12 febbraio 2016

QUARESIMA 2016 - Con opere di misericordia verso la Pasqua di risurrezione

Carissimi, l’immagine della Porta Santa mi attrae. E anche se non sono ancora andato ad attraversarne una, nella testa e nel cuore gli ‘giro intorno’ continuamente. In questo girovagare sono stato colpito dal fatto che la parola PORTA si ritrova nella Bibbia 355 volte. La prima volta è messa in bocca a Dio che si rivolge così a Caino: Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto? Se agisci bene, non dovrai forse tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, ma tu dòminalo. (Gn 4,7). L’ultima invece è parte della descrizione della santa Gerusalemme che scende dal cielo: Beati coloro che lavano le loro vesti: avranno parte all'albero della vita e potranno entrare per le porte nella città (Ap 22,14).

Credo si possa dire che questi due riferimenti sono indicazione del percorso di salvezza che la Scrittura annuncia: se la porta è immagine della vita dell’uomo (entriamo nella vita dalla porta del grembo materno e vi usciamo da quella della morte dopo aver attraversato infinite porte/passaggi di crescita e di prova...), una vita minacciata dal peccato(!), ci è chiesto di agire bene sapendo che Dio sostiene e benedice i passi di coloro che lavano le loro vesti e così affrettano il compimento del disegno di salvezza.

Sempre il testo dell’Apocalisse ci dice che coloro che hanno lavato le loro vesti l’hanno fatto nel sangue dell’Agnello (Ap 7,14) e sono una moltitudine immensa di ogni nazione, razza, popolo e lingua (Ap 7, 9). E conclude: Colui che siede sul trono stenderà la sua tenda sopra di loro. Non avranno più fame,né avranno più sete, né li colpirà il sole, né arsura di sorta, perché l'Agnello che sta in mezzo al trono sarà il loro pastore e li guiderà alle fonti delle acque della vita. E Dio tergerà ogni lacrima dai loro occhi. (Ap 7,15-17).


Anche la Quaresima ha una porta: il gesto della imposizione delle ceneri. Un gesto che nasce come segno di pentimento per i propri peccati e di volontà di conversione. Nel Giubileo straordinario della Misericordia proponiamo questo gesto a tutti (per questo al termine delle messe festive) aggiungendo un altro significato che raccogliamo dall’esperienza della Comunità di Bose: riceviamo le ceneri sulle mani per ricordarci che nelle mani di Dio i nostri peccati pesano come quella cenere e allora è possibile il perdono e la nostra conversione ad una vita nuova!

Ci è chiesto di agire bene! Le opere di misericordia corporale e spirituale ci aiuteranno in questo tempo a far fiore la nostra vita in un dono d’amore che ha in Gesù e nella sua Pasqua di morte e risurrezione la sorgente e il modello ineguagliabile di riferimento.

Per questo, in questo tempo, fissiamo intensamente lo sguardo del cuore sulla croce di Gesù intronizzando la croce sull’altare, celebrando la Via Crucis, meditando i testi della Passione e anche ridando attenzione ai crocefissi che abbiamo nelle nostre case (perché non mettere al posto occupato dal presepe a Natale un crocefisso col Vangelo aperto … o il giardino della risurrezione?) o anche addosso...

Nel preparare gli appuntamenti della Quaresima abbiamo voluto valorizzare le varie iniziative proposte dalla diocesi e dal decanato oltre a quelle tradizionali in parrocchia, credendo che non è moltiplicando le iniziative che un tempo diventa ‘forte’ ma vivendo in modo ‘forte’ la vita di ogni giorno e soprattutto rinnovando la nostra fede nel Dio misericordioso e grande nell’amore. 

don Alfredo



Proposta quaresimale.
Un’opera di misericordia alla settimana: dopo aver celebrato, l’11 febbraio, la giornata mondiale del malato, iniziamo la quaresima donando attenzione, affetto, tempo… a una persona malata tra i nostri parenti, amici o vicini di casa. E’ un gesto semplice ma prezioso e alla portata di tutti, piccoli e grandi.



VISITA PASTORALE ARCIVESCOVO ANGELO SCOLA


Giovedì 25 febbraio ore 21in Chiesa Rossa incontro coi fedeli laici delle parrocchie dei decanati .

Dalla sua parola e dal dialogo che seguirà riceveremo un rinnovato stimolo per vivere con fiducia e coraggio la testimonianza cristiana nelle nostre comunità e nei nostri quartieri.



