22 febbraio 2017

Scola ai giovani del Campus:Circondate il male con il bene

Dalla cronaca dell’incontro riportata sul portale chiesadimilano.it riportiamo alcuni passaggi per permettere a tutti di prendere parte a questo appuntamento prezioso.
 Dalla periferia la possibilità di una rivoluzione cristiana.
«Qualche settimana Lei, Eminenza, confidava che, da giovane, era venuto nel nostro quartiere per fare il volontario aiutando bambini con qualche difficoltà scolastica», racconta don Giovani.
«Quante storie di potrebbero raccontare, storie di degrado, ma anche di santità nascoste che ti aiutano a superare la logica della disperazione. Nelle domande di questi ragazzi invito tutti a scorgere un segno di tale speranza. Qui si sperimenta la preziosa ricchezza di percepire l’altro come possibilità: da questa periferia si può sprigionare una rivoluzione cristiana», conclude don Giovanni, richiamando l’immobilismo di politiche miopi e un assistenzialismo pernicioso. Poi, subito il dialogo, che si articola in 6 domande.

Immigrazione Chiesa, Istituzioni e società civile.  
Andy chiede se sia possibile che qualcosa «venga fatto nei nostri Paesi perché non avvengano più le tragedie come quelle degli immigrati»; Omar, «come vivere nel-la società dove si ha paura dello straniero?; Enrico, che vive al Gratosoglio, domanda se «in questa periferia, sia possibile avviare una collaborazione fissa tra autorità di diverse religioni». «Mi sta a cuore un dialogo di livello internazionale a partire da un quartiere vitale in cui ci sono persone come voi. Persone che vogliono affrontare i problemi, che non restringono lo sguardo solo al loro ombelico, che intendono agire perché si trovi una strada seria verso la pace, la giustizia, il superamento di ogni forma di esclusione», chiarisce Scola, spiegando la ragione della sua presenza. «Per la mia esperienza trovo i giovani brillanti, tutta’altro che fannulloni o bambinoni», nota il Cardinale che definisce importanti le domande poste e fa riferimento immediato all’idea di futuro.  «Il futuro ci sarà se avverrà un cambiamento a due livelli, anzitutto se le Istituzioni politiche locali, nazionali e internazionali si decideranno valorizzare il soggetto, eliminando discriminazioni di ogni tipo. Le Istituzioni sono espressione della società e, quindi, dipendono, in ultima istanza, da noi, perché si concepiscano a servizio della società civile, che in Italia è la più ricca di Europa», osserva l’Arcivescovo che torna, con accenti di sofferenza anche personale evidente, sul dramma dell’immigra-zione «non più un’emergenza, ma una problematica strutturale che ci accompagnerà almeno per qualche decennio. Ecco, perché i giovani sono importanti».
Ma come affrontare questo dramma? «Agendo».  Cita, il Cardinale, la “Fondazione Oasis” da lui fondata proprio per conoscersi meglio tra le due sponde del Mediterraneo. «Nel dialogo con i nostri fratelli musulmani mi sono reso conto che per tentare di capire un cambiamento così radicale, come è l’immigrazione, si devono giocare tre realtà: la Chiesa che può fare il primo intervento, le Istituzioni che devono fare una politica equilibrata almeno a livello europeo, mettendo in campo una sorta di Piano Marshall e offrendo, così, una risposta organica, anche se purtroppo, oggi, l’Europa non sta usando un linguaggio comune: ci sono Paesi che fanno ponti e chi fa muri».
Poi, il terzo cruciale soggetto: «La società civile come la vostra del Gratosoglio dove lo stare, giorno dopo giorno, vicini a persone diverse per etnia e cultura fa conoscere la comune umanità con le sue esperienze decisive, la vita, gli affetti, il lavoro, lo stile di riposo, il dolore fisico e morale, la  morte, la costruzione di una società plurale, sapendo che dobbiamo vivere insieme». Ma la condizione per tutto questo è «cambiare qui e ora a livello personale e comunitario». «Il timore si può capire, perché l’immigra-zione è stata veloce in Italia, ma la paura è sempre cattiva consigliera e non porta da nessuna parte. L’esperienza che state facendo è un gesto di cambiamento e di apertura alla speranza: dovete continuarlo non solo una volta all’anno qui, ma stando in contatto permanente tra voi, costruendo una rete tra i vostri Paesi. Sono queste forme che costruiranno il futuro, “facendo” il volto del nuovo cittadino europeo».

