07 aprile 2017

La Giornata Autentica, La Settimana Autentica, la Vita Autentica ...

Nel primo capitolo del vangelo di Marco c’è una pericope (dal versetto 21 al 38) dove è presentata UNA INTERA GIORNATA DI GESÙ. Provate a rileggerla e vi troverete gli ‘ingredienti’ utilizzati da Gesù per vivere appieno il proprio tempo, che è la propria vita: la preghiera personale e comunitaria, l’ascolto e l’insegnamento della parola di Dio, l’attenzione e la cura delle persone più fragili (vittime del male nelle sue diverse forme), le relazioni familiari e amicali, le esigenze della missione prima di tutto…

Che bel regalo ci ha fatto il primo evangelista! 
Si perché, pur senza la morbosa invadenza dei social odierni, abbiamo la possibilità di sbirciare da vicino la concretezza umana del Figlio di Dio.
Il 25 marzo il papa è stato “con noi” per UN GIORNO INTERO e intenso. Ore ricche di incontri indimenticabili, parole e gesti da custodire nel cuore perché fanno bene al cuore. Anche lui ci ha permesso di scoprire come usa il suo tempo, come vive le sue giornate. Non certo a seguire protocolli di “visite ufficiali” dei grandi della terra ma a dare forma ad un altro “protocollo” che traduce nell’oggi la scelta di Colui che facendosi uomo ha fatto visita all’uomo.

Che bel regalo ci ha fatto Francesco! 
Si perché, pur con un programma da capogiro che certo ha scontentato i “salotti buoni” della città,  ha colmato di gioia le famiglie semplici e apparentemente insignificanti delle periferie, i sacerdoti e i consacrati, le folle desiderose di salutarlo, i detenuti di San Vittore, le famiglie dei cresimandi, i disabili che ha accarezzato e benedetto ad uno ad uno…
Molte cose ha detto il papa, molte sono state riprese e commentate… mi permetto di rilanciare l’attenzione su due cose che mi hanno colpito maggiormente. La scelta di sostare qualche minuto in adorazione eucaristica nella cripta del Duomo nonostante fosse già in ritardo sulla tabella di marcia e la cattedrale fosse da tempo gremita in attesa di vederlo e ascoltarlo. E poi la scelta di dedicare la massima attenzione alle persone che salutava, incontrava … come ci fossero solo loro in quel momento.
Francesco anche così ci ha parlato e ci ha indicato la via per il rinnovamento della nostra vita personale e di Chiesa: perché chi mette Dio al centro della propria attenzione, vi mette l’uomo. E questo rende autentica la vita dei singoli e della comunità cristiana. “Francesco ripara la mia casa” si sentì dire il poverello di Assisi da Gesù e forse se l’è sentito dire pure Jorge Bergoglio.

E ora ci apprestiamo a vivere LA SETTIMANA AUTENTICA, è la Settimana Santa. La Chiesa ci offre di rivivere nella liturgia di quei giorni il memoriale della beata Passione, Morte e Risurrezione di Gesù.

Che bel regalo ci fa ogni anno la Chiesa! 
Si perché, pur nella costatazione dei nostri peccati e limiti, abbiamo la possibilità di rinnovare alla sorgente la nostra fede, la nostra speranza e l’amore: la nostra vita.
Vi auguro di vivere la Pasqua di quest’anno con grande apertura ai doni di grazia di Dio perché porti in noi un frutto di vera conversione ai disegni di Dio, il Padre della Vita, che ama così tanto gli uomini da dare per noi il Figlio suo sulla croce.
Dopo aver rivolto lo sguardo al Crocifisso-Risorto nella quaresima, ora lasciamoci da Lui guardare per ricevere perdono e pace: i doni che fanno autentica la vita.      