CALENDARIO della COMUNITÀ PASTORALE da Domenica 14 febbraio 2016

DOMENICA 14 febbraio
«I DOMENICA DI QUARESIMA»
«Domenica all’inizio di Quaresima»


ore 15,00 Salone-teatro MMC: Incontro Genitori e Ragazzi del CIC4 (5a el.).
ore 15,00   Salone-teatro SB: Incontro Genitori e Ragazzi del CIC1 (2a el.).
ore 19,00 Saletta Caritas SB: Lectio divina per Adolescenti, 18/19nni e giovani, seguita da cena.

Lunedì 15 febbraio
ore 19,30 Oratorio MMC: Incontro Gruppo ADO.
ore 15,00 Sala Molaschi MMC:  TERZA ETÀ: con catechesi sulle parabole della misericordia.
ore 21,00 Saletta Caritas SB: Lettura dell’Esodo e dei Numeri a cura di don Francesco.


Martedì 16 febbraio
ore 15,30 Cappellina Oratorio MMC: Catechesi degli Adulti «L’abbraccio del Padre»: Lazzaro e il ricco” (Lc 16,19-31).

Mercoledì 17 febbraio
ore 15,00 Saletta Caritas SB: TERZA ETÀ: Recita del S. Rosario/Ora media.

ore 18,00 Oratorio MMC: Incontro Gruppo Preadolescenti
ore 21,00 Oratorio SB: Incontro Gruppo ADO.

Giovedì 18 febbraio
ore 19,15 Salone-teatro SB: Catechesi degli Adulti «L’abbraccio del Padre»: Lazzaro e il ricco” (Lc 16,19-31). Seguirà cena frugale.
ore 21,00 Saletta Caritas SB: Catechesi degli Adulti «L’abbraccio del Padre»: Lazzaro e il ricco” (Lc 16,19-31).
ore 21,00 Oratorio SB: Incontro 18/19nni.

Venerdì 19 febbraio  «Primo Venerdì di Quaresima»
Oggi è giorno di digiuno e di astinenza dalle carni
ore 8,00 Nelle due Chiese: Via Crucis per le elementari.
ore 9,00 Chiesa SB: Via Crucis per tutti.                      
ore 17,00 Chiesa MMC: Via Crucis per tutti.                     
ore 19,30 Oratorio SB: Incontro Gruppo Pre-Ado1.
ore 21,00 Oratorio SB: Incontro Gruppo Pre-Ado2.
ore 21,00 Chiesa di S.Maria delle Grazie al Naviglio: Liturgia penitenziale per tutte le parrocchie del decanato con possibilità di celebrare il sacramento della Riconciliazione.

Sabato 20 febbraio
ore 9,30 Oratorio MMC: “Roveto ardente”. Catechesi Adulti «L’abbraccio del Padre»: Lazzaro e il ricco” (Lc 16,19-31).
ore 10,30 e 14,30 Salone-teatro SB: CIC2 (3a el.).


DOMENICA 21 febbraio
«II DOMENICA DI QUARESIMA»
«Domenica della Samaritana»

ore 10,30Chiesa SB: Genitori e ragazzi del CIC2(3a el.)               partecipano alla S.  Messa. CONSEGNA DEL       PADRE NOSTRO Segue pranzo condiviso.
ore 12,00 Oratorio MMC: Incontro gruppo famiglie con        figli piccoli
ore 15,00 Oratorio MMC: CIC4 (5a el.).
ore 18,00 Saletta Caritas SB: Incontro gruppo famiglie          adottive (per condividere l’esperienza alla luce        del proprio cammino di fede e aiutati dalla Pa           rola. Il gruppo è ‘aperto’! per info d. Giovanni.

Lunedì 22 febbraio
ore 19,30 Oratorio MMC: Incontro Gruppo ADO.
ore 15,00 Sala Molaschi MMC:  TERZA ETÀ: con catechesi sulle parabole della misericordia.
ore 21,00 Saletta Caritas SB: Lettura dell’Esodo e dei Numeri a cura di don Francesco.


Martedì 23 febbraio
ore 21,00 in Duomo Via Crucis col Cardinale: “L’inno-cente condannato”, da seguire via radio Marconi, radio Mater o Telenova.

Mercoledì 24 febbraio
ore 15,00 Saletta Caritas SB: TERZA ETÀ: Recita del S. Rosario/Ora media.
Ore 18,00 Oratorio MMC: Incontro Gruppo Preadolescenti
ore 21,00 Oratorio SB: Incontro Gruppo ADO.