Terrorismo, religione e speranze di futuro e pace.
Ancora interrogativi. Leila chiede: «Perché gli atti terroristici si identificano con la religione islamica?» «Siamo consapevoli che il terrorismo non è identificabile con l’Islam, ma occorre riconoscere che, nella storia, le forme di terrorismo hanno sempre sfruttato la religione, usurpandone il nome e deformandolo. È sbagliato identificare il terrorismo con l’Islam così come è sbagliato identificare il Cristianesimo con le Crociate o attribuire un atto di vandalismo a un intero quartiere. Tuttavia, bisogna che la parte sana di una religione, di un quartiere prenda l’iniziativa, circondando il male con il bene. Questa strada necessita che ciascuno di noi trovi un senso per la propria vita». Senso, che trova nella gioventù una stagione privilegiata e che è direzione di cammino e significato, è il “per Chi” vivo. «In un mondo come il nostro, che è omologato, non è facile vivere questo senso tutti i giorni, ma bisogna avere la pazienza di educarsi con gesti buoni come è quello che state facendo».
«Perché di superi la tragedia terribile del terrorismo bisogna che assumiamo tutta la realtà, aperti a ognuno. Ricordiamoci che entriamo nel mondo per chi ci ha donato la vita e possiamo rispondere a questo dono, offrendola a nostra volta. Il terrorista non è un martire, perché il martire non sparge il sangue degli altri, ma dona il suo. L’uomo-bomba è qualcuno che mette in gioco la vita di un altro senza nessun riguardo verso la dignità della persona e, quindi, ovunque sorga il terrorismo, vi è sempre negazione e aberrazione dell’umano. Abbiamo bisogno di ragazzi che vogliono vivere degnamente, costruire società giusta, rispettosa della libertà degli altri». Dal Cardinale viene una sorta di “preghiera” comprensibile, nella sua laicità “alta”, a ogni latitudine. «Tutti noi possiamo da subito arginare il male con il bene, ma dobbiamo accettare di cambiare la nostra vita in ciò che non va, non cessando mai di amare l’altro come altro, come diverso da me. Ho speranza del futuro, voi giovani farete l’Europa nuova e l’aiuterete a superare la fatica che sta facendo, rendendola ancora un fattore di civiltà come è stata per tanti secoli».
Infine da Martina, una giovane di Ogulin, piccola e antica città in Croazia, la richiesta che spiazza la Comunità del Gratosoglio, pure messasi a disposizione con generosità grande, se si considera che all’appello, per ospitare i ragazzi, hanno risposto 50 tra singoli e famiglie, mentre molti sono stati i volontari. Anche il Municipio 5 della Città Metropolitana di Milano ha dato il patrocinio al progetto e parecchie Associazioni si sono unite in sinergia. Dice Martina: «Dateci una mano per costruire un oratorio come il Gratosoglio». Le parole del Cardinale: «Ecco, l’esempio di una realtà viva e buona diventa contagioso, perché contagioso non è solo il male», suggellano, come meglio non si potrebbe, la serata che prosegue con un momento condiviso e conviviale, a cui partecipano tutti: insieme per dire che si può fare.

Terminato il Campus don Giovanni e i collaboratori  condivideranno a tutti la ricchezza di questi giorni.
Intanto ringraziamo tutti coloro che hanno reso possibile col loro servizio e la loro accoglienza   questa intensa e felice esperienza.


Calendario della Comunità da Domenica 19 febbraio 2017

DOMENICA 19 febbraio
PENULTIMA DOMENICA DOPO L’EPIFANIA
“della divina clemenza”
Giornata della solidarietà sul tema
Per una città solidale “Le tue porte saranno sempre aperte” (Is 60,11)
ore 15,00 Oratorio MMC: CIC 1-2el. e CIC 2 gen/rag.

Lunedì 20 febbraio
ore 15,00 Sala Molaschi MMC: incontro TERZA ETÀ.
ore 21,00 Oratorio SB gruppo 18enni

Martedì 21 febbraio
ore 21,00 Saletta Caritas SB Lettura continua del libro degli Atti degli Apostoli a cura di don Francesco.
ore 21 Oratorio MMC gruppo CAMPUS DELLA PACE

Mercoledì 22 febbraio
ore 15,00 Saletta Caritas SB: TERZA ETÀ: festa dei compleanni.
Giovedì 22 febbraio
ore 21 Saletta Caritas SB: Catechesi Adulti Il giovane ricco Mc 10, 17-22                

Venerdì 24 febbraio
ore 21,00 Salone-teatro SB GRUPPO PREADO

Sabato 25 febbraio
ore 10,30 e 14,30 Oratorio MMC CIC3/4el. e CIC4/5el.


DOMENICA 26 febbraio
VI DOMENICA DOPO L’EPIFANIA
ore 21,00 Oratorio SB: Incontro 18enni

Lunedì 27 febbraio
ore 15,00 Sala Molaschi MMC: Incontro TERZA ETÀ.
ore 21,00 Oratorio SB  Consiglio pastorale

Martedì 28 febbraio
ore 21 Oratorio MMC gruppo CAMPUS DELLA PACE
ore 21,00 Saletta Caritas SB Lettura continua del libro degli Atti degli Apostoli a cura di don Francesco.

Mercoledì 1 marzo
ore 15,00 Saletta Caritas SB: TERZA ETÀ, tombola di carnevale...
ore 21,00 Oratorio SB: Incontro Gruppo ADO.

