accoglienza dell’altro si intrecciano con l’incontro e l’accoglienza di Dio: accogliere l’altro è accogliere Dio in persona! Non lasciatevi rubare la speranza e la gioia di vivere che scaturiscono dall’esperienza della misericordia di Dio, che si manifesta nelle persone che incontrate lungo i vostri sentieri! Vi affido alla Vergine Maria, Madre dei migranti e dei rifugiati, e a san Giuseppe, che hanno vissuto l’amarezza dell’emigrazione in Egitto. Alla loro intercessione affido anche coloro che dedicano energie, tempo e risorse alla cura, sia pastorale che sociale, delle migrazioni. Su tutti imparto di cuore la Benedizione Apostolica.

FRANCESCO
Dal Vaticano, 12 settembre 2015
Memoria del Santissimo Nome di Maria

CALENDARIO della COMUNITÀ da Domenica 10 gennaio 2016

DOMENICA 10 gennaio
«BATTESIMO DEL SIGNORE»

ore 11,00 ChiesaMMC: S. Messa con saluto a suor Eugenia. Seguirà in Sala Molaschi un aperitivo per i saluti personali.
ore 15,00 Salone-teatro SB:  Incontro Genitori e Ragazzi del CIC3 (4a el.).

Lunedì 11 gennaio
ore 15,00 Sala Molaschi MMC: Incontro TERZA ETÀ.
ore 21,00 Saletta Caritas SB: Lettura del libro dell’Esodo e dei Numeri a cura di don Francesco.
ore 21,00 OratorioSB: Incontro di formazione degli Educatori.

Martedì 12 gennaio
ore 15,30 Cappellina Oratorio MMC: Catechesi degli Adulti «L’abbraccio del Padre»: Il padre misericordioso” (Lc 15,11-32).

Mercoledì 13 gennaio
ore 15,00 Saletta Caritas SB: TERZA ETÀ: Recita del S. Rosario/ Ora media.

Giovedì 14 gennaio
ore 19,15 Salone-teatro SB: Catechesi degli Adulti «L’abbraccio del Padre»: Il padre misericordioso” (Lc 15,11-32). Seguirà cena frugale.
ore 21,00 Saletta Caritas SB: Catechesi degli Adulti «L’abbraccio del Padre»: Il padre misericordioso” (Lc 15,11-32).
ore 21,00 Parrocchia Ss. Giacomo e Giovanni: Incontro decanale dei Giovani.

Sabato 16 gennaio
ore 9,30 Oratorio MMC: “Roveto ardente”. Catechesi Adulti «L’abbraccio del Padre»: Il padre misericordioso” (Lc 15,11-32).
ore 10,30 e 14,30 Salone-teatro SB: CIC2 (3a el.).
ore 10,30 e 14,30 Oratorio MMC: CIC3 (4a el.).


DOMENICA 17 gennaio
Ii domenica dopo l’epifania
«Giornata MONDIALE DEL MIGRANTE E DEL RIFUGIATO»
ore 15,00Salone-teatro MMC: Incontro Genitori e Ragazzi del CIC1 (2a el.).
ore 19,00 Saletta Caritas SB: Lectio divina per Adolescenti, 18/19nni e Giovani, seguita da cena.

Lunedì 18 gennaio
ore 15,00 Sala Molaschi MMC: Incontro TERZA ETÀ.
ore 21,00 Saletta Caritas SB: Lettura del libro dell’Esodo e dei Numeri a cura di don Francesco.
ore 21,00 OratorioSB: Incontro di formazione degli Educatori.

Mercoledì 20 gennaio
ore 15,00 Saletta Caritas SB: Catechesi della TERZA ETÀ.

Giovedì 21 gennaio
ore 21,00 Centro Asteria: Incontro decanale dei Giovani.

Venerdì 22 gennaio
ore 21,00 Saletta Caritas SB: Incontro Famiglie con figli adolescenti - prima giovinezza [*]
 [*] chi desiderasse avere maggiori informazioni o volesse partecipare a uno dei cammini dei gruppi familiari può contattare don Mauro (maurostoro74@hotmail.it)
Sabato 23 gennaio
ore 10,30 Oratorio MMC: CIC4 (5a el.).
ore 14,30 Oratorio MMC: CIC4 (5a el.).

DOMENICA 24 gennaio
IIi domenica dopo l’epifania
«Giornata diocesana della solidarietÀ»

Giornata vocazionale per Pre-adolescenti



Catechesi biblica 2016

GLI INCONTRI SI TENGONO DI MERCOLEDì ALLE ORE 21:

13 GENNAIO - CAPITOLO 1
27 GENNAIO - CAPITOLO 2
3 FEBBRAIO - CAPITOLO 3
10 FEBBRAIO - CAPITOLO 4

Nel Salone parrocchiale di S.Maria in Caravaggio - Milano
Con ingresso da via Borromini 5 (possibile parcheggio in cortile)


07 gennaio 2016

La famiglia e il pellegrinaggio dell’educazione

Gennaio inizia con la Giornata della Pace, termina con la festa di san Giovanni Bosco che quest’anno coincide con la Festa della Famiglia. Ci lasciamo condurre dalle parole del papa a prepararci a vivere con verità questi appuntamenti.

OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO

Basilica Vaticana Domenica, 27 dicembre 2015
In rito romano si è celebrata la Festa della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe.
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Le Letture bibliche che abbiamo ascoltato ci hanno presentato l’immagine di due famiglie che compiono il loro pellegrinaggio verso la casa di Dio. Elkana e Anna portano il figlio Samuele al tempio di Silo e lo consacrano al Signore (cfr 1 Sam 1,20-22.24-28). Alla stessa stregua, Giuseppe e Maria, per la festa di pasqua, si fanno pellegrini a Gerusalemme insieme con Gesù (cfr Lc 2,41-52). Spesso abbiamo sotto gli occhi i pellegrini che si recano ai santuari e ai luoghi cari della pietà popolare. In questi giorni, tanti si sono messi in cammino per raggiungere la Porta Santa aperta in tutte le cattedrali del mondo e anche in tanti santuari. Ma la cosa più bella posta oggi in risalto dalla Parola di Dio è che tutta la famiglia compie il pellegrinaggio. Papà, mamma e figli, insieme, si recano alla casa del Signore per santificare la festa con la preghiera. E’ un insegnamento importante che viene offerto anche alle nostre famiglie. Anzi, possiamo dire che la vita della famiglia è un insieme di piccoli e grandi pellegrinaggi. Ad esempio, quanto ci fa bene pensare che Maria e Giuseppe hanno insegnato a Gesù a recitare le preghiere! E questo è un pellegrinaggio, il pellegrinaggio dell’educazione alla preghiera. E anche ci fa bene sapere che durante la giornata pregavano insieme; e che poi il sabato andavano insieme alla sinagoga per ascoltare le Scritture della Legge e dei Profeti e lodare il Signore con tutto il popolo. E certamente durante il pellegrinaggio verso Gerusalemme hanno pregato cantando con le parole del Salmo: «Quale gioia, quando mi dissero: “Andremo alla casa del Signore!”. Già sono fermi i nostri piedi alle tue porte, Gerusalemme!» (122,1-2). Come è importante per le nostre famiglie camminare insieme e avere una stessa meta da raggiungere!                      
Sappiamo che abbiamo un percorso comune da compiere; una strada dove incontriamo difficoltà ma anche momenti di gioia e di consolazione. In questo pellegrinaggio della vita condividiamo anche il momento della preghiera. Cosa può esserci di più bello per un papà e una mamma di benedire i propri figli all’inizio della giornata e alla sua conclusione. Tracciare sulla loro fronte il segno della croce come nel giorno del Battesimo. Non è forse questa la preghiera più semplice dei genitori nei confronti dei loro figli? Benedirli, cioè affidarli al Signore, come hanno fatto Elkana e Anna, Giuseppe e Maria, perché sia Lui la loro protezione e il sostegno nei vari momenti della giornata. Come è importante per la famiglia ritrovarsi anche in un breve momento di preghiera prima di prendere insieme i pasti, per ringraziare il Signore di questi doni, e per imparare a condividere quanto si è ricevuto con chi è maggiormente nel bisogno. Sono tutti piccoli gesti, che tuttavia esprimono il grande ruolo formativo che la famiglia possiede nel pellegrinaggio di tutti i giorni. Al termine di quel pellegrinaggio, Gesù tornò a Nazareth ed era sottomesso ai suoi genitori (cfr Lc 2,51). Anche questa immagine contiene un bell’insegnamento per le nostre famiglie. Il pellegrinaggio, infatti, non finisce quando si è raggiunta la meta del santuario, ma quando si torna a casa e si riprende la vita di tutti i giorni, mettendo in atto i frutti spirituali dell’esperienza vissuta. Conosciamo che cosa Gesù aveva fatto quella volta. Invece di tornare a casa con i suoi, si era fermato a Gerusalemme nel Tempio, provocando una grande pena a Maria e Giuseppe che non lo trovavano più. Per questa sua “scappatella”, probabilmente anche Gesù dovette chiedere scusa ai suoi genitori. Il Vangelo non lo dice, ma credo che possiamo supporlo. La domanda di Maria, d’altronde, manifesta un certo rimprovero, rendendo evidente la preoccupazione e l’angoscia sua e di Giuseppe. Tornando a casa, Gesù si è stretto certamente a loro, per dimostrare tutto il suo affetto e la sua obbedienza. Fanno parte del pellegrinaggio della famiglia anche questi momenti che con il Signore si trasformano in opportunità di crescita, in occasione di chiedere perdono e di riceverlo, di dimostrare l’amore e l’obbedienza. Nell’Anno della Misericordia, ogni famiglia cristiana possa diventare luogo privilegiato di questo pellegrinaggio in cui si sperimenta la gioia del perdono. Il perdono è l’essenza dell’amore che sa comprendere lo sbaglio e porvi rimedio. Poveri noi se Dio non ci perdonasse! E’ all’interno della famiglia che ci si educa al perdono, perché si ha la certezza di essere capiti e sostenuti nonostante gli sbagli che si possono compiere. Non perdiamo la fiducia nella famiglia! E’ bello aprire sempre il cuore gli uni agli altri, senza nascondere nulla. Dove c’è amore, lì c’è anche comprensione e perdono. Affido a tutte voi, care famiglie, questo pellegrinaggio domestico di tutti i giorni, questa missione così importante, di cui il mondo e la Chiesa hanno più che mai bisogno.



Un po’ di calendario...

MARTEDÌ 5 gennaio
Nelle due chiese: ore 18 S.Messa vigiliare dell’EPIFANIA

MERCOLEDÌ 6 gennaio
«EPIFANIA DEL SIGNORE»
Messe con orario festivo

In bici o a piedi rinnoviamo la bella esperienza della
CICLOBEFANA con la visita agli anziani delle case di riposo del quartiere, conclusione in oratorio MMC con merenda. (Vedi locandine)

Sabato 9 gennaio
ore 10,30 e 14,30 Salone-teatro MMC: CIC4 (5a el.).

DOMENICA 10 gennaio
«BATTESIMO DEL SIGNORE»
ore 11 a MMC S.Messa con saluto a Suor Eugenia che dopo 15 anni di servizio tra noi andrà nella comu nità di Robbiano di Giussano.

Dopo la s.Messa in sala Molaschi sarà offerto un aperitivo per poterla salutare personalmente.