Giovedì 25 febbraio
Ore 21     In Chiesa Rossa incontro col Cardinale Scola per la VISITA PASTORALE
ore 21,00 Oratorio SB: Incontro 18/19nni.

Venerdì 26 febbraio 
Oggi è giorno di magro
ore 8,00    Nelle due Chiese: Via Crucis per le elementari.
ore 9,00    Chiesa SB: Via Crucis per tutti.                      
ore 17,00  Chiesa MMC: Via Crucis per tutti.                     
ore 19,30  Oratorio SB: Incontro Gruppo Pre-Ado1.
ore 21,00  Oratorio SB: Incontro Gruppo Pre-Ado2.
ore 21,00  Saletta Caritas SB: Incontro gruppo famiglie con figli adolescenti.

Sabato 27 febbraio
ore 9,30 Oratorio MMC: Incontro Genitori e Ragazzi del CIC4 (5a el.).
Ore 21,00 Asteria: incontro testimonianza su MADRE TERESA DI CALCUTTA col postulatore della causa di canonizzazione.


DOMENICA 28 febbraio
«III DOMENICA DI QUARESIMA»
«Domenica di Abramo»

[*] chi desiderasse avere maggiori informazioni o volesse partecipare a uno dei cammini dei gruppi familiari può contattare don Mauro (maurostoro74@hotmail.it)


In cammino verso la Pasqua



* La messa domenicale con l’itinerario di riscoperta della fede battesimale.

* La preghiera quotidiana (magari usando il libretto di meditazione della Parola di Dio ogni giorno o le letture della messa feriale).
Nb: ricordiamo che ogni mattino alle 8.45 in chiesa a MMC si celebrano le Lodi e la liturgia della Parola del giorno - con possibilità di ricevere l’Eucari-stia)

* La Via Crucis il martedì in Duomo o il venerdì in parrocchia e l’adorazione della croce.

* Un’opera di misericordia alla settimana.

* 24 ore di preghiera chiesta dal papa (3/4 marzo).

* La partecipazione alle iniziative diocesane e decanali (vedi calendario settimanale e locandine)

* L’iniziativa “quaresima di fraternità”: domenica 13 marzo le offerte, frutto dei sacrifici quaresimali (?: da decidere personalmente e/o in famiglia!), saranno a favore per sostenere CARITAS CROAZIA nelle fornitura ai migranti di pasti caldi… (il progetto sarà meglio illustrato più avanti).

* Prepararsi alla Riconciliazione pasquale esercitandosi nell’esame di coscienza e/o già accostandosi al sacramento della Riconciliazione. NB: un sacerdote sarà disponibile per le confessioni il martedì dalle 9 alle 10,30 in Maria Madre e il venerdì dopo la Via Crucis delle 9 fino alle 12 a S.Barnaba. Oltre che il sabato dalle 17.00 fino alle 17.45.

* Infine è in preparazione la proposta di un itinerario spirituale che guida alla celebrazione del giubileo’(cfr. nelle prossime settimane nelle nostre chiese).


Comunicazione dal Consiglio Pastorale

Dal Consiglio Pastorale dello scorso 2 febbraio è venuta una indicazione preziosa per il cammino della nostra comunità cristiana: siamo chiamati sempre più a dar vita ad un oratorio ‘aperto’.

Un oratorio dove il confronto con le famiglie, anche di diverse religioni e culture, è fondamentale e da incentivare; che si attrezza per farsi carico dei bisogni dei ragazzi senza pregiudizi e dove la presenza ‘semplice’ di adulti e giovani offre anzitutto un’accoglienza cordiale; che nel rispetto di tutti offre percorsi significativi di maturazione umana e spirituale e che per ciò si avvale dei doni e delle competenze diverse di molti soggetti che agiscono per il bene dei ragazzi, valorizzando le varie risorse educative della comunità cristiana ma anche del territorio.

Proprio per questo un’oratorio consapevole dei suoi limiti… anzitutto quello di veder riflesso nel vissuto molte volte problematico e sofferto dei ragazzi le tante crisi del mondo adulto che spesso si dimostra distratto se non infastidito rispetto al reale vissuto dei ragazzi e in particolare dei comportamenti che sono un sintomo da decifrare del loro disagio.