Venerdì 3 marzo
ore 15,30 nelle due chiese ADORAZIONE EUCARISTI CA fino alla messa 
ore 18,30 Chiesa SB: adorazione per i ministri del- l’Eucaristia

Sabato 4 marzo
CARNEVALE
ore 14,30 sfilata dall’oratorio di MMC all’oratorio di SB dove ci sarà animazione e merenda per tutti

DOMENICA 5 marzo
I DOMENICA DI QUARESIMA
ore 15.00 Ritiro di inizio quaresima presso la chiesetta Rossa dei frati francescani

Date utili da annotare:

Sab. 22 aprile ore 18 in SB celebrazione delle Cresime degli adulti
Dom. 23 aprile ore 11 a MMC e 10,30 a SB Unzione degli infermi
Dom. 30 aprile ore 11 a MMC celebrazione degli anniversari del sacramento del Matrimonio
Dom. 7 maggio nel pomeriggio celebrazione del sacramento della Riconciliazione per i ragazzi di 3 el.
Dom. 14 maggio ore 11 a MMC ore 15 a SB prima Comunione e Cresima dei ragazzi di 5 el.
Dom. 21 maggio prima Comunione dei ragazzi di 4 el.
Dom. 4 giugno ore 10,30 a SB celebrazione degli anniversari del sacramento del Matrimonio
Dom. 11 giungo Festa di S.Barnaba


MESSAGGIO DI FRANCESCO

Prepariamo la Quaresima (dal 5 marzo) meditando il messaggio di Francesco.
La Parola è un dono. L’altro è un dono.


Cari fratelli e sorelle, la Quaresima è un nuovo inizio, una strada che conduce verso una meta sicura: la Pasqua di Risurrezione, la vittoria di Cristo sulla morte. E sempre questo tempo ci rivolge un forte invito alla conversione: il cristiano è chiamato a tornare a Dio con tutto il cuore (Gl 2,12), per non accontentarsi di una vita mediocre, ma crescere nell’amicizia con il Signore. Gesù è l’amico fedele che non ci abbandona mai, perché, anche quando pecchiamo, attende con pazienza il nostro ritorno a Lui e, con questa attesa, manifesta la sua volontà di perdono (cfr Omelia, 8.1.2016).

La Quaresima è il momento favorevole per intensificare la vita dello spirito attraverso i santi mezzi che la Chiesa ci offre: il digiuno, la preghiera e l’elemosina. Alla base di tutto c’è la Parola di Dio, che in questo tempo siamo invitati ad ascoltare e meditare con maggiore assiduità. In particolare, qui vorrei soffermarmi sulla parabola dell’uomo ricco e del povero Lazzaro (Lc 16,19-31). Lasciamoci ispirare da questa pagina così significativa, che ci offre la chiave per comprendere come agire per raggiungere la vera felicità e la vita eterna, esortandoci ad una sincera conversione.

1. L’altro è un dono
La parabola comincia presentando i due personaggi principali, ma è il povero che viene descritto in maniera più dettagliata: egli si trova in una condizione disperata e non ha la forza di risollevarsi, giace alla porta del ricco e mangia le briciole che cadono dalla sua tavola, ha piaghe in tutto il corpo e i cani vengono a leccarle (vv. 20-21). Il quadro dunque è cupo, e l’uomo degradato e umiliato. La scena risulta ancora più drammatica se si considera che il povero si chiama Lazzaro: un nome carico di promesse, che alla lettera significa «Dio aiuta». Perciò questo personaggio non è anonimo, ha tratti ben precisi e si presenta come un individuo a cui associare una storia personale. Mentre per il ricco egli è come invisibile, per noi diventa noto e quasi familiare, di-venta un volto; e, come tale, un dono, una ricchezza inestimabile, un essere voluto, amato, ricordato da Dio, anche se la sua concreta condizione è quella di un rifiuto umano (cfr Omelia, 8.1.2016).
Lazzaro ci insegna che l’altro è un dono. La giusta relazione con le persone consiste nel riconoscerne con gratitudine il valore. Anche il povero alla porta del ricco non è un fastidioso ingombro, ma un appello a convertirsi e a cambiare vita. Il primo invito che ci fa questa parabola è quello di aprire la porta del nostro cuore all’altro, perché ogni persona è un dono, sia il nostro vicino sia il povero sconosciuto. La Quaresima è un tempo propizio per aprire la porta ad ogni bisognoso e riconoscere in lui o in lei il volto di Cristo. Ognuno di noi ne incontra sul proprio cammino. Ogni vita che ci viene incontro è un dono e merita accoglienza, rispetto, amore. La Parola di Dio ci aiuta ad aprire gli occhi per accogliere la vita e amarla, soprattutto quando è debole. Ma per poter fare questo è necessario prendere sul serio anche quanto il Vangelo ci rivela a proposito dell’uomo ricco.