don Alfredo

Calendario della Comunità da 2 aprile 2017

DOMENICA 2 aprile
V DOMENICA DI QUARESIMA
ore 9,30 Oratorio MMC CIC2/3el.  + Messa                            
ore 15,00 Oratorio MMC CIC1 genitori/ragazzi ore 21,00 Oratorio SB: Incontro 18enni

Lunedì 3 aprile
ore 15,00 Sala Molaschi MMC: TERZA ETÀ

Martedì 4 aprile
ore 21 Oratorio MMC gruppo CAMPUS DELLA PACE

Mercoledì 5 aprile
ore 15,00 Saletta Caritas SB: TERZA ETÀ
ore 21,00 Salone SB: Incontro Gruppo ADO.
ore 20,45 ASTERIA incontro decanale sui temi del film Silence a cura di d.Lorenzo Maggioni

Venerdì 7 aprile  Venerdì di Quaresima  giorno di magro
ore 9,00 Chiesa SB Via Crucis per tutti.
ore 17,00 Chiesa MMC Via Crucis per tutti.
ore 18,30 Chiesa e oratorio MMC GRUPPO PREADO:  Rinconciliazione pasquale, cena povera e gioco
ore 21,00 Chiesa SB Celebrazione comunitaria della Riconciliazione pasquale per giovani e adulti

Sabato 8 aprile
ore 10,30 e 14,30 Oratorio MMC CIC3 (4a el.).
ore 20.45 in Duomo Veglia in Traditione Symboli

DOMENICA 9 aprile
IV DOMENICA DI QUARESIMA  “delle Palme
n.b.: è sospesa la messa delle ore 9.00 a MMC.
ore 10,30 S. Messa a MMC e a SB ritrovo in cortile oratorio, benedizione degli ulivi e processione alla chiesa
Preadolescenti e Adolescenti di S. Barnaba, dopo la  Messa visitano anziani e malati della propria comunità.
ore 15,00 Oratorio MMC CIC4 portano l’ulivo e l’augurio pasquale agli ospiti delle case di riposo

Lunedì 10 aprile
ore 15,00 Chiesa MMC Riconciliazione TERZA ETÀ. Martedì 11 aprile
ore 21 Oratorio MMC gruppo CAMPUS DELLA PACE

Mercoledì 12 aprile
ore 15 Chiesa SB Riconciliazione TERZA ETÀ
ore 21 Chiesa SB Celebrazione comunitaria della Riconciliazione per adolescenti e 18 enni

TRIDUO PASQUALE
GIOVEDÌ SANTO «in cena Domini»
ore 9,30 in Duomo S. Messa Crismale.
ore 17,00 Chiesa MMC  S. Messa  in cena Domini   (invitati speciali i ragazzi dei CIC e i cresimandi ricevono la lavanda dei piedi)
ore 21,00 Chiesa SB  S. Messa  in cena Domini


VENERDÌ SANTO «nella Passione»
ore 15,00 nelle due chiese: Celebrazione della Passione e Morte di Nostro Signore.
Silenzio, ascolto e preghiera  individuale continueranno fino alle ore 21,00.
ore 21,00 VIA CRUCIS partendo dalla Chiesa di Maria Madre per giungere alla chiesa di San Barnaba.


SABATO SANTO
Per tutta la giornata continuano l’adorazione della Croce e le Confessioni
ore 21,00 Chiesa di Maria Madre della Chiesa
Veglia Pasquale di risurrezione per tutta la Comunità Pastorale.


DOMENICA di PASQUA
nella RISURREZIONE del SIGNORE
Ss. Messe con orario festivo


LUNEDI’ DELL’ANGELO
Ss. Messe:
Chiesa MMC ore 9
Chiesa SB ore 10,30

Buona Pasqua di Risurrezione!