Sono le ‘linee’ emerse dal confronto a partire dal racconto di quattro storie-tipo dei ragazzi/e che attraversano in modi diversi i nostri oratori e le loro proposte. Orientamenti che crediamo hanno radicamento nell’insegnamen-to evangelico e nella variegata tradizione educativa della Chiesa, ma che non sono per nulla scontati nel contesto attuale quando pare prevalere nella formazione del giudizio sulle cose della vita, anche per noi credenti, più la paura del nuovo e del diverso oltre alla difesa del proprio particolare interesse…

Martedì 1 marzo sarà convocata una assemblea di tutti coloro che a vario titolo operano in ambito educativo nelle nostre parrocchie perché è impegno del Consiglio pastorale che queste riflessioni siano il più possibile diffuse, discusse e condivise, ma sono affidate a tutti gli adulti e i giovani perché la missione educativa non comincia né si esaurisce in oratorio ma nelle nostre famiglie, nelle relazioni che viviamo tra inquilini della stessa scala, nello stile col quale ‘abitiamo’ le nostre vie, le scuole, i luoghi di lavoro e di gioco… la nostra intera vita. Le nuove generazioni, ne siamo convinti, hanno infatti bisogno di esempi diffusi nei vari ambiti e ambienti che attraversano: e questo è compito di ciascuno.

Proposta estiva per le famiglie? Perché no!

Anche quest’anno c’è la proposta aperta a tutte le famiglie delle nostre comunità parrocchiali di trascorrere insieme una settimana. Il luogo (già conosciuto gli anni scorsi) è Massa Martana (Pg) e alloggeremo presso un casale (www.ilcasaledimassamartana), avendo a disposizione anche molto spazio esterno che permette ai bambini e ragazzi di giocare in tutta libertà e sicurezza.

La settimana è caratterizzata da uscite presso luoghi di grande ricchezza spirituale e artistica, dalla condivisione di momenti di svago e anche da una proposta di preghiera che vuole aiutare ogni famiglia a fermarsi e meditare insieme a partire dalla Parola di Dio e da alcune provocazioni di papa Francesco.

La settimana in considerazione è quella da sabato 6 (arrivo dalle ore 15) a sabato 13 agosto (lasciare la camere entro le ore 9). La casa è in autogestione (individueremo un cuoco che si occuperà della preparazione dei pasti) e i costi di affitto sono i seguenti: € 13 a notte per persona; € 6.5 a notte per bambino con età inferiore ai 6 anni. A questi costi sono da aggiungere quelli delle pulizie, quelli della elettricità, dell’acqua e del gas.

Chi fosse interessato o volesse maggior chiarimenti prenda subito contatti con d. Mauro (maurostoro74@hotmail.it)

Messaggio del coro di SB alle Comunità di SB e MMC

All’inizio di Quaresima vogliamo offrirvi alcuni spunti che possano aiutarci a vivere le nostre celebrazioni con una modalità più partecipe e consapevole.

Sappiamo che la liturgia è opera di Dio che “plasma” il cristiano; è un incontro con Lui e con gli altri nello Spirito. Nelle celebrazioni liturgiche i gesti, i luoghi, i riti, i segni e i ministeri che viviamo fanno trasparire l'azione del Cristo Risorto.

In particolare il canto, all'interno della liturgia, crea unità (anche quando un solista o il coro canta e gli altri ascoltano), è linguaggio capace di comunicare anche ciò che le parole faticano ad esprimere e può essere vissuto come un modo più intenso di pregare (chi canta prega due volte!).

Anche in Quaresima la musica ed il canto possono aiutarci ad esprimere il nostro cammino spirituale personale e comunitario di ricerca del Signore, di conversione e accoglienza del perdono di Dio.

Perciò usiamo gli strumenti del libretto e dei fogli che sono stati preparati per cantare insieme la misericordia di Dio che ci ha salvato! E se riusciamo veniamo in chiesa qualche minuto prima della messa per preparare i canti insieme. Buona quaresima!

05 febbraio 2016

MESSAGGIO DEL PAPA PER LA QUARESIMA 2016

Misericordia io voglio e non sacrifici (Mt ,13)                                                                     
Le opere di misericordia nel cammino giubilare 
1. Maria,  icona di una Chiesa che 
evangelizza  perché  evangelizzata