2. Il peccato ci acceca
La parabola è impietosa nell’evidenziare le contraddizioni in cui si trova il ricco (v. 19). Questo personaggio, al contrario del povero Lazzaro, non ha un nome, è qualificato solo come ricco. La sua opulenza si manifesta negli abiti che indossa, di un lusso esagerato. La porpora infatti era molto pregiata, più dell’argento e dell’oro, e per questo era riservato alle divinità (Ger 10,9) e ai re (Gdc 8,26). Il bisso era un lino speciale che contribuiva a dare al portamento un carattere quasi sacro. Dunque la ricchezza di quest’uomo è eccessiva, anche perché esibita ogni giorno, in modo abitudinario: Ogni giorno si dava a lauti banchetti (v. 19). In lui si intravede drammaticamente la corruzione del peccato, che si realizza in tre momenti successivi: l’amore per il denaro, la vanità e la superbia (cfr Omelia, 20.9.2013).
Dice l’apostolo Paolo che l’avidità del denaro è la radice di tutti i mali (1 Tm 6,10). Essa è il principale motivo della corruzione e fonte di invidie, litigi e sospetti. Il de-naro può arrivare a dominarci, così da diventare un idolo tirannico (Evangelii gaudium, 55). Invece di essere uno strumento al nostro servizio per compiere il bene ed esercitare la solidarietà con gli altri, il denaro può asservire noi e il mondo intero ad una logica egoistica che non lascia spazio all’amore e ostacola la pace.
La parabola ci mostra poi che la cupidigia del ricco lo rende vanitoso. La sua personalità si realizza nelle apparenze, nel far vedere agli altri ciò che lui può permettersi. Ma l’apparenza maschera il vuoto interiore. La sua vita è prigioniera dell’esteriorità, della dimensione più superficiale ed effimera dell’esistenza (ibid., 62).
Il gradino più basso di questo degrado morale è la superbia. L’uomo ricco si veste come se fosse un re, simula il portamento di un dio, dimenticando di essere semplicemente un mortale. Per l’uomo corrotto dall’a-more per le ricchezze non esiste altro che il proprio io, e per questo le persone che lo circondano non entrano nel suo sguardo. Il frutto dell’attaccamento al denaro è dunque una sorta di cecità: il ricco non vede il povero affamato, piagato e prostrato nella sua umiliazione.
Guardando questo personaggio, si comprende perché il Vangelo sia così netto nel condannare l’amore per il de-naro: Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza (Mt 6,24).

3. La Parola è un dono
Il Vangelo del ricco e del povero Lazzaro ci aiuta a prepararci bene alla Pasqua che si avvicina. La liturgia del Mercoledì delle Ceneri ci invita a vivere un’esperienza simile a quella che fa il ricco in maniera molto drammatica. Il sacerdote, imponendo le ceneri sul capo, ripete le parole: «Ricordati che sei polvere e in polvere tornerai». Il ricco e il povero, infatti, muoiono entrambi e la parte principale della parabola si svolge nell’aldilà. I due personaggi scoprono improvvisamente che non abbiamo portato nulla nel mondo e nulla possiamo portare via (1 Tm 6,7).
Anche il nostro sguardo si apre all’aldilà, dove il ricco ha un lungo dialogo con Abramo, che chiama padre (Lc 16,24.27), dimostrando di far parte del popolo di Dio. Questo particolare rende la sua vita ancora più contraddittoria, perché finora non si era detto nulla della sua relazione con Dio. In effetti, nella sua vita non c’era posto per Dio, l’unico suo dio essendo lui stesso.
Solo tra i tormenti dell’aldilà il ricco riconosce Lazzaro e vorrebbe che il povero alleviasse le sue sofferenze con un po’ di acqua. I gesti richiesti a Lazzaro sono simili a quelli che avrebbe potuto fare il ricco e che non ha mai compiuto. Abramo, tuttavia, gli spiega: Nella vita tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti (v. 25). Nell’aldilà si ristabilisce una certa equità e i mali della vita vengono bilanciati dal bene.
La parabola si protrae e così presenta un messaggio per tutti i cristiani. Infatti il ricco, che ha dei fratelli ancora in vita, chiede ad Abramo di mandare Lazzaro da loro per ammonirli; ma Abramo risponde: Hanno Mosè e i profeti; ascoltino loro (v. 29). E di fronte all’obiezione del ricco, aggiunge: Se non ascoltano Mosè e i profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti (v. 31).
In questo modo emerge il vero problema del ricco: la radice dei suoi mali è il non prestare ascolto alla Parola di Dio; questo lo ha portato a non amare più Dio e quindi a disprezzare il prossimo. La Parola di Dio è una forza viva, capace di suscitare la conversione nel cuore degli uomini e di orientare nuovamente la persona a Dio. Chiudere il cuore al dono di Dio che parla ha come conseguenza il chiudere il cuore al dono del fratello.

Cari fratelli e sorelle, la Quaresima è il tempo favorevole per rinnovarsi nell’incontro con Cristo vivo nella sua Parola, nei Sacramenti e nel prossimo. Il Signore – che nei quaranta giorni trascorsi nel deserto ha vinto gli inganni del Tentatore – ci indica il cammino da seguire. Lo Spirito Santo ci guidi a compiere un vero cammino di conversione, per riscoprire il dono della Parola di Dio, essere purificati dal peccato che ci acceca e servire Cristo presente nei fratelli bisognosi. Incoraggio tutti i fedeli ad esprimere questo rinnovamento spirituale anche partecipando alle Campagne di Quaresima che molti or-ganismi ecclesiali, in diverse parti del mondo, promuovono per far crescere la cultura dell’incontro nell’unica famiglia umana. Preghiamo gli uni per gli altri affinché, partecipi della vittoria di Cristo, sappiamo aprire le nostre porte al debole e al povero. Allora potremo vivere e testimoniare in pienezza la gioia della Pasqua.