Lasciatevi riconciliare con Dio

CELEBRAZIONI COMUNITARIE DEL SACRAMENTO DELLA RICONCILIAZIONE

Terza età in MMC lunedì 10 aprile ore 15
Terza età in SB mercoledì 12 aprile ore 15
Preadolescenti venerdì 7 aprile ore 18,30 in MMC
Giovani e Adulti venerdì 7 aprile ore 21 in SB
18enni e Adolescenti mercoledì 12/4 ore 21 in SB

E POI IN ENTRAMBE LE DUE CHIESE

Mercoledì Santo dopo la Messa fino alle 19,30
Giovedì Santo: dalle 18,00 alle 19,30
Venerdì Santo: dalle ore 9,30 alle 12,00
dalle ore 16,00 alle 19,00
Sabato 4 aprile: dalle ore 9,30 alle 12,00
dalle ore 15,30 alle 19,00

Piccola bottega della Carità

Nella settimana dopo Pasqua prende il via la Piccola bottega della Carità.                                                                
Mentre ricordiamo che c’è  bisogno di nuove collaborazioni anche di giovani, offriamo a tutti gli Spunti dell’incontro formativo volontari Caritas
Atti degli Apostoli 4,32ss La moltitudine di coloro che eran venuti alla fede aveva un cuore solo e un'anima sola e nessuno diceva sua proprietà quello che gli apparteneva, ma ogni cosa era fra loro comune... Nessuno tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano l'importo di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli; e poi veniva distribuito a ciascuno secondo il bisogno.
Quali “beni/doni” mettiamo a disposizione nel servizio di carità?
Anzitutto uno spazio nel cuore pronto ad accogliere, poi un po’ di tempo, l’ascolto paziente e amorevole, l’impegno di accompagnare per un tratto di cammino. Infine, insieme alla comunità cristiana, qualche cosa dei nostri beni anche materiali …
La circolarità dei doni messi in comune …
Io dono, tu doni, egli dona, noi doniamo, voi donate, essi donano: donare è il respiro dell’amore, è il respiro di Dio e dell’uomo! Donare fa bene a chi dona e a chi riceve. Ci aiuta a riconoscere che limiti, bisogni, e fragilità della vita sono esperienze di ognuno, delicate perché preziose: ci ricordano la nostra vera realtà di creature amate da Dio che è Padre, che si ricevono in dono da lui e che si realizzano nel donarsi.  Donare è contagioso, attrae altri nello stesso movimento “in uscita” quando è fatto con gioia.
Nella società odierna la cultura del dono è in controtendenza con quella dominante (individualismo autosufficiente) perché sottintende un’idea di uomo diversa (l’uomo che si fa da sé, che trova la sua forza nel non chiedere mai…, l’uomo che così diventa incapace di sostenere la fatica della relazione con l’altro…).
Facendo un servizio di carità noi diciamo (affermiamo!) la nostra idea di uomo e così non solo facciamo un po’ di volontariato, ma costruiamo cultura e testimonianza cristiana.
Compito della Caritas nella parrocchia è infatti anzitutto quello di tenere viva l’istanza della carità come della forma più alta nella quale si traduce la fede cristiana e l’idea di uomo e di mondo che da essa deriva. La sua missione principale è quella di animare la comunità cristiana e sollecitarla a vivere la carità in questo modo, sostenendo e coordinando i servizi che la fantasia dell’amore e le necessità degli uomini faranno sorgere (nb.: quanti nelle nostre parrocchie!).
In particolare segnalo il compito del Centro di Ascolto che con le persone in difficoltà avvia un percorso di accoglienza e discernimento sulla loro situazione complessiva, per individuare tra i modi possibili, quelli più efficaci a sostenerle (in relazione con Caritas decanale e diocesana e le istituzioni locali). La Piccola Bottega della Carità è una delle espressioni concrete di questo sostegno.
Quale stile ci è chiesto nel nostro servizio?
*Il nostro servizio parte dal cuore e perciò dalla preghiera per gli altri volontari  e preghiera per le persone che serviamo e le loro famiglie (è l’aiuto più efficace!).