Nella Bolla d’indizione del Giubileo ho rivolto l’invito affinché «la Quaresima di que-st’anno giubilare sia vissuta più intensamente come momento forte per celebrare e sperimentare la misericordia di Dio»
(Misericordiae Vultus, 17). Con il richiamo all’ascolto della Parola di Dio ed all’iniziativa «24 ore per il Signore» ho voluto sottolineare il primato dell’ascolto orante della Parola, in specie quella profetica. La misericordia di Dio è infatti un annuncio al mondo: ma di tale annuncio ogni cristiano è chiamato a fare esperienza in prima persona. E’ per questo che nel tempo della Quaresima invierò i Missionari della Misericordia perché siano per tutti un segno concreto della vicinanza e del perdono di Dio.
Per aver accolto la Buona Notizia a lei rivolta dall’arcangelo Gabriele, Maria, nel Magnificat, canta profeticamente la misericordia con cui Dio l’ha prescelta. La Vergine di Nazaret, promessa sposa di Giuseppe, diventa così l’icona perfetta della Chiesa che evangelizza perché è stata ed è continuamente evangelizzata per opera dello Spirito Santo, che ha fecondato il suo grembo verginale. Nella tradizione profetica, la misericordia ha infatti strettamente a che fare, già a livello etimologico, proprio con le viscere materne (rahamim) e anche con una bontà generosa, fedele e compassionevole (hesed), che si esercita all’interno delle relazioni coniugali e parentali.

2. L’alleanza di Dio con gli uomini: una storia di misericordia

Il mistero della misericordia divina si svela nel corso della storia dell’alleanza tra Dio e il suo popolo Israele. Dio, infatti, si mostra sempre ricco di misericordia, pronto in ogni circostanza a riversare sul suo popolo una tenerezza e una compassione viscerali, soprattutto nei momenti più drammatici quando l’infedeltà spezza il legame del Patto e l’alleanza richiede di essere ratificata in modo più stabile nella giustizia e nella verità. Siamo qui di fronte ad un vero e proprio dramma d’amore, nel quale Dio gioca il ruolo di padre e di marito tradito, mentre Israele gioca quello di figlio/figlia e di sposa infedeli. Sono proprio le immagini familiari – come nel caso di Osea (cfr Os 1-2) – ad esprimere fino a che punto Dio voglia legarsi al suo popolo.
Questo dramma d’amore raggiunge il suo vertice nel Figlio fatto uomo. In Lui Dio riversa la sua misericordia senza limiti fino al punto da farne la «Misericordia incarnata» (Misericordiae Vultus, 8). In quanto uomo, Gesù di Nazaret è infatti figlio di Israele a tutti gli effetti. E lo è al punto da incarnare quel perfetto ascolto di Dio richiesto ad ogni ebreo dallo Shemà, ancora oggi cuore dell’alleanza di Dio con Israele: «Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore. Tu amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze» (Dt 6,4-5). Il Figlio di Dio è lo Sposo che fa di tutto per guadagnare l’amore della sua Sposa, alla quale lo lega il suo amore incondizionato che diventa visibile nelle nozze eterne con lei.
Questo è il cuore pulsante del kerygma apostolico, nel quale la misericordia divina ha un posto centrale e fondamentale. Esso è «la bellezza dell’amore salvifico di Dio manifestato in Gesù Cristo morto e risorto» (Evangelii gaudium, 36), quel primo annuncio che «si deve sempre tornare ad ascoltare in modi diversi e che si deve sempre tornare ad annunciare durante la catechesi» (ibid., 164). La Misericordia allora «esprime il comportamento di Dio verso il peccatore, offrendogli un’ulteriore possibilità per ravvedersi, convertirsi e credere» (Misericordiae Vultus, 21), ristabilendo proprio così la relazione con Lui. E in Gesù crocifisso Dio arriva fino a voler raggiungere il peccatore nella sua più estrema lontananza, proprio là dove egli si è perduto ed allontanato da Lui. E questo lo fa nella speranza di poter così finalmente intenerire il cuore indurito della sua Sposa.

3. Le opere di misericordia

La misericordia di Dio trasforma il cuore dell’uomo e gli fa sperimentare un amore fedele e così lo rende a sua volta capace di misericordia. È un miracolo sempre nuovo che la misericordia divina si possa irradiare nella vita di ciascuno di noi, motivandoci all’amore del prossimo e animando quelle che la tradizione della Chiesa chiama le opere di misericordia corporale e spirituale. Esse ci ricordano che la nostra fede si traduce in atti concreti e quotidiani, destinati ad aiutare il nostro prossimo nel corpo e nello spirito e sui quali saremo giudicati: nutrirlo, visitarlo, confortarlo, educarlo. Perciò ho auspicato «che il popolo cristiano rifletta durante il Giubileo sulle opere di misericordia corporali e spirituali. Sarà un modo per risvegliare la nostra coscienza spesso assopita davanti al dramma della povertà e per entrare sempre più nel cuore del Vangelo, dove i poveri sono i privilegiati della misericordia divina» (ibid., 15). Nel povero, infatti, la carne di Cristo «diventa di nuovo visibile come corpo martoriato, piagato, flagellato, denutrito, in fuga... per essere da noi riconosciuto, toccato e assistito con cura» (ibid.). Inaudito e scandaloso mistero del prolungarsi nella storia della sofferenza dell’Agnello Innocente, roveto ardente di amore gratuito davanti al quale ci si può come Mosè solo togliere i sandali (cfr Es 3,5); ancor più quando il povero è il fratello o la sorella in Cristo che soffrono a causa della loro fede.