Francesco
18 ottobre 2016, Festa di San Luca Evangelista.

08 febbraio 2017

Il cardinale Scola viene ad incontrare i giovani del Campus della Pace

Nello scorso numero abbiamo presentato il senso e la dimensione simbolica di questa iniziativa.
Ormai quasi tutto è pronto.
I numeri: 30 circa i ragazzi del nostro quartiere che si sono iscritti all'esperienza; 15 i giovani francesi; 17 i bosniaci; 5 i croati; 5 gli scout musulmani di Solaro; 50 gli studenti di alcune scuole del territorio e di Milano che si uniranno al programma delle mattine; e inoltre 26 case si apriranno; 30 circa i volontari adulti che ci aiuteranno a vivere al meglio tutte le iniziative nella cura dei tanti dettagli.

Gli appuntamenti
Il campus prevede momenti riservati ai ragazzi iscritti al mattino, al pomeriggio e spesso anche alla sera (in bacheca trovate il programma delle giornate).
Ci sono però tre momenti a cui invitiamo l'intera comunità a partecipare:

GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO ALLE ORE 17.30
IL NOSTRO ARCIVESCOVO, CARDINALE ANGELO SCOLA,
SI INTRATTERRÀ CON I RAGAZZI DEL CAMPUS
RISPONDENDO AD ALCUNE LORO DOMANDE.
Presso il salone teatro di Maria madre della Chiesa con ingresso dall'oratorio

La sua presenza dice tutto il desiderio della nostra Chiesa di sostenere la nostra comunità a promuovere in quartiere una cultura dell'accoglienza e del dialogo. In quel giorno tutti noi ascolteremo i giovani e le loro domande sui temi della Giustizia e della Pace assecondando nelle loro attese e nelle risposte del nostro Vescovo il soffio dello Spirito.


VENERDI 17 ALLE ORE 21
Presso il salone teatro di Maria madre della Chiesa con ingresso dall'oratorio 
FESTA DI SALUTO AI RAGAZZI PARTECIPANTI DEL CAMPUS - con musica e danze

SABATO 18 ALLE ORE 18
Chiesa di san Barnaba
S. MESSA PER LA PACE PRESIEDUTA DA MONS. CARLO FACCENDINI
VICARIO DELL'ARCIVESCOVO PER LA CITTÀ DI MILANO

Accompagniamo tutti con la preghiera questi giorni di grazia!

LETTERA DAL BRASILE


San Paolo, 1 febbraio 2017

Carissimo Don Alfredo,

Ti scrivo per ringraziarti ancora per l´accoglienza colorosa ricevuta a San Barnaba e per la tua premura nell´organizzare quel momento bellíssimo di incontro tra amici.

Ringrazio di cuore anche per il sostegno concreto col quale hai voluto accompagnare la mia missione, a nome di tutta la comunitá gratosogliense.

Ormai sono rientrato e ho giá ripreso a tutto vapore le attivitá che qui hanno inizio nei primi mesi dell´anno. Il giorno 3 marzo avremo l´apertura dell´anno pastorale con la proposta della lettera pastorale che quest´anno avrá come riferimento la famiglia, per essere in sintonia con Papa Francesco. Inoltre, in Brasile celebreremo i 300 anni dell´incontro dell´immagine della Madonna Aparecida nel fiume Paraíba, ed anche il centenário delle apparizioni della Madonna in Fatima, quest´ultima é patrona della Diocesi. Anno 2017: Anno Mariano per tutta la chiesa del Brasile!

Ho giá iniziato le visite pastorali che svolgo durante i sabati e le domeniche a tre parrocchie; nelle sere della settimana sono in varie parrocchie per dare la presa di possesso canônica della parrocchia ad una ventina di sacerdoti. Durante i giorni feriali accompagno la visita della Madonna pellegrina di Fatima, e mentre vado in tutte le parrocchie, celebro l´Eucaristia e faccio la Consacrazione al Cuore Immacolato della Vergine.

Tutto questo, durante la routine di tutti i giorni della Curia, accompagnando una settantina di Pasorali che sono molto attive qui in Diocesi. Logicamente ho vari collaboratori sui quali posso fare affidamento, ma con questo ritmo, mi capisci, si spera di riposare solo nell´eternitá!!

Ti ringrazio per il ricordo e la preghiera.

Ah dimenticavo...correggendo le informazioni, le favelas qui in Diocesi sono 300!!!