*Rappresentiamo la comunità cristiana: occorre uno spirito di ‘squadra’.
L’aiuto più grande che noi offriamo non è quello materiale… ma la testimonianza di un modo di vivere che nasce dalla fede in Gesù, la vita fraterna e d’amore. Per questo se non offriamo questo segno nei rapporti tra noi riusciremo magari a sfamare la pancia delle persone in difficoltà ma non la fame del cuore…
Per questo motivo ‘teologico’ e non meramente organizzativo, ci è chiesta la disponibilità a lavorare in equipe, che richiede rispetto degli altri e dei loro compiti, cura nel far bene la mia parte per non appesantire il lavoro degli altri, chiarezza nei rapporti e nelle comunicazioni verso tutti, non fare il proprio gruppetto ma maturare un’apertura se-rena verso tutti, pazienza tutti i giorni e perdono reciproco quando serve …
*Amabilità verso le persone in difficoltà.
L’amabilità non si improvvisa, non è atteggiamento naturale ma è virtù: richiede esercizio, cura quotidiana di cu-ore, mente, parole e gesti. L’amabilità è il tratto visibile dell’intenzione d’amore invisibile che abita il cuore. Anche il dono d’amore più grande fatto da una persona ‘scostante’ non può essere gradito. Il gesto piccolo fatto con amabilità diventa grande al cuore dell’altro…
*Togliere da noi pregiudizi, cattivi pensieri e maldicenza su chi serviamo lasciando al Padre eterno di giudicare e al Centro di Ascolto di discernere…  ci è chiesta po-sitività: papa Francesco ci chiede di essere carezza di Dio per chi è nel bisogno.                      
Varie volte le persone in difficoltà giungono con atteggiamento pretenzioso e polemico. Certo chi ha più difficoltà ha più motivi per agire così… a noi cercare di placare gli animi con la gentilezza e il ragionamento. Attenzione ai toni e alle urla che diventano contro-testimonianza. Meglio passare per ingenui che averla vinta in una discussione… In altre sedi si potrà affrontare meglio la questione emersa (il Centro di Ascolto).
Se ci accorgiamo che non riusciamo a reggere le tensioni ricorrenti oppure a ‘lasciare a casa’ altri problemi che condizionano l’umore a tal punto da non poter offrire una presenza serena e gentile… è meglio staccare per un po’, o dedicarsi ad altro servizio nella comunità…
*L’amabilità offre la condizione per accompagnare con rispetto le persone e le loro situazioni problematiche in spirito educativo non facendo da maestri o padroni ma fratelli che sostengono i piccoli passi verso il meglio dell’altro.
*Amabilità significa anche custodire uno stile di riservatezza nel parlare delle persone e delle loro situazioni o anche delle situazioni faticose che possono crearsi talvolta tra i volontari. Nel primo caso per il rispetto doveroso della dignità di ciascuno. Nel secondo caso non certo per non affrontare i problemi, ma per farlo nel modo giusto: nella trasparenza e franchezza che ci deve contraddistinguere come cristiani. Non dimentichiamo che anche così si da testimonianza non tanto al buon nome della Caritas o della parrocchia, ma della Chiesa (con la C maiuscola) e della nostra fede.
*Infine amabilità è anche il rispetto delle diversità culturali e religiose degli altri. Chiaro che non può svolgere il servizio di volontariato in parrocchia chi ha atteggiamenti razzisti e disprezzanti culture e fedi differenti. Ma si manca di rispetto anche irridendo (speriamo bonariamente) usi e costumi anche in campo alimentare o vestiario. Pensiamo ad esempio alla cura dei musulmani di cibi che non contengano carne di maiale o macellata in modo diverso dai dettami religiosi dei loro paesi, oppure al velo delle donne islamiche. Per non parlare della incoerenze nelle pratiche religiose (che purtroppo viviamo anche noi). Anche così offriamo una testimonianza del nostro credo.