Davanti a questo amore forte come la morte (cfr Ct 8,6), il povero più misero si rivela essere colui che non accetta di riconoscersi tale. Crede di essere ricco, ma è in realtà il più povero tra i poveri. Egli è tale perché schiavo del peccato, che lo spinge ad utilizzare ricchezza e potere non per servire Dio e gli altri, ma per soffocare in sé la profonda consapevolezza di essere anch’egli null’altro che un povero mendicante. E tanto maggiore è il potere e la ricchezza a sua disposizione, tanto maggiore può diventare quest’ac-cecamento menzognero. Esso arriva al punto da neppure voler vedere il povero Lazzaro che mendica alla porta della sua casa (cfr Lc 16,20-21), il quale è figura del Cristo che nei poveri mendica la nostra conversione. Lazzaro è la possibilità di conversione che Dio ci offre e che forse non vediamo. E quest’accecamento si accompagna ad un superbo delirio di onnipotenza, in cui risuona sinistramente quel demoniaco «sarete come Dio» (Gen 3,5) che è la radice di ogni peccato. Tale delirio può assumere anche forme sociali e politiche, come hanno mostrato i totalitarismi del XX secolo, e come mostrano oggi le ideologie del pensiero unico e della tecnoscienza, che pretendono di rendere Dio irrilevante e di ridurre l’uomo a massa da strumentalizzare. E possono attualmente mostrarlo anche le strutture di peccato collegate ad un modello di falso sviluppo fondato sull’idolatria del denaro, che rende indifferenti al destino dei poveri le persone e le società più ricche, che chiudono loro le porte, rifiutandosi persino di vederli.
Per tutti, la Quaresima di questo Anno Giubilare è dunque un tempo favorevole per poter finalmente uscire dalla propria alienazione esistenziale grazie all’ascolto della Parola e alle opere di misericordia. Se mediante quelle corporali tocchiamo la carne del Cristo nei fratelli e sorelle bisognosi di essere nutriti, vestiti, alloggiati, visitati, quelle spirituali – consigliare, insegnare, perdonare, ammonire, pregare – toccano più direttamente il nostro essere peccatori. Le opere corporali e quelle spirituali non vanno perciò mai separate. È infatti proprio toccando nel misero la carne di Gesù crocifisso che il peccatore può ricevere in dono la consapevolezza di essere egli stesso un povero mendicante. Attraverso questa strada anche i “superbi”, i “potenti” e i “ricchi” di cui parla il Magnificat hanno la possibilità di accorgersi di essere immeritatamente amati dal Crocifisso, morto e risorto anche per loro. Solo in questo amore c’è la risposta a quella sete di felicità e di amore infiniti che l’uomo si illude di poter colmare mediante gli idoli del sapere, del potere e del possedere. Ma resta sempre il pericolo che, a causa di una sempre più ermetica chiusura a Cristo, che nel povero continua a bussare alla porta del loro cuore, i superbi, i ricchi ed i potenti finiscano per condannarsi da sé a sprofondare in quell’eterno abisso di solitudine che è l’inferno. Ecco perciò nuovamente risuonare per loro, come per tutti noi, le accorate parole di Abramo: «Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro» (Lc 16,29). Quest’ascolto operoso ci preparerà nel modo migliore a festeggiare la definitiva vittoria sul peccato e sulla morte dello Sposo ormai risorto, che desidera purificare la sua promessa Sposa, nell’attesa della sua venuta.
Non perdiamo questo tempo di Quaresima favorevole alla conversione! Lo chiediamo per l’intercessione materna della Vergine Maria, che per prima, di fronte alla grandezza della misericordia divina a lei donata gratuitamente, ha riconosciuto la propria piccolezza (Lc 1,48), riconoscendosi come l’umile serva del Signore (Lc 1,38).

Francesco