Un abbraccione e un salutone ai sacerdoti, alle suore e a tutti gli amici + p. Peppime



CALENDARIO della Comunità dal 5 Febbraio 2017

DOMENICA 5 febbraio
V DOMENICA DOPO L’EPIFANIA
39 Giornata per la vita
ore  10,00 ritiro adolecenti del Decanato presso la comu   nità Kairòs di Vimodrone 

Lunedì 6 febbraio
ore 15,00 Sala Molaschi MMC: incontro TERZA ETÀ.
ore 21,00 Oratorio SB gruppo 18enni

Martedì 7 febbraio
ore 21,00 Saletta Caritas SB Lettura continua del libro degli Atti degli Apostoli a cura di don Francesco.
ore 21,00 presso la sala consiliare del Municipio V, v.le Tibaldi, serata di riflessione sulla guerra nei Balcani sostenuta anche dai nostri volontari dell'accoglienza dei bambini di Sarajevo in estate e delle esperienze di cooperazione a Sarajevo. 

Mercoledì 8 febbraio
ore 15,00 Saletta Caritas SB: TERZA ETÀ: Recita del S. Rosario/ Ora media.
ore 21,00  Oratorio MMC: incontro organizzativo del CAMPUS DELLA PACE 
ore 21,00 Oratorio SB: Incontro Gruppo ADO.

Venerdì 10 febbraio
ore 21,00 Salone-teatro SB GRUPPO PREADO
ore 21,00  Oratorio MMC: incontro informativo e orga nizzativo per coloro che intendono accogliere in casa o dare una mano, in modi diversi, alla realizza zione del CAMPUS DELLA PACE di febbraio.  

Sabato 11 febbraio
ore 10,30 e 14,30 Oratorio MMC CIC3/4el. e CIC4/5el.
alle 14.30 ASPETTIAMO IN SALONE TEATRO IN SB I PAPA' E LE MAMME CHE DESIDERANO PREPARARE I CARRI PER LA SFILATA DI CARNEVALE  ei bambini per confezionare le maschere 

 GIORNATA MONDIALE DEL MALATO
Stupore per quanto Dio compie: Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente…

 DOMENICA 12 febbraio
VI DOMENICA DOPO L’EPIFANIA
10,30 in SB s.Messa con preghiera per i malati
ORE 9,30 AL Centro Vismara MEETING PREADO
ore 15,00 Oratorio MMC: CIC 2 -3el. Genitori/Ragazzi
ore 21,00 Oratorio SB: Incontro 18enni

Lunedì 13 febbraio
ore 15,00 Sala Molaschi MMC: Incontro TERZA ETÀ.
Nel pomeriggio a oratorio MMC: inizio del CAMPUS DELLA PACE

Martedì 14 febbraio
ore 15,15 Chiesa MMC: Catechesi degli Adulti   Il giovane ricco Mc 10, 17-22
ore 21 Oratorio MMC gruppo CAMPUS DELLA PACE
ore 21,00 Saletta Caritas SB Lettura continua del libro degli Atti degli Apostoli a cura di don Francesco.
Mercoledì 15 febbraio
ore 15,00 Saletta Caritas SB: Catechesi TERZA ETÀ.
ore 21,00 Oratorio SB: Incontro Gruppo ADO.
Giovedì 16 febbraio
ore 19,00 Salone-teatro SB e ore 21 Saletta Caritas SB:   Catechesi Adulti Il giovane ricco Mc 10, 17-22 Venerdì 17 febbraio
ore 21,00 Salone-teatro SB GRUPPO PREADO
Sabato 18 febbraio
ore 9,30 Oratorio MMC: Catechesi Adulti  Il giovane ricco Mc 10, 17-22   

DOMENICA 19 febbraio
PENULTIMA DOMENICA DOPO L’EPIFANIA
“della divina clemenza”
Giornata della solidarietà sul tema
Per una città solidale“Le tue porte saranno sempre aperte” (Is 60,11)
ore 15,00 Oratorio MMC: CIC 1-2el. Genitori/Ragazzi

Prossimi incontri gruppi di spiritualità familiare
Gruppo Giovani coppie
Tema: “Le parabole di Gesù”. Sabato 11 febbraio ore 12
Gruppo Giovani famiglie
Tema: “Lettura continua del Vangelo di Luca”. Domenica 12 febbraio ore 12 in oratorio Maria Madre della Chiesa
Gruppo Family in cammino
Tema: “Famiglie continuiamo a camminare”, testo di riflessione a partire dall’Amoris Laetitia. Venerdì 24 febbraio ore 21  in oratorio Maria Madre della Chiesa
Gruppo Famiglie che hanno adottato
Una tematica per ogni incontro. Domenica 26 febbraio ore 18.30  in saletta Caritas di San Barnaba
Ricordiamo che anche quest’anno viene proposta da Sabato 5 a sabato 12 agosto 2017 a Massa Martana una Settimana di vita comune per le famiglie (a livello decanale)
Chi fosse interessato si informi dalle famiglie che da diversi anni ormai partecipano o possono rivolgersi direttamente a don Mauro.


Cronaca del consiglio Pastorale del 19 gennaio

Il desiderio di questa seduta era di riprendere il discorso sulla Pastorale giovanile della nostra Comunità. In effetti l'anno scorso il Consiglio ha investito molto in termini di riflessione e di tempo sulla articolata e complessa trama di proposte per i nostri ragazzi e giovani. Da quegli incontri sono emerse almeno due linee che abbiamo cercato di fare nostre in questa nuova stagione:
Non tutti per tutto ma tutto per tutti
Aldilà del gioco di parole, abbiamo avvertito che la conduzione di tutte le equipe dei percorsi di formazione dai preadolescenti ai giovani affidata a tutte le figure leader unite assieme creava certo una evidente comunione ma anche una forte dispersione di energie a discapito della formazione di educatori e ragazzi. Desiderando una più attenta cura si è pensato di destinare ad ogni fascia d'età una guida: sr. Maria Angela peri preadolescenti, sr. Agnese per gli adolescenti e don Giovanni per i 18enni e i giovani. Un'altra indicazione era quella di unire i percorsi delle due parrocchie anche se in Maria madre della Chiesa, per la tipologia dei ragazzi che lo frequentano e per le attenzioni educative messe in atto, continua a sussistere un gruppo adolescenti seguito da 5 educatori e da Don Giovanni.
Un cortile, mille proposte...ma chi sono gli attori?
Un altro grande tema riguardava la quotidianità e la cura del cortile. L'anno scorso si intravvedeva tutto il potenziale dell'apertura quotidiana degli oratori in sinergia fra attività delle ASD USSB e Fenice e le attività ricreative messe in campo quotidianamente dagli adulti che affiancano o sr. Agnese in san Barnaba o gli educatori professionali in Maria madre della Chiesa.
Si insisteva su un'apertura che seguisse il principio dell'amore per una certa tipologia di minori e di intelligenza nel mettere in atto strategie educative pertinenti pur denunciando il fatto che sono sempre pochi gli adulti che possano giocare un ruolo positivo ogni giorno negli orari di apertura dei cancelli degli oratori. Per questo da settembre è partito un percorso di formazione e di attuazione di nuovi progetti educativi che coinvolge circa 30 adulti delle nostre parrocchie. È una vera e propria costruzione di una comunità educante che dal mese di febbraio inizierà a mettere in campo strategie educative il più possibili innovative e coinvolgenti, aperte cioè ad altri soggetti educativi.
Ma all'orizzonte si affacciano già alcune sfide per la pastorale giovanile proprio perché lo scenario è sempre mutevole, a tratti tumultuoso, e mai puoi dire di essere arrivato a destinazione!
minimo comune multiplo e non massimo comune divisore.
La metafora matematica in realtà accende l'attenzione sul fatto che i contesti in cui ci troviamo ad operare, Maria madre della Chiesa e san Barnaba, pur se così vicini geograficamente, sono profondamente differenti per cultura e tradizione. Non è una distinzione qualitativa. Un Massimo Comune Divisore, ovvero una proposta unica da dividere per tutti, non è opportuna e non solo perché quando è stata proposta spesso non ha raggiunto l'obiettivo sperato, ma perché è poco rispettosa di quel principio per cui ad ognuno va dato ciò che gli spetta. Forse è giunto il tempo di chiedersi sinceramente quali siano i bisogni di una specifica comunità giovanile e altresì contare le risorse a disposizione.
C'è un posto anche per te
Gli adulti presenti in un cortile piuttosto che in un altro vanno accompagnati in un reale cammino formativo e di coordinamento perché le sfide che i nostri ragazzi fruitori quotidiani degli oratori ci pongono sono davvero alte. Non dimentichiamo che i nostri oratori sono gli unici e costanti ammortizzatori sociali del quartiere. Che Vangelo della dignità dell'uomo siamo chiamati ad annunciare a questi ragazzi e con quali strumenti? Ma sopratutto: chi? Un calcolo delle risorse ci fa temere di dover limitare l'apertura quotidiana oppure saremo in grado di accettare ancora la chiamata ad esserci per il bene dei ragazzi dei nostri quartieri?
Si comprende allora, in ultima analisi, come l'asse del discorso passi naturalmente dal mondo giovanile a quello adulto e lo ponga con le spalle al muro interpellandolo a non trattenere per sé quanto ricevuto ma a giocarlo sempre di più come in una semina per il futuro dei nostri figli.

(a cura di d. Giovanni)

Camminiamo, famiglie, continuiamo a camminare

Appuntamenti e iniziative della pastorale familiare
Prima di elencare i prossimi appuntamenti dei gruppi familiari, penso che sia bello far memoria e tenere nel cuore la bella giornata di domenica scorsa in cui abbiamo vissuto la festa della famiglia. Un’occasione semplice in cui  sia durante le celebrazione eucaristica, il momento del pranzo e l’animazione del pomeriggio abbiamo voluto meditare sul-l’accoglienza che anzitutto è lo stile di Dio nei confronti di ognuno di noi e delle nostre famiglie. Ogni domenica il Signore Gesù ci accoglie alla sua mensa come singole famiglie e come famiglie di famiglie che è la comunità. Da questo in-contro dove risuona la Parola, ricco di gesti, chiamati al-l’ascolto e al silenzio, invitati a nutrirci del suo pane spezzato, possiamo anche noi conformarci a questa capacità di accogliere valorizzando, cogliendo il bello e il buono, dando un’opportunità per ricominciare, offrendo un piccolo servizio, ponendo una semplice attenzione. Sembrano cose da poco, forse banali ma non scontate e sappiamo quanto possano fare la differenza in una casa e in una comunità.
Invito le famiglie a utilizzare “il dado dell’accoglienza”. È un modo semplice per educarci ogni giorno a crescere in uno stile reale di accoglienza, affinchè non rimanga solo una bella parola.
Un sincero ringraziamento a tutte le persone che hanno dato il proprio aiuto, in diversi modi, per il buon svolgimento della giornata in tutti i suoi momenti.
Mi piace concludere riportando ancora alcuni passaggi che erano scritti sul cartoncino su cui era designato un cuore “a braccia aperte” e che abbiamo ricevuto all’inizio delle celebrazioni delle ore 10.30 e delle ore 11 di domenica scorsa. Sono parole del nostro Papa che fanno bene alle famiglie e a tutta la nostra comunità. Rileggiamole e interiorizziamole…
Le famiglie non sono un problema, sono prima di tutto un’opportunità. Un’opportunità che dobbiamo curare, proteggere e accompagnare. È un modo di dire che sono una benedizione! Lasciamo un mondo di famiglie: è la migliore eredità
Abbiamo cura delle nostre famiglie, vere scuole del domani. Abbiamo cura delle nostre famiglie, veri spazi di libertà. Abbiamo cura delle nostre famiglie, veri centri di umanità. E la Chiesa vuole prendersi cura di tutte le famiglie.
La chiesa è madre. Pensare la Chiesa senza questa maternità è pensare a un’associazione rigida, senza calore umano, orfana. E dove c’è maternità e vita c’è vita, c’è gioia, c’è pace. La madre Chiesa sa accarezzare i suoi figli, dà tenerezza
Niente porte chiuse! Niente porte chiuse! Tutti possono partecipare in qualche modo alla vita ecclesiale, tutti possono far parte della comunità. Le famiglie cristiane possono prendersi cura delle famiglie ferite, accogliendole nella comunità.                    D.Mauro

Papa Francesco viene a visitare Milano e le terre ambrosiane.

L’intenso itinerario che percorrerà il 25 marzo, dalle case bianche al carcere di san Vittore, dal Duomo di Milano al parco di Monza per la celebrazione della santa Messa, fino all’incontro con i cresimandi allo stadio di san Siro, è il segno più eloquente della sua volontà di essere tra noi per confermare la nostra fede e contagiarci con la forza della sua testimonianza missionaria.

La Milano che si prepara ad accogliere il Papa è una città che sta vivendo sulla propria pelle quel cambiamento d’epoca (molto più potente di una semplice epoca di cambiamenti) di cui papa Francesco parla spesso. La terra dei santi Ambrogio e Carlo, questo grande tessuto urbano che copre e supera il territorio diocesano, sta conoscendo da un lato un grande momento di risveglio e rilancio (complice il rinnovamento avuto con EXPO); ma dall’altro è provocata e sfidata da un contesto culturale e sociale in forte trasformazione, che non sempre favorisce l’incontro di popoli e di culture in una convivenza capace di conciliare le differenze.

La visita del Papa, a cui occorre prepararsi con cura in queste settimane, sarà l’occasione per ravvivare il nostro contributo a questo processo di ricerca e di ricostruzione dell’anima della città e delle terre ambrosiane. Dall’incontro con papa Francesco ci attendiamo di acquisire nuova consapevolezza sulla nostra identità di popolo posto da Dio dentro la storia, come recita il titolo dato all’evento: “in questa città ho un popolo numeroso, dice il Signore” (At 18,10).

Prepararsi significa accendere momenti di confronto e di verifica, per cogliere quanto a Milano e nelle terre ambrosiane siamo quella Chiesa “umile, beata e disinteressata” che papa Francesco ci ha descritto al Convegno Ecclesiale di Firenze; Chiesa “in uscita” che svela il suo volto facendosi carico con amore generoso del desiderio di vita dell’intera umanità, spesso dolorosamente ferita dal male; Chiesa che pone al centro i poveri, dai quali impara lo stesso farsi povero di Gesù.

Invitiamo tutti, singoli e parrocchie, famiglie e consacrati/e, gruppi e realtà ecclesiali, a fare del sussidio pubblicato dalla Diocesi proprio in preparazione alla visita del Papa (lo potete trovare sul sito diocesano) uno strumento di riflessione, preghiera, confronto e dibattito tra di noi ma anche con la società civile, perché possiamo arrivare all’incontro con papa Francesco avendo gustato il sapore del sogno di Chiesa che ci consegna come compito proprio con questa sua visita.


mons. Luca Bressan
Vicario episcopale per la Cultura, la Carità, la Missione e l’Azione Sociale – Arcidiocesi di Milano
Presidente Caritas Ambrosiana